Report del Consiglio grande e generale del 14 giugno - Seduta del pomeriggio

San Marino

Report del Consiglio grande e generale del 14 giugno – Seduta del pomeriggio

L’emergenza medici, il caso Tonnini e la vicenda Titoli sono alcuni temi al centro del comma Comunicazioni che ha aperto la sessione consiliare di Giugno. Non sono poi mancati gli appelli bipartisan al dialogo tra le parti, l’invito a una nuova fase di apertura e collaborazione tra politica e parti sociali. I consiglieri di Rete-Mdsi hanno inoltre più volte citato il recente monito fatto dal direttore generale della Direzione Investigativa Antimafia, Governale- dai microfoni di Rtv- per sottolineare i rischi per infiltrazioni malavitose e di riciclaggio cui ancora può incorrere il Titano.

Rispetto ai temi sollevati dalla recente lettera inviata a Governo e Consiglio Grande e Generale dai dirigenti Uoc dell’Iss, il Segretario di Stato per la Sanità Franco Santi rassicura. “Il governo- spiega nel suo riferimento- ha già individuato le principali azioni su cui muoversi: una Legge specifica su settore medico per recuperare il gap con l’Italia in termini contrattuali e retributivi; Riforma delle pensioni per superare il divieto di lavorare e per redistribuire più equamente il rapporto contributi – prestazioni; Emissione di bandi di concorso da luglio a partire da quelli internazionali necessari per ricoprire posti scoperti e nei servizi con maggiore carenza; Nuovo Atto organizzativo per ottimizzare e razionalizzare l’attività dell’Iss e costruire un ambiente ed un contesto con progettualità e prospettive di grande respiro e di grande interesse; Consolidare e potenziare la rete assistenziale con le regioni a noi vicine: accreditamento, scambio di prestazioni, scambio di professionisti. Consolidare e potenziare la rete di accordi con le università italiane e le scuole di specializzazione per pianificare al meglio la formazione di nuovi medici sammarinesi cercando di fidelizzare le loro prestazioni all’interno del nostro sistema”. Santi conferma quindi che la legge sui medici sarà presentata in prima lettura nel mese di luglio mentre le linee di indirizzo dell’atto organizzativo verranno presentate alle parti sociali verso la fine di luglio “con l’obiettivo di finalizzarlo entro il mese di settembre”. Nel corso del dibattito, sono presentati due Odg. Il primo a firma del Psd riguarda l’emergenza medici e chiede l’avvio di un confronto permanente del governo “con le orgaizzazioni sindacali, Asmo e tutti i direttori Uoc Iss al fine di predisporre interventi normativi con carattere di urgenza da illustrare e dibattere in Commissione Sanità con audizione del Comitato esecutivo entro il 30 giugno 2018”. Il secondo Odg porta le firme di tutta l’opposizione e riguarda la vicenda Titoli: si chiede in sostanza che il congresso di Stato compia “tutti gli atti necessari affinché vengano ritirate le deliberazioni mediante le quali sono state concesse manleve o ratifiche dell’operato relative agli atti posti in essere da parte del Cda di Cassa di risparmio in carica nel periodo intercorrente tra i mesi di Aprile e Settembre 2017, oltre a intraprendere le dovute azioni civili a tutela degli interessi dell’Ecc.ma Camera e della Cassa di Risparmio”.

Il dibattito in Comma Comunicazioni proseguirà in seduta notturna.

Di seguito un estratto della prima parte degli interventi odierni.

Comma 1. Comunicazioni

Francesco Mussoni, Pdcs In questi giorni abbiamo assistito al dibattito sul mandato all’avvocatura dello Stato ad approfondire il tema della tutela legale di un consigliere. Non è un tema né del congresso, né dell’Avvocatura, ma è un tema delle istituzioni. È la prima volta che si mette in discussione la tutela legale di un consigliere. Per anni io sono tra quelli che hanno subito attacchi anche personali qui dentro e non mi sono mai sognato di mettere sotto inchiesta osservazioni svolte dentro l’Aula consiliare. Se vogliamo iniziare a dialogare qui dentro per il bene del Paese è bene che quest’Aula faccia un passo avanti su questa questione. Bisogna riaffermare il valore dell’insidicabilità del detto e del non detto durante i lavori, è la tutela del sistema istituzionale. Colleghi approfittiamo di questi 10 giorni di sessione, per fare un lavoro politico su cui il governo evidentemente ha qualche dubbio. Non è tema di avvocatura, ma è tema politico. Mi adopererò in quest’Aula per capire se senza forzature si può arrivare a un accordo su questo tema. È un messaggio che vorrei portare in apertura come disponibilità a lavorare in questa direzione e lo dico pensando al nostro lavoro di rappresentanti delle istituzioni. Invito maggioranza e capigruppo delle forze politiche a fare uno sforzo per trovare una sintesi sostenibile che non significa rinnegare le posizioni sulle vicende di questi mesi, ma affermare che è ridicolo che chiediamo all’avvocatura di Stato cosa deve fare un consigliere in quest’Aula. Ma stiamo scherzando? Dobbiamo essere coerenti con le tradizioni e le regole del nostro Paese, gli scontri in Aula possono essere forti, ma il consigliere si deve difendere qui dentro e su questo si deve fare sistema. Qui non si rinnega la posizione politica di ognuno, ma si deve fare sistema sulle istituzioni. Davide Forcellini, Rete Da una parte c’è un governo e una maggioranza che stanno operando in modo legittimo, se non altro perché le leggi se le fanno a misura, anzi no, scusate, oggi sappiamo che anche i decreti che arrivano in quest’aula sono stati scritti decisi e addirittura ne è stata scelta la tempistica da chi siede fuori da questo Parlamento. Il problema qui è una questione non di legittimazione. Il problema è che manca a questa maggioranza l’autorevolezza che si guadagna sul campo dimostrando a noi dell’opposizione e al Paese che quello che state facendo, lo state facendo per il bene di questo Paese e non per chi è seduto nella stanza dei bottoni. Se da una parte c’è il governo e la maggioranza, dall’altra parte ora c’è anche il direttore generale della Direzione Investigativa Antimafia, Governale che ai microfoni di Rtv parla di infiltrazioni malavitose e di riciclaggio. Parla del problema dei piccoli Stati che sono oggetto delle attenzioni di criminali della finanza mondiale che si impossessano dei loro centri nevralgici e incancheriscono il sistema. Parole riportate sul sito di RTV che riporto testuali: “è il riciclaggio il pericolo maggiore per i Paesi come San Marino, come alcuni episodi di cronaca del resto dimostrano”; “bisogna tenere d’occhio settori a rischio come rifiuti, scommesse, flusso di denari”;“un atteggiamento rilassato ha come prima causa l’infiltrazione malavitosa che cresce perché si avvale ovunque del solito clichè: che la mafia non esiste”. Queste parole sono dello scorso Sabato 9 Giugno, e ovviamente sono passate nel più assoluto silenzio. Siamo di fronte ad un rischio fondato dove chi detiene somme di denaro di dubbia provenienza si è impossessato dei gangli di potere di un Paese che in questo momento è proprio nelle condizioni di aver bisogno di quei soldi per tirare avanti. E aggiungo che quando molti qui dentro si sperticano a dire che da anni ormai abbiamo avviato un percorso di trasparenza, vorrei ricordare un’altra parola che ha un significato diverso, ma che secondo me da più il senso del sistema in cui ci troviamo. Questa parola è apparenza. Questo sistema ha sostituito la parola trasparenza alla parola apparenza. Chi ci ha riempito la testa di messaggi come “San Marino è in white list, è parte dei paesi collaborativi eccetera”, non ci viene a dire che la DIA sta controllando le infiltrazioni mafiose nel nostro Paese. Anche perchè all’estero lo sanno che siamo vulnerabili ai potentati forti, che non abbiamo gli anticorpi, come continuiamo a dire da anni in questo Parlamento.

