Politica

Macerata, si spacca il fronte antifascista. I centri sociali: “Noi saremo in piazza”

ROMA – La richiesta del sindaco Romano Carancini di sospendere la manifestazione antifascista di sabato a Macerata innesca un diluvio di proteste sul web.

La sua pagina facebook, ma anche quella dell’Anpi che ha acconsentito alla richiesta, sono prese d’assalto da tanti che sabato avrebbero voluto sfilare pacificamente contro il razzismo e per i valori dell’antifascismo. I Movimenti, poi, non rispettano l’invito allo stop, in vista di un’altra data nazionale, e chiamano tutti a raccolta per la stessa data, sabato, nella citta’ marchigiana.

Marco Maurizi sulla pagina di Carancini chiede al sindaco “se non stia conquistando l’elettorato razzista. E’ questo il tuo obiettivo? Rubare voti a Salvini?“.

I toni sono alti. Qualcuno apprezza la scelta del silenzio. Non Mimmi Biagiola che si chiede: “Silenzio e tutti a casa? Lo trovo un indicibile atto di codardia, come quello di non aver neanche fatto visita ai feriti. Soprattutto è asservimento nei confronti di chi davvero sta riuscendo a tacitare i migliori sentimenti. Tempo fa si aveva del pudore ad esprimere opinioni razziste ora si ha timore a prendere le difese degli ultimi. Manifestare insieme può essere l’occasione di recuperare quel coraggio di opporsi che spesso manca. Altro che silenzio!”

Vito Barile chiede: “Cioè sindaco mi faccia capire per lei una manifestazione organizzata da Forza Nuova o dall’Anpi pari sono? Dopo i fatti di sabato scorso voi autorità dovreste essere in prima fila in una manifestazione antifascista. Invocare il silenzio serve solo a lasciare il campo libero a fascisti e razzisti”.

Molti fanno riferimento al fatto che Forza Nuova e Casapound hanno gia’ tenuto e annunciato manifestazioni e presidi a Macerata. Katia Rossetti chiede al sindaco: “Aspettiamo una sua dichiarazione chiara sul razzismo e sul fascismo, su Forza Nuova in primis. Questo aspetta la sua città, e il mondo intero che ci osserva. Per chi si è fatto trascinare dall’odio ci sarà modo di capire. Per i democratici di questa città il tempo rischia di non esserci più. Non è alzare i toni ricordare la Costituzione anti fascista e le Leggi”.

Ma anche la pagina facebook dell’Anpi conosce un vivo dibattito. Al limite della contestazione aperta.

Davide Ruatta chiede: “Scusate ma l’antifascismo in Italia a chi lo lasciamo fare?“. Silvia Salvi ricorda a mo’ di mantra che “il sonno della ragione genera mostri, il sonno della ragione genera mostri, il sonno della ragione…”.

La stragrande maggioranza degli interventi e’ nel solco di quello di Ilaria Gabbani che trova “la decisione dell’Anpi di sottostare all’appello del sindaco di una gravità inaudita. Accettare di rimanere in silenzio di fronte a questo attentato significa ammettere la propria impotenza. Tanto vale sciogliersi”.

Marco Di Renzo minaccia: “Spero che si possa tornare su questa decisione altrimenti straccio la mia tessera“.

Aristide Bancé ci tiene a essere preciso: “Vi scrivo solo per notificarvi la totale perdita di stima nei vostri confronti, anche se probabilmente non vi importa (non so nemmeno se a gestire questa pagina siano dei membri o degli addetti alle pubbliche relazioni). Di solito- scrive all’Anpi – non ci perderei tempo ma questa cosa mi costringe. Avete impiegato nove ore, per di più in assenza di qualsiasi dibattito, per ritirare la partecipazione alla giornata antifascista del 10 febbraio a Macerata, senza un motivo sensato o anche solo credibile. Mentre lo scrivo faccio quasi fatica a crederci. Sta tutto lì: dovreste rappresentare i partigiani italiani e il loro esempio, e nel momento in cui ce n’è più bisogno vi tirate indietro. Mi consola che molte persone valide militano nell’Associazione e sono loro a renderla forte e agiscono da anni per il meglio a prescindere da partiti e istituzioni. State certi che i soci non seguiranno la vostra decisione irresponsabile, come state certi che avete appena perso ogni credibilità e autorità, e la mia adesione all’ANPI e quella di altri, per quel che vale. Davvero non trovo parole per dirvi quanto mi addolori questa situazione. L’unica cosa positiva è che da questo momento c’è una linea chiara: da una parte stanno gli antifascisti, dall’altra il resto. Ci si organizzerà a partire da questo”.

La decisione di Carancini e delle associazioni che hanno acconsentito a sospendere la manifestazione di sabato e’ talmente invisa, che parte un appello all’autoconvocazione per lo stesso orario di sabato nella citta’ marchigiana.

A firmare i Movimenti contro il fascismo e il razzismo, che scrivono: “Apprendiamo dell’annuncio della sospensione della partecipazione alla manifestazione nazionale di sabato da parte delle Segreterie e delle Presidenze Nazionali ANPI, ARCI, CGIL e LIBERA. Una decisione maturata a seguito del ‘tardivo invito del Sindaco di Macerata a fermare tutte le manifestazioni’. Ancora una presa di posizione irricevibile, quella del Sindaco, che a fronte della gravità dei fatti di sabato, pone sullo stesso piano le iniziative neofasciste lanciate da quanti rivendicano l’attacco terroristico di sabato scorso e la grande manifestazione di condanna di quanto accaduto. Così facendo, cede e alimenta il clima di paura che vorrebbe tenere in ostaggio la città”.

I Movimenti scrivono: “L’unica risposta possibile è quella di rifiutare questo clima creato ad arte per ostacolare la libera espressione del diritto di tutti i cittadini a manifestare la loro solidarietà alle vittime dell’attentato, e la loro ferma condanna di ogni manifestazione di fascismo e razzismo. Nessuno può sospendere una manifestazione avviata da un percorso collettivo costruito da tante realtà sociali, a livello locale, come a livello nazionale. Per questa ragione confermiamo la manifestazione nazionale contro il fascismo e il razzismo di sabato 10 febbraio”.

7 febbraio 2018
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