Tav, Toninelli: “Stop a opere mastodontiche e dispendiose”

L'obiettivo di Toninelli è "dotare il Paese di una rete di tante piccole opere diffuse, che servano realmente ai cittadini"
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ROMA – “La cifra del nostro lavoro non sarà continuare a foraggiare grandi opere mastodontiche e dispendiose, ma dotare il Paese di una rete di tante piccole opere diffuse, che servano realmente ai cittadini. Penso alla manutenzione dei ponti e delle strade, alla creazione di varianti autostradali, alla riqualificazione del tessuto urbano”. Lo ribadisce il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, nel corso di una audizione in commissione Lavori pubblici al Senato.

Toninelli, davanti ai commissari del Senato, parla di “fallimento” della Legge Obiettivo. “Un modo di intendere le grandi opere contro il quale per molto tempo è parso non ci fosse alcuna alternativa, un programma di pianificazione di opere pubbliche che è stato al centro dell’agenda” anche del Governo precedente.

Secondo il ministro delle Infrastrutture “in 15 anni, la Legge Obiettivo ha realizzato circa il 15% del programma iniziale, impiegando appena un terzo degli investimenti previsti. Il suo fallimento definitivo è stato accettato solo dopo l’ennesima sequela di scandali che ne hanno dimostrato la permeabilità rispetto alla corruzione, alla speculazione e all’infiltrazione delle attività criminali”, ricorda.

“Rispetto a questo fallimento, un Governo del cambiamento deve porsi in necessaria e decisa discontinuità: per farlo, partire da posizioni preconcette non solo non è necessario ma sarebbe deleterio. Questo Governo non può che proseguire nel solco di smantellare un modello che è già fallito e che è stato definito ‘criminogeno'”, conclude.

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TAV. TONINELLI: NESSUN EFFETTO NEGATIVO DA ANALISI COSTI-BENEFICI

“I timori paventati riguardo ai possibili effetti negativi che potrebbero derivare” dall’analisi costi-benefici sulla Tav “non hanno alcun fondamento, in quanto l’analisi sarà condotta nell’ambito della situazione di contesto e del quadro normativo vigente“. Lo dice il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, nel corso di una audizione in commissione Lavori pubblici al Senato.

Si tratta di un programma “di elementare razionalità”, spiega.

“Ridiscuterne integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia” è un piano “del tutto analogo a quanto portato avanti dal Governo francese all’esito delle elezioni del 2017, avviando un piano di revisione delle infrastrutture sulla base della situazione di contesto e in particolare in relazione alla valutazione eminentemente politica del nuovo Governo dello stato delle finanze pubbliche. Non vi è pertanto alcuna ragione per la quale l’Italia, a prescindere dall’esito dell’analogo lavoro svolto in Francia, in applicazione del programma concordato dall’attuale maggioranza parlamentare, non ridiscuta integralmente il progetto, pur nell’applicazione dell’accordo tra i due Paesi e all’esito di una nuova valutazione complessiva di costi e benefici alla luce della situazione attuale”, conclude.

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