Mariella Mularoni, Pdcs E’ avvilente e demotivando iniziando quest asessione consilaire elencanod le cose che non vanno e che non vengono fatte. Il copione è sempre lo stesso, ancora una volta in comma comunicazioni si terrà il dibattito politico perché è l’unico ambito in cui le opposizioni possono affrontare tematiche che le maggioranza non vuole affontare, almeno in attesa del nuovo regolamento consiliare in cui si prevede la riduzione dei tempi del comma comunicazioni per chiudere la bocca alle opposizioni. Abbiamo un governo sordo alle problematiche del paese nonostanti manifesti buoni propositi poi regolarmente si sottrae al confronto e che evita dibattiti importanti in Cgg e che da 18 mesi attua poltiiche repressive e di protezione lobby affaristiche e non capisce sia necessaria inversione di marcia. Perchè evitare un comma sulle problematiche sanitarie? Poteva essere un’occasione non una strumentalizzazione come molti di vuoi hanno pensato, per fare valutazioni e proposte per contrastare emergenza sanitaria del Paese. La Sanità ha sempre rappresentato bene inestimabile che va salvaguardato, un fiore all’occhiello che purtroppo è appassito. Evidentemente non ravvedete l’urgenza o non avete risposte pronte. Ci rammarica il rifiuto della maggioranza. La continua emorragia di medici e la lettera dei 17 dirigenti Iss in cui manifestano preoccupazione per lo stato in cui versa la sanità sammarinese non giustificano la richiesta di confronto? Sono tanti i fattori che hanno scatenato emorragia: precariato, esercizio libera professione, impossibilità di lavorare in pensione, valorizzazione del ruolo, certezza su gestione turni e riposi…sono le problematiche cui la politica deve dare risposte. Si denota mancana di progettalità e incapacità di chi dirige. Pdcs in diverse occasioni ha avanzato proposte per scongiurare fuga medici ma non sono state tenute in considerazioni, tra cui stabilizzazione rapporti di lavoor per medici già in servizio, attivazione accordi per riservare posti a studenti sammarinesi a corsi di specializzazione in medicina per avviare pianificazione, regolamentare libera professione per dare condizioni concorrenziali ad altri paesi. Oggi non possiamo arrenderci a incompetenza di chi ci governa e di chi gestisce Iss che sembra più preoccuparsi delle trasferte esterne che dei problemi interni. Grave che Comitato esecutivo sia due mesi su tre in trasferta. Si insegue quotidianamente emergenza su fuga medici e manca progetto capace di invertire fenomeno in atto. Gualtieri ha annunciato bandi internazionali ma non sono una risposta a carenze di organico in quanto limitano autonomia Iss di scegliersi i propri professionisti. Stabilizziamo prima i medici che operano in ospedale prima che cerchino altre destinazioni. Non vogliamo arrivare a chiusura di servizi e reparti e favorire strutture dell’Area Vasta Emilia Romagna.

Roger Zavoli, Rf La Patrimoniale è un provvedimento che non fa piacere ma l’interesse generale richiede interventi anche non popolari. Credete che per governo e maggioranza sia esaltante portare il decreto sulla patrimoniale in ratifica? No, non lo è. Ma criticarlo significa essere condannati a vedere solo la superficie delle cose umane e non avere la capacità di vedere quanto il passato condizioni presente. Se lo Stato ha un deficit strutturale di 20-30 mln l’anno, non bisogna portare in equilibrio strutturale i conti? Il governo ha portato già- e ne porterà altri- provvedimenti per rendere il Paese performante tra entrate ed uscite, interventi che in passato non sono mai stati adottati. Facile infatti ricercare consenso quando c’erano i soldi. Sentire dire dalle opposizioni che ‘si costringono i cittadini a sacrifici per errori commesi da questo governo’ è un’abberrrante ipocrisia, falsità ed è incredibile che alcuni membri Dc, che hanno governato per tanti anni il paese, oggi sostengano questa cosa. Tra l’altro nel 2013 hanno portato il medesimo intervento straordinario ma soprattutto non hanno fatto granchè per rendere virtuosa l’amministrazione dello Stato. Non voglio scendere al gioco sciocco dello scarica-responsabilità, ma quando alcuni attori della politica del passato fanno furbescamente la morale agli altri è paradossale.

