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Draghi incontra Greta Thunberg: “Vi stiamo ascoltando”

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Il premier vede i giovani attivisti per il clima e partecipa all'evento 'Youth4Climate' a Milano, assicurando impegni concreti
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ROMA – Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato oggi le attiviste ambientali Greta Thunberg, Vanessa Nakate e Martina Comparelli, in occasione della sua partecipazione all’evento ‘Youth4Climate: Driving Ambition’. Il colloquio si è incentrato sull’impegno dell’Italia nella lotta ai cambiamenti climatici e nella riduzione delle emissioni inquinanti, sul piano nazionale, europeo ed internazionale, alla luce della Presidenza del G20 e della partnership con il Regno Unito per la COP26. Nel corso del suo intervento a ‘Youth4Climate’, il premier ha assicurato che l’impegno per il clima è reale e concreto.

LA RISPOSTA A GRETA: “VI STIAMO ASCOLTANDO”

“Sono convinto che abbiamo tanto da imparare dalle vostre idee, i vostri suggerimenti e la vostra leadership. La vostra mobilitazione è stata di grande impatto, e potete starne certi: vi stiamo ascoltando”. Così Draghi risponde all’atto di accusa di Greta Thunberg, che dal palco dell’evento in corso a Milano aveva rimproverato i leader mondiali di non fare seguire alle parole atti concreti.

“Vorrei ringraziare i giovani per le loro proposte, ragionevoli e centrate”, perché “tutti insieme hanno scritto un programma di azione per i nostri governi”, aggiunge Draghi. Che ancora una volta fa riferimento alle parole della giovane attivista svedese per puntualizzare: “Fatemi dire una cosa sui nostri ‘bla bla bla’. A volte il ‘bla bla bla’ è solo un modo per nascondere la nostra incapacità di compiere azioni, ma quando si fanno trasformazioni così grandi è necessario convincere le persone, convincerle che numeri come +1.5 gradi non sono qualcosa di creato ad arte ma numeri della scienza, e le persone di questo vanno convinte. La mia sensazione, però, è che i leader siano tutti convinti della necessità di agire e di agire presto“.

“I GIOVANI SONO I PIÙ MINACCIATI DAL CAMBIAMENTO CLIMATICO”

“Vorrei ringraziare tutti i giovani che negli ultimi mesi hanno lavorato con così tanto impegno, soprattutto nel corso di questi tre giorni. Rappresentate la generazione di giovani più grande nella storia. Circa tre miliardi di persone con meno di 25 anni, la maggior parte delle quale vengono da Paesi a basso e medio reddito. Questa generazione, la vostra generazione, è la più minacciata dai cambiamenti climatici, ammette Draghi. “Sapete fin troppo bene quali sono le conseguenze drammatiche delle disuguaglianze globali in termini di povertà, malnutrizione, accesso a servizi sanitari”.

Il premier prosegue: “Avete ragione a chiedere una responsabilizzazione, a chiedere un cambiamento. L’attuale andamento ci dice che non stiamo riuscendo a mantenere la nostra promessa di contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi. La pandemia ed i cambiamenti climatici hanno contribuito a spingere quasi 100 milioni persone in povertà estrema, portando il totale a 730 milioni. La crisi climatica, la crisi sanitaria e quella alimentare sono strettamente correlate. Per affrontare tutte queste crisi, dobbiamo agire più velocemente, molto più velocemente, e con più efficacia”.

“AIUTARE I PAESI POVERI È UN IMPERATIVO MORALE E UN BISOGNO URGENTE”

Draghi ricorda gli impegni presi dalla comunità internazionale per il contrasto alla povertà e rilancia gli obiettivi fissati: “Dobbiamo rispettare il nostro impegno di donare 100 miliardi di dollari per sostenere i Paesi in via di sviluppo. I Paesi a basso e medio reddito sono spesso più esposti agli effetti dei cambiamenti climatici. È inevitabile che le emissioni in una parte del mondo abbiano un impatto sul resto della Terra. Aiutare questi Paesi con le loro transizioni risulta dunque essere sia un imperativo morale, sia un bisogno urgente. Ma la cosa più importante è che dobbiamo farlo adesso. Dobbiamo agire adesso”.

