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Michetti: “Amo Roma, ma ora punto all’Italia. Assalto alla Cgil ha fatto crollare consensi”

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L'ex candidato sindaco del centrodestra spiega perché si è dimesso dal consiglio comunale e rilancia: "Adesso ci occuperemo dell'Italia"
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ROMA – “Sono stati quattro mesi intensi. È stata una campagna elettorale con tanti eventi esterni che hanno condizionato un po’ il voto. L’assalto alla Cgil ha segnato le elezioni, lì abbiamo avuto un crollo del consenso. E poi c’è stata una grande astensione, la gente era un po’ impaurita da tutto questo. Anche se bisogna riconoscere il merito di chi ha vinto. Gualtieri governi bene questa città. Gli faccio un in bocca al lupo”. Così l’ex candidato sindaco di Roma per il centrodestra, Enrico Michetti, in diretta su ‘Radio Radio’.

“AMMINISTRATIVE UNA DEBACLE PER IL CENTRODESTRA”

“C’era un clima da battaglia esasperato dai media – ha aggiunto Michetti – e poi una politica tesa a screditare l’avversario. La gente ha avuto una crisi di rigetto per questa politica. Hanno inciso anche le inchieste che hanno riguardato i partiti. E poi la manifestazione il giorno del silenzio. Però è stata una debacle nazionale del centrodestra. Su 65 Comuni, a Roma abbiamo avuto il risultato migliore. Siamo riusciti ad arrivare al 40% e questo è stato un grande successo”.

“È STATO SOLO IL PRIMO PASSO, ANCHE KENNEDY PERSE LE PRIME ELEZIONI”

Michetti, che ha deciso di dimettersi dal Consiglio comunale, non ha comunque intenzione di abbandonare la politica. Anzi, il professore e avvocato rilancia: “Ci toglieremo altre soddisfazioni. Anche Kennedy perse la prima volta. Questo è stato il primo passo: adesso ci occuperemo dell’Italia. Vedremo come farlo. L’Italia merita buone idee e persone per bene, serie, che amano questo Paese e che intendano risollevarlo. Quindi faremo in modo che il prossimo obiettivo sarà l’Italia”.

“ECCO PERCHÉ MI SONO DIMESSO”

“Un conto è essere il sindaco. Un altro è essere il capo dell’opposizione. Il sindaco risolve i problemi della comunità, ed è quello che faccio da trenta anni assistendo sindaci e funzionari pubblici. Il capo dell’opposizione deve invece creare problemi al sindaco. Una cosa assolutamente antitetica per me – ha spiegato Michetti – Per la mia città posso pensare che qualunque cosa faccia il sindaco io la prendo e la rovescio? No, non è nelle mie corde. Anzi io sono e rimango gratuitamente a disposizione del Comune se ne ha bisogno. Per la mia città non voglio creare il minimo intralcio. Non posso permettermi di trovare il cavillo per far saltare ogni cosa. Perché io amo questa città”, ha concluso Michetti.

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