Teodoro Lonfernini, Pdcs Nell’intervento di Zavoli faccio fatica a trovare buona fede nella ricerca di un dialogo costruttivo, quando imposta un’attacco strumentale a una parte di opposizione, in particolare la Dc, che sta cercando da due anni a questa parte di fare il suo lavoro. E’ un modo di cercare un capro espiatorio che lo rigetto. Io personalmente ho svoltato e la invito a fare altrettanto così come invito i suoi colleghi di maggioranza per cercare un dialogo tra le parti di cui ha bisogno il Paese. Altrimenti avremo tutti quanti un serissimo problema, oltre a quelli già molto presenti. Se lei parla Zavoli di una San Marino che riparte, come per mettersi un fiorellino nella giacca nuova, mi permetta di dissentire. Perchè il Paese era un po’ ripartito anche prima della sua maggioranza. Il Paese è ripartito dal 2008 in avanti da quando abbiamo deciso tutti insieme qui dentro di voltare pagina sul sistema Paese. Questo è andato avanti in modo graduale nel tempo. Il problema è che voi in questo percorso di cambiamento del sistema avete voluto fare i ‘radicali’. Dal 2016 ad oggi è come se voi avete preso un aereo del cambiamento e avete messo l’aereo a testa in giù. E dopo un anno e mezzo e più siete ancora a testa in giù e dietro ci sono i passeggeri che gridano e non siete in grado di raddrizzare l’aereo e portarlo in un’aeroporto. Siete, anzi noi, siamo nel bel mezzo di un volo a test in giù: non miglioriamo, cambiamo e non sappiamo cosa e come. Come si è inqueste situazioni bisognerebbe avere il buon senso e razionalità di affrontare le cose in modo diverso. E’ vero che siamo i brutti e cattivi dell’opposizione, ma è anche vero che è un anno e 8 mesi che continuiamo a dire che vogliamo avere un rapporto di lavoro su un tavolo, in cui sicurmente voi tirate perch èsiete al governo ma i risultati li portiamo a compiemtno insieme perché i problemi sono tali che non hanno un solo colore, ma hanno il colore del Paese, il bianco azzurro e in quel colore voglio starci anche io e non solo voi. Ma ancora quel tavolo con la tovaglia biancoazzurra ancora non l’ho visto e non siamo stati invitati come commensali. Continuate in questo momento a convocare l’Aula consiliare con un Odg in cui ancora non ci sono le circostanze per fare ripartire il paese. A quasi due anni dalla legislatura le riforme per rimettere quell’aereo diritto non le avete ancora portate e non le porterete neanche quest’estate. Fabrizio Francioni, Ssd Dentro il Paese si svolge costantemente un acceso dibattito su varie questioni che toccano la politica e l’intera comunità, ma il dibattito si svolge in un clima di incomunicabilità, marcando le distanze tra le parti. La difficoltà di dialogo è certamente un enorme fardello sulle spalle di tutto il Paese. Troppi sono stati gli interessi che si sono radicati all’interno della società, il denaro è divenuto l’unico valore su cui si regge la società. Ma non è prerogativa solo di San Marino. Abbiamo visto come la politica italiana, per la formazione del governo, sia stata condizionata dalla finanza internazionale. Oggi la politica guarda all’economia e le sue decisioni sono condizionate da quanto accade nel mondo dell’economia stessa. Il luogo delle decisioni è gioco forza quello dove si fa economia. È un fenomeno generale, la politica in questo modo segna una distanza dalle vere esigenze della cittadinanza. Come se ne esce? Dovremo iniziare a percorrere tutti quanti una strada con maggiore decisione di quanto fatto fino ad oggi. E’ la strada dell’ascolto. Mi rivolgo a tutti in Aula, una maggiore predisposizione all’ascolto può essere l’atteggiamento giusto per riaprire canali di dialogo e instaurare un maggiore clima di collaborazione. Sappiamo bene che la condizione del Paese è tale che non è possibile uscirne da soli. Manca forse consapevolezza della situazione del Paese, ma diffondere un messaggio adeguato al momento non può essere esclusiva responsabiltà della politica tutta, ma anche di tutte le parti sociali in campo. Sebbene ci siano malumori diffusi, ciascuno nel proprio ambito di competenza deve impegnarsi a diffondere un giusto messaggio nel Paese, quale giusto viatico per il dialogo. E’ un messaggio che rivolgo sia alla minoranza che alla maggioranza. Se fallisce questo governo, fallisce la maggioranza, non l’opposizione. Iro Belluzzi, Psd Apprezzo l’intervento del consigliere Francioni di apertura al dialogo per cominciare a collaborare. Sono stati fatti errori pazzeschi per incapacità di chi ha fatto politica nel comprendere come cambiava il mondo e come doveva collocarsi San Marino nell’intercettare nuovi investimenti, in un contesto oramai difficile, sembra quasi vano. Ce la facciamo se la Repubblica si unisce per cercare di risolvere tutte le questioni, il paese deve essere unito. Per potersi sedere e deliberare e portare avanti determinate politiche che ci ridiano speranza occorre analizzare- e lo hanno ribadito le forze sindacali- occorre fare quelle operazioni verità. In piazza i sindacati e cittadini lo hanno chiesto, si leggeva nei cartelli: vogliono comprendere quello che è avvenuta all’interno del sistema bancario in questo anno e mezzo, vogliono conoscere lo stato reale dei conti pubblici e tutta una serie di questioni che stanno generando un debito pubblico pazzesco che purtroppo dovrà essere esportato. Si dovranno cercare strade di vera collaborazione con Repubblica italiana, come siglato in accordo del 2009. Se governo e maggioranza dovranno cercare condizioni per parlare positivamente del nostro Paese e lo si potrà fare quando si avrà contezza delle reale situazione economica e di come sono andate determinate vicende, come quella di Cassa di risparmio e la perdita di bilancio di 534 mln di euro avvallata da un Cda del Monte dei Paschi. Una condizoone potrebbe essere quella di togliere la manleva per quel Cda. Il dialogo lo cerchiamo con quello che ricordava Mussoni: toglietevi dalla testa di provare, con modifiche del regolamento consiliare, a imbavagliare i consiglieri e ad intervenire sull’insindacabilità dell’attività consiliare.

