Fontana attacca, Usuelli espulso: bagarre al consiglio regionale lombardo

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Il governatore ha aperto la seduta ritornando sulla polemica con il governo in merito ai presunti errori nella trasmissione dei dati sul covid, mentre il consigliere di +Europa è stato allontanato dall'aula dopo essersi inginocchiato di fronte alla giunta mentre i leghisti "gli tiravano le monetine"
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MILANO – Trenta minuti, minuto più o minuto meno. Una delle più animate sedute di Consiglio regionale lombardo ha avuto questa durata, prima di essere sospesa. Una seduta aperta con la relazione del governatore Attilio Fontana circa la polemica con il governo in merito a presunti errori sulla trasmissione dei dati epidemiologici (“Non è corretto che il destino di una regione possa essere legato ad un indicatore esile come quello dell’Rt sintomi e non è possibile che i destini di milioni di persone siano affidati a dati esili convenzionali e facoltativi”, afferma Fontana) e chiusa (probabilmente fino alle 14) con il consigliere di +Europa Michele Usuelli espulso dall’aula, dopo essersi inginocchiato di fronte alla giunta, nel tentativo di chiedere dati disaggregati sui contagi che potessero offrire una fotografia della pandemia.

A corollario, cartelli esposti dalle opposizioni, fischietti, e persino un pallottoliere recapitato al presidente dal consigliere dem, Pietro Bussolati. Tutti insomma concentrati sulla ‘conta’ dei dati che, evidentemente, sono il vero pomo della discordia, sia tra opposizioni e giunta in Regione, sia tra la stessa giunta lombarda e il governo. “La misura è colma perché la mancanza di rispetto nei confronti dei lombardi e della Lombardia è andata oltre il limite consentito”, esordisce un Fontana mai così duro: “La Regione Lombardia invia tutti i giorni i dati certificati in modo corretto così come attestato dall’Iss”, assicura il presidente lombardo, che annuncia come il ricorso presentato al Tar vada avanti. “Ricordo che il ricorso, contrariamente a quanto sostenuto da qualche organo di stampa, prosegue nel merito e verrà implementato questa settimana con l’impugnazione dei verbali della cabina di regia e del Cts- afferma in aula il governatore- nonché di una parte dell’ordinanza del ministero che fa riferimento a questi due verbali”.

Fontana specifica che la Regione “è disponibile come sempre ad una leale collaborazione istituzionale e ad un confronto tecnico” per studiare “strumenti adeguati a definire un quadro epidemiologico e assumere provvedimenti appropriati”, ma non accetta “che la Lombardia venga calunniata con mistificazioni della realtà. È una vergogna quello che sta succedendo, e non lo dico per me o per la mia giunta ma lo dico per i lombardi, stufi di essere umiliati”.

FONTANA: “CI È STATO CHIESTO DALL’ISS DI INSERIRE UN VALORE CONVENZIONALE”

La tesi della giunta smentisce l’ipotesi della rettifica, così come emerso nelle scorse ore: la mancata registrazione dei guariti, come afferma Fontana, “è una falsa notizia, come si evince dai flussi pubblici come quello della Protezione civile che registra quotidianamente i casi di guariti e decessi”. A tal proposito, il presidente ricostruisce il percorso: “La componente tecnica dell’assessorato si è confrontata con l’Iss, ed è emerso che il picco Rt sintomi era dovuta a una criticità correlata con il percorso di estrapolazione di dati da parte dell’Iss”. Dopodiché, secondo quanto riferito dal presidente, la Regione Lombardia ha quindi chiesto “di procedere alle verifiche dell’Rt sintomi del report 35, per recepire le modifiche tecniche senza alcun rinvio dei dati del 13 gennaio”, ma “il giorno successivo ci è stato detto che non era possibile modificare questo meccanismo”. Tuttavia, “ci è stato chiesto di inserire un valore convenzionale in un campo facoltativo, per superare la difficoltà del percorso di estrapolazione- prosegue- perché senza questa operazione l’Iss non avrebbe calcolato in modo corretto il nostro Rt sintomi. Per superare l’impasse ci siamo adeguati trasmettendo il 20 gennaio un flusso identico a quello della settimana precedente con l’integrazione di quelle informazioni convenzionali richieste dall’Iss. Abbiamo manifestato le nostre perplessità sul metodo e abbiamo chiesto di trovare una via strutturata di risoluzione del problema, come dimostra una mail del 21 di gennaio”.

Sono però i due giorni successivi quelli che creano l’inghippo, come sostenuto da Fontana: “Abbiamo chiesto di verificare anche l’Rt sintomi del report 35 ma ci è stato risposto di dichiarare che tale richiesta doveva essere considerata una rettifica del nostro flusso, e in caso contrario non avessimo acconsentito a una rettifica dei dati pur conoscendo il valore Rt della settimana precedente, l’Iss ci ha comunicato che non avrebbe formalizzato il nostro valore permettendoci così di entrare in zona arancione: questo- sottolinea il governatore- mi sembra abbastanza grave“.

IL PRESIDENTE: “NESSUNA RETTIFICA, MA UN’INTEGRAZIONE DI DATI”

Il resto è noto: “Il cast e la cabina di regia hanno scritto nei loro verbali che la rivalutazione del nostro Rt era frutto di una nostra rettifica ma questo- afferma Fontana- non corrisponde al vero: nessuna rettifica, ma una integrazione di dati richiesto da Iss”. Il presidente evidenzia che “i flussi regionali sono sempre stati inviati correttamente ogni settimana e coerenti con i flussi provenienti dai sistemi informativi delle Ats”, e soprattutto “mantenendo anche eventuali incompletezze e senza interventi forzati da parte della Regione: i nostri tecnici non hanno mai inserito artificiosamente dati- ribadisce- a noi interessa una valorizzazione realistica della pandemia, non forzare lettura semplificatrice”.

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Intanto, Michele Usuelli di +Europa, portato fuori dalla Digos, racconta di esser stato avvicinato da leghisti che “gli tiravano le monetine” quando era in ginocchio, mentre Fontana, secondo quanto riportato dal consigliere radicale, avrebbe detto: “Per me può restare in ginocchio”.

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SEI ESPULSI DELL’OPPOSIZIONE, CHE LASCIA AULA

Le opposizioni M5s e di centrosinistra hanno lasciato per protesta l’aula del consiglio regionale della Lombardia e comunicano l’intenzione di partecipare alle sedute di commissione Sanità “solo se si parla di pandemia o di legge regionale”. Il tutto è corredato da una mozione a firma Pd che chiede a Regione Lombardia di risarcire le categorie economiche penalizzate dalla zona rossa. Continua lo scontro aspro in Consiglio regionale lombardo, dove dopo l’attacco del governatore Attilio Fontana al governo, alcuni esponenti grillini (Simone Verni, Dario Violi, Massimo De Rosa, Dino Alberti, e Nicola Di Marco) e un dem (Pietro Bussolati) sono stati espulsi (e non sospesi come Usuelli) dall’aula per uso del fischietto (accompagnati anche da alcuni cartelloni) alla ripresa dei lavori pomeridiani.

Pd, Lombardi Civici, M5S e Azione (assente Italia Viva) si sono radunati all’esterno dell’aula per comunicare le proprie intenzioni. Il capogruppo Pd Fabio Pizzul annuncia anche la deposizione di una mozione sottoscritta ovviamente dai dem (con l’aggiunta dei Civici), per chiedere alla giunta lombarda “il risarcimento per le categorie colpite da questo grave errore di valutazione e trasmissione dei dati da parte della Regione Lombardia”.

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