Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Covid, Bassetti: “Rischiamo milioni di isolati e un Paese paralizzato: servono regole nuove”

matteo bassetti
Per l'infettivologo Bassetti è arrivato il momento di "convivere con il virus in maniera diversa"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Il Covid è cambiato, i sintomi sono cambiati e la stragrande maggioranza della popolazione è vaccinata. Se si continua a mettere in isolamento e in quarantena decine di persone per ogni tampone positivo presto ci ritroveremo un mondo paralizzato. A chiedere “regole nuove” per gestione l’emergenza Covid è l’infettivologo Matteo Bassetti, che in un post su Facebook scrive: “Non possiamo continuare a mettere in quarantena e in isolamento forzato decine di persone (i contatti) per ogni tampone positivo”. Continuando così il rischio “è trovarci tra pochissimo con milioni di persone isolate e in quarantena. Chi farà il pane, chi guiderà gli autobus, chi svolgerà le lezioni a scuola, chi garantirà la sicurezza, chi batterà lo scontrino al supermercato, chi lavorerà in ospedale?”. Secondo Bassetti, è ora di fare i conti con una “malattia più gestibile” che richiede “regole diverse”.

LEGGI ANCHE: Contatto stretto di un positivo Covid, cosa fare: tutto su tracciamento, quarantena e isolamento

CENTINAIA DI CONTAGI E POCHI SINTOMI

Ecco il testo integrale del post dell’infettivologo: “Ho seguito e sto seguendo centinaia di persone vaccinate con 2 o 3 dosi di vaccino che hanno il Covid. Ebbene queste persone hanno un raffreddore o una forma influenzale che dura 3-4 giorni. Nulla a che vedere con il Covid di un anno fa e con il Covid di chi non è vaccinato. Dobbiamo quindi continuare con la stessa metodologia di affrontarlo dello scorso anno? Tracciamento? Milioni di tamponi? Isolamento di tutti i contatti? Quarantene dalle durate variabili e diverse a seconda di chi le decide? Reparti Covid dedicati con personale sottratto alle altre attività sanitarie? Colori delle regioni decise sulla base degli ospedalizzati senza distinguere malati da colonizzati asintomatici? Non si può affrontare questa fase con le stesse regole”. Lo dice l’infettivologo Matteo Bassetti.

LEGGI ANCHE: Iss: “Dopo 5 mesi l’efficacia del vaccino scende dal 71% al 30%”

“DOBBIAMO CONVIVERE CON IL VIRUS IN MANIERA DIVERSA”

Abbiamo oltre l’80% della popolazione generale che è protetta. Chi non è vaccinato – aggiunge Bassetti – dovrebbe farlo presto, ma se non ha ancora capito o voluto capire l’importanza del vaccino difficilmente lo farà senza regole nuove. Vedere code chilometriche nelle farmacie in questi giorni per fare il tampone serve a qualcosa? Con oltre 50000 casi al giorno destinati a diventare molti di più nelle prossime settimane, dobbiamo vivere in maniera diversa la convivenza con il virus. Chi è malato deve stare a casa, come sempre si sarebbe dovuto fare per le malattie infettive contagiose e dobbiamo finire con il tracciamento. Non possiamo continuare a mettere in quarantena e in isolamento forzato decine di persone (i contatti) per ogni tampone positivo“.

SI RISCHIA MONDO PARALIZZATO

Il rischio, conclude, “continuando così è trovarci tra pochissimo con milioni di persone isolate e in quarantena. Chi farà il pane, chi guiderà gli autobus, chi svolgerà le lezioni a scuola, chi garantirà la sicurezza, chi batterà lo scontrino al supermercato, chi lavorerà in ospedale? Usciamo dalla visione del Covid come malattia devastante e entriamo nella fase endemica con una malattia più gestibile (nei vaccinati) costruendo regole diverse. Altrimenti sarà durissima”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»