Marianna Bucci, Rete Durante quest’anno e mezzo, io e i miei colleghi abbiamo più spesso rilevato le contraddizioni del sistema, di un sistema che negli anni si è adoperato per riacquisire una credibilità all’esterno. Dal 2008 San Marino ha iniziato un percorso verso la trasparenza, viene ripetuto ad ogni piè sospinta. Ma mentre pubblicamente decretava la fine del segreto bancario, delle società anonime e firmava accordi contro le doppie imposizioni, dentro i confini rendeva impossibili i controlli, cacciava i membri di vigilanza di Banca Centrale che andavano l’ardire di fare controlli alle persone scomode. E allora che senso ha avere, ad esempio, una legge che punisce il riciclaggio, ma allo stesso tempo andare cacciare chi i controlli li fa veramente e con serietà? Il sistema Penelope: di giorno si tesse la tela, di notte la si disfa con il risultato che quel tessuto, quel lenzuolo non viene mai ultimato. E cosa diventa? Un alibi per fingere che si stia lavorando verso un certo tipo di percorso mentre, nelle stanze dei bottoni, si lavora per rendere vano quel percorso, per annullarne gli effetti. Questa modalità l’abbiamo sempre denunciata, anche nella scorsa legislatura. Un esempio è proprio la nomina del presidente di Banca Centrale Grais: che senso ha fare un bando internazionale per poi nominare una persona che non è arrivata anche nella rosa dei tre candidati? E’ una falsità, una ipocrisia. Grais è stato nominato lo stesso nonostante non avesse i requisiti… mi ricorda un po’ Romito in questa legislatura per la nomina alla Presidenza di cassa di Risparmio. Tante persone sono state nominate nei punti strategici senza averne le competenze o i requisti. Ma queste persone – Grais e Romito – sono stati imposte dai governi senza alcuna logica apparente perchè queste persone avevano un mandato ben specifico, che oggi possiamo confermare, non aveva niente a che vedere con la trasparenza del sistema bancario o con la ristrutturazione di Carisp. E allora a cosa serve fare i bandi e fissare i requisiti se poi ogni governo trova un escamotage per non rispettarli? Per il motivo che ho detto poco fa: serve per ragioni di marketing, per dimostrare ad occhi esterni che il paese è cambiato, che il governo è virtuoso. Ma alla prova dei fatti, è solo fumo negli occhi. I passi avanti fatti da San Marino non sono stati fatti per una vera presa di coscienza rispetto alla volontà di affrancarsi dalla nomea di “lavanderia di mezza europa” che la Repubblica si era guadagnata, ma perchè l’Italia ci ha puntato una pistola alla tempia con la black list del 2009. Una situazione che abbiamo denunciato strenuamente e che oggi, viene in qualche modo confermata. Perchè come al solito, finchè siamo noi a denunciare le situazioni siamo dei complottisti che vogliono far cadere il governo, ma pochi giorni fa ce lo ha detto anche Governale, il direttore della Direzione Investigativa Antimafia. E cosa ha detto? Che il pericolo maggiore è il riciclaggio. Ancora? Cioè dopo tutti i passi avanti che San Marino ha fatto, il pericolo maggiore è ancora il riciclaggio. Il direttore della Dia Governale ha detto che è fondamentale “approntare una legislazione che costituisca un freno”. Ecco se pensiamo che ancora, a giugno 2018, San Marino non ha una legislazione contro la corruzione privata e il traffico di influenze dobbiamo prendere atto che al governo – ma non solo a lui – non solo non interessa che il paese non abbia anticorpi (e l’ordinanza del tribunale sul caso titoli ce lo ha scritto chiaro e tondo) ma non interessa neanche che i principali reati su cui su fonda l’attività mafiosa, da noi non siano neppure considerati reati! La nostra coalizione ha fatto inserire un emendamento in finanziaria per l’elaborazione di queste leggi, su corruzione privata e traffico influenze. A che punto sono? Non si è ancora visto nulla. Se io fossi un Consigliere di maggioranza, mi preoccuperei eccome di queste grandi lacune visto che il Tribunale ci parla di un personaggio – Confuorti – che è riuscito ad infiltrarsi nel nostro sistema attraverso persone di sua fiducia, che addirittura scambiavano tra loro informazioni prima ancora di essere ufficialmente nominate; persone che una volta diventate pubblici ufficiali hanno usato la loro posizione per trarre vantaggi personali. E allora il nostro Tribunale non potrà neppure valutare se quel rapporto potrà configurarsi come traffico di influenze! Perchè? Perchè a San Marino il traffico di influenze non è un reato! Non è mai stata fatta la legge! E allora non solo il governo non ha messo in discussione uno solo dei provvedimenti dell’ultimo anno e mezzo nonostante sia consapevole da chi siano stati diretti, ma non ha neanche abbozzato le leggi che, in questa fase, potrebbero permettere al paese di rivalersi su questi personaggi. A queste persone, a quelle della cricca, ll governo ha dato la manleva! Marina Lazzarini, Ssd Lo sciopero del 30 maggio scorso ha visto tanti cittadini in piazza manifestare con maturità e civiltà senza arrivare ad eccessi che purtroppo siamo stati costretti ad assistere in aula. I cittadini ci hanno chiesto verità, prospettive e sviluppo cui dobbiamo dare seguito. Ecco perché ho scelto di non rispondere alle vagonate di provocazioni che stanno arrivando anche oggi dalle opposizioni ma sulle cose in cantiere per le emergenze. Primo fra tutti emergenza sul personale medico dell’ospedale che da tanti anni viene sottolineata dagli operatori ed oggi giunta a situazione di estrema difficoltà, segnalata con forza con una lettera a tutti i consiglieri dai diretotri Uoc. I problemi vengono da lontano. Oggi paghiamo lo scotto del numero chiuso delle facoltà di medicina e delle scuole di specializzazione che non tiene conto della programmazione del personale medico per l’Italia e figurati per San Marino. Tanti giovani medici sammarinesi lavorano in Italia. I nostri contratti di lavoro al confronto di quelli italiani sono penalizzanti, in particolare per i medici giovani. Ci sono differenze enormi nelle retribuzioni poi ci sono problemi per le pensioni e il tema della libera professione medica. Mancava anche una legge sulla responsabilità dei medici regolamentata pochi mesi fa in questo Consiglio. Ora è urgente affrontare legge su reclutamento del personale medico che Segretario Santi porterà in Consiglio a Luglio. Allo stesso modo è urgente la revisione dell’atto organizzativo dell’Iss per stabilire quali servizi sono necessari a San Marino e queli sia sostenibile organizzarsi in rete con Regioni limitrofe. La segreteria alla Sanità è anche impegnata alla riforma previdenziale, riforma che dovrà tenere in considerazione una forte impostazione politica. Stefano Canti, Pdcs Mi sarei aspettato a inizio del comma un riferimento del Segretario alla Sanità. Le problematiche emerse sono state segnalate per tempo anche dal Pdcs. Alcuni giorni fa i direttori Uoc dell’Iss hanno espresso una forte preoccupazione per lo stato di estrema difficoltà in cui versa nostra sanità sammarinese. Hanno evidenziato il continuo e perdurante esodo del personale medico dell’Iss e qui ci si deve chiedere perché l’esodo continui. Credo che molte delle risposte siano già all’interno della lettera dei direttori Uoc: differenze delle tipologie di contratti, consulenze, collaborazione, le disparità retributive…se è uno dei problemi che preoccupa i nostri professionisti, se andiamo a vedere le delibere recenti del comitato esecutivo: 9 marzo 2018 ad Ortopedia è stato sottoscritto un incarico in favore di un medico un pensionato, e anche qui i medici evidenziano la possibilità per medici pensionati italiani che possono lavorare a San Marino e quelli sammarinesi che non possono lavorare. Altra delibera di marzo per rapporto di collaborazione quinquinnale per un medico che ancora non si è visto all’ospedale. Il 2 maggio 2018 è stato sottoscritta un’altra collaborazione a 4 mila euro mensili. Il comitato esecutivo prende un dottore di qua o di là a suo piacimento e la tipologia contrattuale è diversificata anche all’interno della stessa unità in cui va a lavorare. Iniziamo piuttosto a stabilizzare i medici che operano già all’interno dell’Iss. Arrivati al punto di oggi, oltre l’aspetto rilevato dai medici, va evidenziato il decreto n.45 2018 che modifica il trattamento retributivo che vale anche per personale sanitario, un provvedimento che ha fatto inalberare tutto il personale medico Iss. Si parla di abbassare gli stipendi quando in Italia percepiscono già stipendi maggiori. È operativo questo decreto? Lo chiedo al governo: è stato emesso, ma non credo sia operativo e che ai dirigenti pubblici sia stato tolto lo stipendio. Eppure non è stato ritirato, chiedo spiegazioni. Federico Pedini Amati, Mdsi Sono obbligato a parlar edi un argomento di cui non vorrei parlare, ma questa settimana pur di evitare di parlare dei veri problemi si è detto ‘quantìè matto Pedini’ , ‘a Pedini va fatto un Tso’..etc.. Nello scorso Consiglio è successo che io sono andato fuori tema rispetto all’argomento Patrimoniale perché parlare di qualcosa che dal mio punto di vista era particolamente grave. Il fatto è che all’intenro del Cda Cassa il consigliere Rosa aveva chiesto tutela legale per denunciare il consigliere Tonnini perché in una serata pubblica aveva detto una inesattezza nei suoi confronti che aveva poi riconosciuto e aveva chiesto scusa. Dal mio punto di vista se voleva denunciarla poteva farlo personalmente senza ricorrere ai soldi di Cassa che sono di tutti i cittadini. Per me la tutela legale non era dovuto. Ma come è andata quella seduta del Cda? Su Fb si è scritto di tutti, peccato che la delibera per dare mandato dal Cda alla tutela legale di Rosa era stata votata con tre favorevoli e tre contrari, quindi è valso il voto del presidente e si è dato mandato a dare tutela legale al consigliere con quel tipo di votazione. E dopo è stata cambiata la delibera quando c’è stato l’intervento dei miei colleghi in Cassa che sono andati ad esprimere il nostro sdegno. La delibera è stata cambiata ma prima era stata votata. E mi aspetto che quando i miei colleghi saranno chiamati a giudizio nei verbali ci sia quella delibera. Rifarei tutto quello che ho fatto perché non si può sentire ancora oggi che un consigliere della Repubblica non gli venga data tutela avvocatura di Stato verso paesi terzi per quello che ha detto qui dentro, mentre a membri di Cda di pubblica amministrazione sia data per il tribunale di Rimini. Non è normale. Poi si è dato mandato all’avvocatura di Stato non senza precisazioni, ‘in caso di diffamazione l’ufficio di presidenza valuterà’. Scherziamo? Tutto questo per distogliere l’attenzione dal Segretario Celli e dall’articolo apparso sul Corriere della Sera in cui l’avvocato di Confuorti dice che sul caso Titoli il governo sapeva e che i rapporti erano quotidiani. E allora possiamo denunciamo Advantage financial e Confuorti per avere millantato rapporti con il governo o no? Sono il presidente della Commissione Antimafia, è un po’ che non si riunisce per rispetto di nomine che devono essere fatte, ma vi continuo a dire che quella commissione come è strutturata ha delle lacune all’interno della propria legislatura. Manca a quella commissione la parte di inchiesta che nel nostro caso, sammariense, è stata data solo all’inizio per determinate motivazioni. La grande differenza con commissione omologa italiana è che la nostra non ha funzione di inchiesta e questo ci limita tantissimo. E cosa ci dice il direttore Dia? Che il problema più grosso che San Marrino sta correndo è quello del riciclaggio, tenete alta la guardia. Alessandro Mancini, Ps Lo stato di allarme nella sanità pubblica ha raggiunto livelli preoccupanti. Eppure la proposta del Ps di poter fare un dibattito in Aula sul tema, in ufficio di presidenza è stata liquidata in 5 minuti. È ancora in Aula il Segretario Santi e lo invito a fare un riferimento sulla situazione. Non potete parlare di confronto, condivisione e aperture se poi quando c’è l’opportunità di farlo vi tirate indietro. Perchè il Ps ha chiesto di fare un dibattito sulla sanità? La collega Lazzarini ha fatto già un elenco dettagliato sui problemi della sanità a cui però non è stata data ancora una risposta. Diversamente non ci saremo trovati la lettera dei dirigenti. Fare un dibatitto aveva due caratteristiche da prendere al volo: con un dibatitto e un riferiemnto puntuale del Segretario si trasmetteva un messaggio di serenità e si tranquillizzava chi quotidianamente svolge il servizio e l’utenza. Poi leggo sulla stampa che a breve verrà presentata una legge sui medici, allora credo che questa potesse già essere l’occasione per andare in profondità su quel provvedimento, per arrivare alla sua presentazione con un ragionamento più ampio. Ma quel dibattito non è stato fatto, a dimostrazione che non c’è voglia di confrontarsi e ci si sottrae alle proprie responsabilità. Alla maggioranza dico che il Ps non voleva strumentalizzare nulla. L’Aula non ha maturità politica perché se noi, come rappresentanti delle istituzioni, non siamo in grado di difendere le nostre istituzioni e dobbiamo chiederlo all’avvocatura Stato- riprendo il discorso del mio collega sul caso Tonnini- è una grande debolezza della politica ed è lo stesso ragionamento che si può fare su tanti altri temi. Infatti non riusciamo ad innescare un dibattito su un problema di tutti i sammarinesi senza colore politico come la sanità. E faccio tesoro dell’appello della Reggenza e dei richiami quotidiani ad abbassare i toni, ma i toni si abbassano se ci sono segnali.