“LA TRANSIZIONE ECOLOGICA È UNA NECESSITÀ, NON UNA SCELTA”

“La transizione ecologica non è una scelta, è una necessità – aggiunge Draghi dal palco di Youth4Climate – Abbiamo solo due possibilità. O affrontiamo adesso i costi di questa transizione. O agiamo dopo, il che vorrebbe dire pagare il prezzo molto più alto di un disastro climatico“. Ciò detto, continua il premier, “lo Stato deve essere pronto ad aiutare le famiglie e le imprese a sostenere i costi a breve termine di questa transizione. La ripresa post-pandemia ci dà l’occasione di portare avanti le nostre ambizioni in materia di clima, e di farlo in modo equo”.

GLI OBIETTIVI DELL’ITALIA

“L’Italia sta facendo tutto il possibile per garantire che i vari Paesi si stiano muovendo nella giusta direzione, e rapidamente”. Il presidente del Consiglio Mario Draghi lo ricorda nel suo intervento alla Youth4Climate in corso a Milano. “Nell’ambito dell’Unione europea abbiamo contribuito ad istituire il programma ‘Next Generation EU’ per assicurare una ripresa equa e sostenibile. La transizione ecologica è uno dei tre pilastri di tale programma, assieme alla digitalizzazione e l’inclusione sociale”. L’Italia, prosegue il presidente del Consiglio, “ha stanziato il 40% delle risorse nel nostro Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) per la transizione ecologica. Il nostro obiettivo è quello di aumentare la quota dei rinnovabili nel nostro mix energetico, rendere più sostenibile la mobilità, migliorare l’efficienza energetica dei nostri edifici e proteggere la biodiversità”.

“TUTTI DEVONO FARE LA LORO PARTE, SERVE AUDACIA”

Draghi continua: “Come presidenza del G20 e co-presidenza della COP26, stiamo spingendo i Paesi a rispettare i propri impegni climatici e, in certi casi” a far sì “che siano pronti a prenderne di più audaci. Se vogliamo avere successo, tutti i Paesi devono fare la loro parte, a partire da quelli del G20”. Tuttavia, “siamo consapevoli che dobbiamo fare di più, molto di più. Questo sarà l’obiettivo del Vertice a Roma che si terrà alla fine di ottobre. A livello di G20, vogliamo prendere un impegno per quanto riguarda l’obiettivo di contenere la temperatura al di sotto di 1,5 gradi. E vogliamo sviluppare strategie di lungo periodo che siano coerenti con questo obiettivo”.

I Paesi del G20 generano oltre l’80% del Pil a livello mondiale e oltre il 75% delle emissioni. Tutti i principali attori ed emettitori ne fanno parte”, ricorda il presidente del Consiglio. “Nella loro riunione a giugno, i ministri dell’Istruzione del G20 si sono impegnati a promuovere l’insegnamento in materia di sviluppo sostenibile nei programmi didattici – segnala Draghi – A luglio, alla riunione ministeriale G20 su Energia e Clima a Napoli, i ministri si sono impegnati a dedicare una parte significante dei loro piani di ripresa alla transizione ecologica”.

“PROBLEMA CREATO DA NOI ADULTI”

“Un’altra cosa di cui persone e leader sono convinti è che combattere i mutamenti climatici è in sé una lotta per una distribuzione più equa, e se discutete del valore di questa convinzione molte persone saranno d’accordo”. Rivolgendosi ai giovani di Youth4Climate, Draghi riconosce: “Noi adulti abbiamo creato questo problema, non i giovani, e miliardi di giovani vivono in Paesi dove le emissioni sono le più basse del mondo perché c’è povertà”, sottolinea il premier, “quindi la dimensione della giustizia è assolutamente evidente e non ha bisogno di essere ulteriormente spiegata”.

