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Comunali Milano, l’appello al voto disgiunto di Sala agli elettori di centrodestra

"Negli anni il centrodestra ha sempre confermato una presenza significativa a Milano"
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Di Nicolò Rubeis

MILANO – “La destra a Milano c’è con un elettorato conservatore al quale mi rivolgo anche, perché esiste. Il voto disgiunto fa parte delle regole democratiche. Lo dico agli elettori di centrodestra: pensateci”. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala fa appello alle forze moderate del centrodestra affinché votino lui (magari mantenendo il loro voto di lista a un partito di centrodestra) per continuare il percorso iniziato cinque anni fa a Palazzo Marino.

Un invito rivolto ai militanti di Forza Italia nel week-end era arrivato anche dalla lista Riformista creata nel capoluogo lombardo su input di Gianfranco Librandi e dell’ex assessore nella prima giunta targata Gabriele Albertini, Sergio Scalpelli. Anche perché “un sindaco te lo tieni per cinque anni- prosegue Sala- non esiste, se non in casi rarissimi, che si dimetta e non puo’ essere licenziato. E i prossimi cinque anni saranno delicati, servono persone competenti“.

Il sindaco continua poi commentando la piazza Duomo riempita sabato da Giorgia Meloni e da Fratelli d’Italia. Nessun timore però: “Fdi ha grande consenso anche a Milano, e questo è evidente”. Una crescita “naturale” per Sala: “Negli anni il centrodestra ha sempre confermato una presenza significativa a Milano, poi magari c’è spostamento tra i partiti che lo rappresentano”.

Ed è così, che secondo il sindaco, si può spiegare il cambio di gerarchie cittadino, con Forza Italia che nel 2016 chiudeva al 20% e oggi lotta per arrivare quantomeno in doppia cifra, e la Lega che si deve difendere dall’arrembaggio di Meloni. In ogni caso, incalzato sul tema dai cronisti a margine dello svelamento della targa dedicata a Carla Fracci in via Tommei, Sala fa sapere che non sarebbe un fallimento arrivare al secondo turno.

Ma è sulla chiusura della sua campagna elettorale, invece, che il primo cittadino regala l’ultima stoccata al centrodestra, critico nei confronti di Sala perché non conclude la campagna in un evento cittadino, magari in piazza Duomo e con i big dei partiti che lo sostengono: “Questo è veramente buffo- affonda Sala- che facciano un po’ quel che vogliono, ma anche io faccio quello che voglio”. E comunque “non mi pare che Albertini abbia chiuso la campagna in piazza Duomo– conclude- io faccio quel che voglio e lo faccio al meglio. Poi vedremo se l’ho indovinata io o loro. Qualche sospetto su come andrà a finire ce l’ho, ma è meglio in questo momento essere molto prudenti”.

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