Jader Tosi, C10 Grazie ai colleghi consiglieri di opposizione che con i loro interventi hanno cominciato a creare un atteggiamento costruttivo e non di attacco alle istituzioni. Qualcuno potrà dire che siamo poco bravi a comunicare le notizie positive, per esempio sulla sanità non ci sono solo state uscite dei medici, ma anche assunzioni. Non si fanno interventi spot sulla sanità, ma interventi di lungo e medio periodo. È un dato di fatto: la professione medica è difficile e non può essere più inclusa nella Pa, una delle discriminanti più importanti è la retribuzione dei medici. Ma bisogna creare le basi, non reagire di impeto. Mi spiace che in un anno e mezzo noi, maggioranza e opposizione, non abbiamo raggiunto il clima per portare con la giusta attenzione queste problematiche in Aula. Ben venga la svolta che ha voluto sottolineare Lonfernini. Di fronte al nuovo clima che si sta instaurando in Aula, sono certo il governo sarà capace di dare spazi per trovare le soluzioni al paese. Ben venga il nuovo clima, ringrazio anche Mussoni che si è tenuto nel solco che ha dato vita oggi ‘Officina di idee’, e mi auguro ci siano anche altri meccanici. Abbiamo avuto per troppo tempo la demolizione delle idee, invece di una officina. Michele Muratori, Ssd Sulla sanità, l’errore che a mio parere si sta commettendo è quello di dibattere oltremodo sul dettaglio, perdendo di conseguenza di vista la visione di insieme di un progetto ben più ampio e meritevole di maggiore attenzione. Non si è sentito parlare della programmazione sanitaria e socio sanitaria, ma voglio ricordare che è lo strumento indispensabile per definire il fabbisogno del personale, non solo medico ma anche infermieristico e delle altre professioni come ad esempio farmacisti, biologi, veterinari, fisioterapisti, psicologi, ecc. Per poter operare con efficacia l’ISS deve avere agili strumenti di gestione delle risorse umane ma anche delle risorse finanziarie e tecnologiche, che permettano risposte rapide e adeguate allo sviluppo tecnologico e scientifico/culturale, che in campo medico è particolarmente intenso. Questo si attua solamente rafforzando l’autonomia dell’ISS. È anche vero che la sanità non si realizza solo attraverso l’ospedale ma anche valorizzando e potenziando i servizi sul territorio e quelli sociali che sono particolarmente importanti per lo sviluppo del comparto sanitario. L’obiettivo è rendere San Marino di nuovo appetibile per professionisti qualificati, garantendo retribuzioni adeguate, stabilità del posto e chiaramente soddisfazioni personali. Il problema del reperimento dei medici non è un problema nato adesso, è un problema strutturale che nasce da lontano. Le cause possiamo valutarle come organiche considerando la difficoltà nel reperire dei professionisti già scarsi nelle regioni limitrofe, o ancora partendo da più lontano dalla difficoltà di entrare nelle università italiane. Possiamo fare decine e decine di valutazioni sulle motivazioni, ma il risultato è che di professionisti validi che possano sposare la causa nostrana non ce ne sono tanti. Quello che possiamo fare nell’immediato è valutare la cause strutturali come le posizioni contrattuali ed intervenire per porne rimedio. Troppi medici stanno lasciando l’ISS, la fuga dei medici sta diventando un’emergenza causata da una sommatoria di problemi che non risolti nell’immediato si sono protratti nel tempo fino a diventarne difficili da gestire. Sicuramente i contratti di lavoro sono spesso svantaggiosi per il professionista con retribuzioni più basse rispetto all’Italia, ma anche la libera professione che rendendo autorizzabile solamente quella intramenia, causa chiaramente un deterrente per il professionista che oltre confine può operare in extramenia. È chiaro che in un paese con un’utenza limitata come la nostra non possiamo garantirci tutte quelle professionalità in ogni settore sanitario. Ma possiamo lavorare in rete con le realtà limitrofe ed è la direzione che negli ultimi anni abbiamo preso come sistema. Oppure possiamo diventare un’eccellenza in determinati settori come lo siamo stati in passato con l’ortopedia o la cardiologia, ma dobbiamo dedicare le risorse finanziarie necessarie per mantenere alto il livello della sanità pubblica sammarinese. L’ISS è il bene più prezioso che abbiamo, e lo dobbiamo alla lungimiranza di chi negli anni 50 ha avuto l’intuizione di creare questo istituto.Approfittiamo di questa situazione di difficoltà per venirci incontro e aprire un dialogo. L’ISS va aiutato, ridiscusso, e risollevato. Partiamo da quello che si è fatto in tutti questi anni, ed è stato fatto tanto, per trovare una soluzione immediata. Tutti insieme. Franco Santi, Sds Sanità. Il Psd boccia le soluzione messe in campo da ISS e Segreteria e individua nella separazione dell’ISS dalla PA il passaggio principale da attuare. Ricordo al PSD che le soluzioni messe in campo da ISS e Segreteria hanno proprio questo obiettivo. Il PS si sente accusato di voler strumentalizzare la situazione per la richiesta di inserire un comma, ma nessuno lo ha mai accusato di questo. Probabilmente a parlare è il senso di colpa… Il motivo reale è quello illustrato in Ufficio di Presidenza e cioè quello di ottimizzare i lavori consigliari alla luce della presenza nel mese di luglio della prima lettura del progetto di legge sui medici. Sulla lettera dei primari non posso che ribadire ciò che ho già dichiarato personalmente a loro e anche sui media: le soluzioni alle criticità da loro ribadite sono già tutte presenti in provvedimenti normativi predisposti dalla segreteria e dal Comitato Esecutivo dell’ISS. Avvieremo al più presto i percorsi più idonei che possano portare alla loro approvazione così come ci siamo già impegnati a fare. Condivido pienamente il passaggio del comunicato di DIM quando sottolinea come “agire sull’ISS soffiando sul fuoco dello Shock non risponde a logiche di lungimiranza ed equilibrio ma rischia di trasformarsi in altro”. Sicuramente né il Comitato Esecutivo, né la mia Segreteria sta soffiando sul fuoco dello Shock. Siamo piuttosto realisti nel prendere atto di un contesto e di una serie di condizioni, alcune interne direttamente di nostra competenza, altre esterne con le quali necessariamente dobbiamo confrontarci, che determinano un livello di complessità che va affrontato con grande responsabilità e profondità di analisi. La difficoltà di ingaggio di personale medico è un tema diventato e che diventerà sempre più problematico vista la scarsità di capitale umano e il sempre maggiore turn over causato dall’altissima competitività del settore. Vorrei rispondere ad una ulteriore argomentazione da loro sollevata e a cui tengo particolarmente: vorrei assicurare che finché il sottoscritto avrà l’onore e il privilegio di guidare la Segreteria alla Sanità non ci sarà nessuna ingerenza della politica che possa anche scalfire minimamente l’autonomia dell’ISS. Sfido chiunque a dimostrare il contrario. Chi soffia sul fuoco dello Shock è sicuramente la DC che ha voluto, insieme alla richiesta di dimissioni di Segretario e CE, ripubblicare un comunicato del mese di marzo nel quale, per non sembrare troppo disfattisti, elencavano alcune soluzioni: stabilizzazione del rapporto di lavoro dei medici già in servizio: vorrei ricordare alla DC che diversi casi di precariato attuale sono la diretta conseguenza di scelte fatte dalla precedente gestione. Ricordo infatti che non è possibile emettere un bando di concorso e quindi garantire una stabilità contrattuale se il posto non è previsto dal fabbisogno. Con la nuova legge normalizzeremo anche queste criticità, certamente non create da questo governo e da questo CE. Attivazione di accordi di prestito di medici: non ci risulta che nella gestione DC della Sanità siano mai stati attivati. Tuttavia condividiamo in pieno questa opportunità che ha bisogno di essere incardinata con accordo ad hoc costruiti con le strutture sanitarie con noi convenzionate. Attivazione degli accordi sottoscritti da Mussoni con la Cattolica di Roma: ricordo che l’ISS attualmente ha la possibilità di attivare posti riservati presso le scuole di specialità delle Università di Modena Reggio Emilia, Ferrara, Roma… E ricordo ancora che la gestione precedente ha avviato queste convenzioni con 5 medici senza nessuna copertura normativa e senza un contratto sottoscritto con l’ISS e che ci sono voluti diversi mesi di lavoro per sistemare la situazione. Regolamentazione Libera Professione: l’attuale regolamentazione della libera professione è quella stabilita dal precedente Comitato Esecutivo e adottata dall’Esecutivo precedente. È intenzione di questa segreteria in perfetta continuità e a completamento della Legge che verrà presentata in prima lettura a luglio, presentare una legge in tal senso. Per quanto riguarda poi l’utilizzo della forma convenzionale per ingaggiare professionisti, vorrei sottolineare come questa sia sempre stata utilizzata e anche molto in passato e che attualmente viene prevista nei casi nei quali l’alternativa sarebbe quella di chiudere i servizi. Soluzione naturalmente che non piace a nessuno ma che è figlia di tutte le difficoltà presenti nel reperire professionisti medici. Legge: la prossima settimana arriveranno le convocazioni per cominciare il confronto con le parti sociali e politiche. Se condividiamo l’estrema necessità di adottare misure per ridare competitività al nostro sistema potremmo insieme decidere di proporre la procedura di urgenza.