“ABBIAMO DAVANTI UNA ECCEZIONALE OPPORTUNITÀ”

Draghi spiega ai ragazzi: “Dobbiamo affrontare la transizione in modo equo, e molti di voi hanno detto che deve essere inclusiva”, ma “inclusiva vuol dire includere anche i più fragili, i Paesi più poveri, e anche voi”, perché “non possiamo immaginare questa transizione senza coinvolgervi nel processo decisionale”. Quella verso la sostenibilità ambientale, sociale e climatica, infatti, è “una transizione così grande che non può essere paracadutata su di voi e sui Paesi“, sottolinea Draghi.

Per il premier, nelle negoziazioni climatiche, tra COP26 e G20, “quella che abbiamo nei prossimi mesi è un’opportunità, forse un’eccezionale opportunità” di raggiungere un risultato. “Il G20, la COP26, l’Onu ci lavorano, noi continuiamo a lavorarci”, per “una promessa assoluta di aiuti da 100 miliardi di dollari” per i Paesi in via di sviluppo, “non prestiti ma contributi a fondo perduto“.

“USCIAMO DAL CARBONE VERSO IL GAS, CHE RESTERÀ”

“Ci sono specifici temi nella transizione che sono difficili”, sottolinea Draghi, ad esempio “l’aumento dei costi dell’energia che vediamo in questi giorni, e la gente chiede se saranno temporanei o permanenti”. Però è in corso una “gigantesca transizione fuori dal carbone, e verso cosa? Verso il gas, e quello resterà con noi ancora un po’, starà con noi per un certo tempo, e quindi dobbiamo riorganizzare la nostra società attorno a questo”. Nelle negoziazioni climatiche e nei meeting internazionali, si deve puntare a “uscire da questi incontri con una vasta alleanza di scopi, è difficile ma nel campo climatico se gli scopi non allineati i risultati non si raggiungono“, e questo “è molto importante, ma molto duro e difficile”.

“L’IMPEGNO DI NOI LEADER NON È ABBASTANZA”

“I leader sono pienamente impegnati ma questo non è abbastanza”, e “l’azione deve mettere in campo programmi chiari, e non dimenticare mai i piu poveri“. Mario Draghi, presidente del Consiglio, lo dice ai giovani della Youth4climate in corso a Milano “Tutti questi eventi, come la COP26 il G20 rispondono alla domanda sul come dobbiamo fare per mettere in campo la transizione verso la sostenibilità e la tutela del clima, prosegue Draghi, “il prossimo passo è essere assolutamente persuasi ad agire e agire presto, e qui sta la sfida più grande”. Ciò detto, dice il presidente del Consiglio rivolgendosi ai giovani, “il vostro scontento, la mancanza di fiducia, la perdita di fiducia, è causato dalla lentezza del processo e dalla necessità di raggiungere infiniti compromessi, e abbiamo poco tempo, e questo è il motivo per cui voi stimolerete il nostro sforzo”.

JOHNSON: “SITUAZIONE SPAVENTOSA, MA C’È ANCORA TEMPO PER AGIRE”

“Quella davanti a noi è una situazione spaventosa e urgente. I politici come me e Mario Draghi ormai sono anziani e proprio per questo devono impegnarsi a restituire un mondo migliore ai giovani. Innanzitutto, mantenendo gli obiettivi fissati per la Cop26, a partire dal ‘Net zero'”. Così il primo ministro del Regno Unito, Boris Johnson, intervenendo virtualmente a Youth4Climate, la conferenza dei giovani sul clima.

È una questione di promesse per Johnson: “I giovani pagheranno conseguenze se non agiamo. Chi è nato nel 2020 avrà sette volte più problemi a causa del cambiamento climatico rispetto ai suoi genitori, ma i ragazzi non devono pagare il prezzo delle generazioni precedenti”. Il primo ministro britannico dice di “comprendere” la rabbia di chi protesta: “Il futuro gli viene rubato davanti agli occhi”. L’inquilino di Downing Street rimane ottimista, perché “c’è ancora tempo per mettere il piede sul freno“. Johnson, ringraziando il governo italiano per questi “giorni importanti organizzati a Milano”, guarda alla Cop26 come al’evento in cui realizzare “davvero una svolta”, grazie ai giovani “che fanno sentire la loro voce agli adulti” e al “fondo da 100 miliardi di dollari” che gli Stati più ricchi destineranno ai Paesi in via di sviluppo.

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