VIDEO | Lucha y Siesta, i manifestanti annunciano il rinvio del distacco delle utenze

Presidio a cui partecipano Bonafoni e Leo, confermata l'assemblea alle 17
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ROMA – Nessun distacco delle utenze, per ora. A riferirlo al megafono durante il presidio è una delle attiviste della casa delle donne Lucha y Siesta, al Tuscolano di Roma, dove questa mattina alle 9 alcune donne si sono incatenate alla cancellata della struttura occupata per impedire che i tecnici di Acea togliessero la corrente allo stabile. Appresa la notizia, le due donne si sono liberate dalle catene annunciando però che il presidio permanente continuerà ad oltranza. Prevista per le 17 di oggi l’assemblea pubblica con gli attivisti.

DECINE DI PERSONE IN PRESIDIO DAVANTI LA STRUTTURA

“Diamo Lucha alla città”. Con questo slogan prosegue il sit-in permanente della casa delle donne Lucha y Siesta, al Tuscolano di Roma. L’allarme è scattato intorno alle 9, quando un operaio si è presentato presso la struttura e ha trovato le attiviste a sbarrargli la strada. L’operaio, secondo quanto riferiscono le attiviste “ha fatto marcia indietro ma ha detto che tornerà”. Intanto, davanti alla casa di accoglienza per le donne vittime di violenza è partita la mobilitazione contro quello che è stato visto come un primo passo verso lo sgombero della struttura occupata. Circa 50 persone si trovano in questo momento in presidio davanti alla cancellata di Lucha y Siesta. La struttura di proprietà di Atac deve essere liberata in vista dell’asta pubblica per l’assegnazione dello stabile, che dovrebbe tenersi il prossimo 7 aprile. Ora la paura delle attiviste è che “si perda l’unicità dell’esperienza, tanto apprezzata sul territorio”. Sul posto è intervenuta anche la consigliera regionale del Lazio e capogruppo della Lista Civica Zingaretti, Marta Bonafoni, che ha sottolineato “la totale mancanza di visione dell’amministrazione capitolina, davanti a una realtà che offre servizi per la collettività. Il tutto ignorando l’impegno della Regione. Abbiamo approvato il bilancio regionale, in cui abbiamo previsto 2,4 milioni di euro per salvare l’esperienza di Lucha Y Siesta, utili magari per partecipare all’asta ed evitare di frammentare l’esperienza”.

“Lucha y Siesta non si sgombera. Noi da qui non ce ne andremo. Ci hanno proposto di essere accolte in altre strutture ma così si perde l’unicità della nostra esperienza”, ribadisce un’attivista. “La presidente del Municipio (Monica Lozzi, minisindaca del VII, ndr) non ha nemmeno mai messo piede qui dentro, non sa che cosa facciamo. In questa amministrazione regna un piattume generale”, le fa eco una ragazza del vicino centro sociale Spartaco.

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25 Febbraio 2020
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