Bandi di concorso: A partire da luglio verranno emanati i primi concorsi internazionali per i posti definitivamente vacanti secondo il decreto emanato per tali concorsi. Per la stabilizzazione dei medici a contratto si procederà alla stabilizzazione secondo le procedure che prevederà la nuova legge, che mirerà non solo a essere attrattivi verso medici esterni ma a garantire buone condizioni di lavoro a coloro che sono già in Servizio presso l’ISS . Attualmente abbiamo 148 medici previsti dal fabbisogno. 98 sono in ruolo, 2 incaricati, 39 a contratto e 18 non ricoperti. Dei 39 a contratto, 24 sono su posizioni previste da fabbisogno e di questi 24, 9 sono residenti. Le criticità legale al reperimento di personale medico sono la somma di diversi fattori. Un mercato del lavoro che vede una domanda molto alta e una offerta scarsa di capitale umano e quindi le aziende sanitarie insieme alle strutture private sono sempre più impegnate a costruire posizioni contrattuale sempre più competitive. Mercato del lavoro che non si può dire circoscritto a San Marino, ma incluso all’interno di un territorio più ampio che comprende anche quello dell’Italia. Il nostro sistema di regole di ingaggio con l’introduzione del tetto degli stipendi, con il permanere della impossibilità di totalizzare i periodi contributivi fatti tra Italia e San Marino e, con le regole interne pensionistiche attuali che prevedono il tetto e l’impossibilità di lavorare dopo la pensione, determinano una mancanza di competitività che ha messo in difficoltà l’ISS ormai da diversi anni. Il governo ha già individuato le principali azioni su cui muoversi: una Legge specifica su settore medico per recuperare il gap con l’Italia in termini contrattuali e retributivi; Riforma delle pensioni per superare il divieto di lavorare e per redistribuire più equamente il rapporto contributi – prestazioni; Emissione di bandi di concorso da luglio a partire da quelli internazionali necessari per ricoprire posti scoperti e nei servizi con maggiore carenza; Nuovo Atto organizzativo per ottimizzare e razionalizzare l’attività dell’ISS e costruire un ambiente ed un contesto con progettualità e prospettive di grande respiro e di grande interesse (indicativamente a settembre e contestualmente con la legge sui medici); Consolidare e potenziare la rete assistenziale con le regioni a noi vicine: accreditamento, scambio di prestazioni, scambio di professionisti. Consolidare e potenziare la rete di accordi con le università italiane e le scuole di specializzazione per pianificare al meglio la formazione di nuovi medici sammarinesi cercando di fidelizzare le loro prestazioni all’interno del nostro sistema. La legge sarà presentata in prima lettura nel mese di luglio. Le linee di indirizzo dell’atto organizzativo verranno presentate alle parti sociali verso fine luglio con l’obiettivo di finalizzarlo entro il mese di settembre. Più in generale è necessario ribadire la centralità del diritto alla salute che si esplica destinando le giuste risorse finanziarie e continuando ad investire nel consolidamento e nella razionalizzazione dell’Istituto per la Sicurezza Sociale. L’azione più intelligente e lungimirante che dobbiamo fare è quella di investire sempre più risorse nelle politiche di prevenzione che sono le uniche che possono darci, nel medio periodo, risultati concreti di diminuzione dei costi legati all’assistenza sanitaria. Altro elemento che dobbiamo mettere in campo con grande determinazione è quello dell’appropriatezza, cioè quello di intervenire con la giusta prestazione, con i tempi e i modi corretti. Questo tipo di prestazione deve essere sempre garantita e gratuita, mentre le prestazioni richieste che escono da questo contesto vanno fatte pagare per intero (per esempio esami del sangue non necessari). Per questo è necessario introdurre regole nuove e prevedere formazione specifica dei nostri professionisti sanitari unitamente ad una profonda condivisione di questo approccio.

