È scontro tra Governo e Malagò, Spadafora attacca: “Le richieste del Coni esulano dalla legge”

"Il dubbio- scrive in una lettera il ministro dello Sport- è che i giudizi negativi del Coni dipendano dalle scelte sulla governance"
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ROMA – “Molte delle richieste formulate esulano dai criteri e dai principi direttivi contenuti nella legge 86/2019 che, nell’esercizio della potestà delegata dal Parlamento, il Governo è tenuto rigorosamente a rispettare”. Lo scrive il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, nella lettera indirizzata al presidente del Coni, Giovanni Malagò, replicando al documento approvato mercoledì scorso dal Consiglio nazionale del Comitato Olimpico Nazionale, che conteneva critiche alla legge Delega di riforma dello sport e diverse richieste. Nella lettera, in cui prende “atto che (il documento, ndr) è stato approvato con l’astensione di cinque rappresentanti degli Enti di promozione sportiva e di due presidenti federali (Barelli della Federnuoto e Binaghi della Federtennis, ndr)”, Spadafora aggiunge: “Sorprende che, fronte di una bozza composta da 226 articoli, il documento approvato” dal Consiglio del Coni “non esponga il pur minimo elemento di condivisione. Eppure, sia il Coni che le Federazioni e gli Enti di promozione sportiva hanno partecipato ai lavori e molte delle richieste avanzate sono state accolte”.

“Pare, purtroppo, più che ragionevole il dubbio che la risolutezza e la negatività dei giudizi possano dipendere dalle scelte che la bozza di Testo unico introduce rispetto a temi sensibili quali il rinnovamento della governance degli organismi sportivi“, scrive ancora Spadafora, nella lettera indirizzata al presidente del Coni, in cui replica al documento approvato mercoledì scorso dal Consiglio nazionale del Comitato Olimpico Nazionale, che conteneva critiche alla bozza di Testo unico della legge Delega di riforma dello sport, insieme a diverse richieste.

Inoltre, “sorge il dubbio che le riflessioni che hanno preceduto l’approvazione del documento possano essere maturate in un clima dialettico interno non del tutto sereno– sottolinea Spadafora nel testo- risultando obliterato ogni profilo riguardante le molte innovazioni introdotte rispetto a temi largamente avvertiti dagli atleti, sia professionisti che dilettanti, dalle donne, dai disabili e, in generale, da tutti coloro che praticano lo sport di base nelle numerose realtà del Paese, spesso non adeguatamente considerate“.

“D’altronde, negli ultimi mesi- sottolinea Spadafora riferendosi alla questione della governance degli organismi sportivi- ho personalmente potuto constatare quale fosse la cifra delle preoccupazioni della classe dirigente che mi è sembrata in molte circostanze restia al cambiamento e all’apertura verso nuovi equilibri”.

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25 Settembre 2020
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