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Confronto tra candidati sindaco Roma: risate e battute, poi lo scontro. E Michetti abbandona

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Il tema dei rifiuti infuoca gli animi. Michetti: "Se è una rissa me ne vado, non erano queste le regole"
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ROMA – Strette di… gomito, foto di rito, sorrisi, nessuna scintilla. Almeno fin quando – dopo le domande di rito su visione di Roma, riforma della pa, Recovery fund e ricetta post-pandemia – il dibattito non si è spostato sul tema più caldo dell’estate capitolina, l’emergenza rifiuti, scatenando la ‘rissa’ e il forfait di Michetti. Quello andato in scena ieri pomeriggio alla Casa dell’Architettura di piazza Manfredo Fanti, nella cornice del Festival dell’Architettura, è stato il primo confronto tra i quattro maggiori candidati alla carica di sindaco di Roma, Virginia Raggi, Roberto Gualtieri, Carlo Calenda ed Enrico Michetti: all’inizio il dibattito è filato via liscio senza particolari acuti, i partecipanti hanno rispettato i tempi a disposizione per le risposte senza accavallarsi, lasciandosi andare solo a qualche battuta, con Calenda particolarmente ispirato.

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Prima la risposta a Raggi, che aveva paragonato Roma a una Ferrari (“Sì, la ‘348’ in cui non entravano le marce e si fermava sempre”), poi la battuta a Gualtieri che faticava a leggere il timer per gli interventi (“Perché siete vecchi”), infine la frecciata a Michetti (“Basta che non diventi ‘faccio cose, vedo gente'”). Poi il botta e risposta con la sindaca che rivendicava la riqualificazione di Tiburtina: “Virginia, Tiburtina la vediamo ed è in condizioni disastrose, come il Verano e tutto quel quadrante. Stai parlando con gente che lì ci va, non stai parlando coi rendering”. “Vacci meglio allora”, la risposta di Raggi. “Accompagnamece te”, la replica di Calenda in marcato accento romano. Anche Gualtieri, in risposta alle continue e ripetute citazioni di Michetti sull’impero romano, si è lasciato andare a una battuta: “I fasti della Roma imperiale lo lasciamo a te, noi vogliamo una Roma moderna”.

 Un’ora e mezza, appunto, di toni pacati inframezzati da qualche frecciata e sorriso. Poi ad accendere gli animi è stato ancora Calenda, tirando in ballo, parlando dell’ipotesi di poteri speciali per Roma, la gestione del ciclo dei rifiuti e attaccando sia il Campidoglio di Raggi che la Regione Lazio a guida Pd. Prima Gualtieri lo ha accusato di ‘cerchiobottismo‘ e di essere alleato della sindaca, poi la stessa Raggi ha accusato l’ex ministro dell’Economia di volere una discarica a Roma e ancora Calenda a rimproverarle di non aver costruito impianti: il risultato è stata la trasformazione del dibattito per diversi minuti in un confronto acceso e continuo sul tema immondizia, con un continuo botta e risposta fra i tre. Il siparietto ha fatto infuriare Michetti che, sentitosi tagliato fuori, ha deciso di abbandonare polemicamente e platealmente il palco e di lasciare la Casa dell’Architettura: “Se è una rissa me ne vado, non erano queste le regole: se è un contraddittorio dove si viene esclusi non va bene”, ha spiegato ai giornalisti che gli chiedevano i motivi del gesto. Attirandosi i commenti caustici degli avversari: “Mi dispiace, ma forse in un confronto bisogna parlare anche di proposte concrete e non solo di impero romano”, ha detto Gualtieri. “È un confronto da campagna elettorale, non un pic-nic. Senza botta e risposta diventa noioso”, gli ha fatto eco Calenda. “Chi va via da un confronto perde sempre”, il pensiero lapidario di Raggi.

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