Pasquale Valentini, Pdcs C’è bisogno che quest’Aula dia un messaggio al Paese. Appare sempre più evidente che il problema sia ‘sbarcare il lunario’ e che anche in questo Consiglio ‘ce la faremo e andremo avanti’. Ma facendo un discorso complessivo, noi quasi di nessun argomento riusciamo ad arrivare in fondo. Nessun argomento posto all’attenzione dell’Aula trova una conclusione, arrivara alla radice del problema e giunge a soluzioni condivise. Questo sta svuotando di significato il ruolo in questo ambito ed è l’aspetto più sconcertante per i nostri cittadini verso cui abbiamo dovere di responsabilità. Sono emersi fatti attraverso stralci di una ordinanza pubblicata che gettano numerose perplessità sulle motivazioni che hanno prodotto determinati atti nella conduzione di questi quasi due anni di governo e hanno portato conseguenze gravissime sul piano finanziario. E sulle conseguenze politiche di questo aspetto non si è tirata nessuna conclusione. Nelle ultime settimane, dopo il Consiglio, alcuni giornali hanno pubblicato stralci di corrispondenze tra Bcsm e Carisp, per cercare di dimostrare che tutti i guai sono nati prima. Ma non è mica appurato che le cose stiano così. Io ho fatto parte del Ccr da 2010 a 2016 e ho invitato l’Aula a chiedere i verbali di quei Ccr. Si vedrà e si capirebbe quale è stato il comportamento che Banca centrale, Fmi e i vari governi hanno avuto per gestire una situazione, tenuto conto di cosa è San Marino. Se si vuole fare un punto di verità su questo è importantissimo. Maggioranza e governo pensano invece che con pubblicazioni ‘buttate là’ si sia fatta chiarezza e verità? Anche sulla sanità, vi sembra il modo normale di affrontare il problema? Escono i massimi dirigenti Iss dicendo che si rischia il collasso dei servizi e non si interviene subito dopo? Vedremo, in luglio forse sapremo qualcosa degli interventi normativi, che vanno inseriti in un quadro perchè di per sè con una legge non si risolve. Non credo si scopra all’improvviso il malessere dei dirigenti e non si può tergiversare su un problema così. Mi ha colpito che sulla vicenda sia intervenuto C10. Forse si deve capire che c’è il governo e non Civico 10, che c’è una visione del governo. Ci interessa che questo luogo affronti i problemi? Se non ci interessa, se non sentiamo questa responsabilità di cercare qui dentro la natura dei problemi e di condividere soluzioni, questo luogo non serve a nulla, noi cerchiamo solo qui dentro di sbarcare il lunario con delle forzature.

Denise bronzetti, Ps dà lettura Odg “Il Consiglio grande e generale, alla luce dei moltemplici interventi in comma comunicazioni riguardante il settore sociosanitario e il riferimento del Segretario alla Sanità odierno (…)impegna il congresso di Stato ad avviare fin da subito un confronto permanente con le orgaizzazioni sincali, Asmo e tutti i direttori Uoc Iss al fine di predisporre interventi normativi con carattere di urgenza da illustrare e dibattere in Commissione Sanità con audizione del Comitato esecutivo entro il 30 giugno 2018, per la definizione dei seguenti interventi: ridefinzione del Fabbisogno in tempi rapidi, introduzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato per medici e infermieri, ad esclusione dei primari non iscrivibii alle liste di avviamenot al lavoro; revisione delle retribuzioni; una nuova regolamentazione delle libera professione (…);

Alessandro Cardelli, Pdcs dà lettura di un Odg sottoscritto da tutta l’opposizione “Il Consiglio grande e generale, sulla base degli stralci pubblicati dell’ordinanza sul ‘caso titoli’ (…) impegna il congresso di Stato a compiere tutti gli atti necessari affinché vengao ritirate le deliberazioni mediante le quali sono state concesse manleve o ratifiche dell’operato relative agli atti posti in essere da parte del Cda di Cassa di risparmio in carica nel periodo intercorrente tra i mesi di Aprile e Settembre 2017, oltre a intraprendere le dovute azioni civili a tutela degli interessi dell’Ecc.ma Camera e della Cassa di Risparmio”.

15 giugno 2018
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