I No Tav annunciano battaglia: “Sabato saremo in migliaia al cantiere, nostra lotta continua”

"Non ci sono mai stati governi amici. Noi proseguiamo la nostra lotta popolare per fermare quest’opera inutile ed imposta", annunciano i No Tav
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ROMA – Annunciano battaglia i No Tav. E attaccano il premier Giuseppe Conte, che dando l’assenso al proseguimento della Torino-Lione si è comportato esattamente “come tutti i precedenti governi”.  I No Tav in un lungo post pubblicato su Facebook dicono di non essere stupiti dall’annuncio di portare avanti l’opera, ma allo stesso ribadiscono che loro non hanno alcuna intenzione di fermarsi. La conclusione del loro lungo messaggio, infatti, è questa: “Noi invece sapremo sempre cosa fare, proseguendo la nostra lotta popolare per fermare quest’opera inutile ed imposta. Lo faremo come abbiamo sempre fatto mettendoci di traverso quando serve e portando le nostre ragioni in ogni luogo di questo Paese, che siamo convinti, sta con noi. Dimostreremo fin da subito la nostra vitalità, con il festival Alta Felicità che prenderà il via giovedì portando migliaia di notav nella nostra Valle, e che porteremo tutti insieme a vedere il cantiere sabato pomeriggio! Fermarlo è possibile, fermalo tocca a noi”.

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 “Non ci sono mai stati governi amici”

“Non c’erano e non ci sono governi amici, l’abbiamo sempre saputo! Dopo la diretta Facebook del Presidente Conte c’è finalmente chiarezza e come abbiamo sempre sostenuto: amici dalle parti del governo non ne abbiamo mai avuti“. E’ quanto si legge in una nota del movimento No Tav, pubblicata su facebook. “La manfrina di tutti questi mesi giunge alla parola fine- aggiungono- e il cambiamento tanto promesso dal governo, getta anche l’ultima maschera, allineandosi a tutti i precedenti. È dal 2001 che risentiamo le solite parole da parte dei vari presidenti del Consiglio, e quelle oggi di Conte, anche se condite dalla ‘responsabilità del padre di famiglia’ , non sono altro che la solita dichiarazione di chi cambia tutto per non cambiare niente, tenendo in piedi un dibattito in questi mesi, che è sempre stato ambiguo negli atti concreti, e questo è il risultato”.

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“I costi sono una scusa per tenersi al poltrona”

“Non farlo costerebbe più che farla?- proseguono-. È solo una scusa per mantenere in piedi il governo e le poltrone degli eletti, sacrificando ancora una volta sull’altare degli interessi politici di pochi, il futuro di molti. Conte fino a poco tempo fa si era detto convinto che quest’opera non serviva all’Italia perchè troppo costosa per i benefici. Aveva letto bene l’analisi consegnatagli dalla commissione nominata, ed ora ha cambiato idea, fulminato sulla via damasco da promesse di finanziamenti europei o da equilibri politici da mantenere?”.

“Sono 30 anni che i governi si comportano allo stesso modo”

“Cosa cambia ora?- dicono i No Tav-. Per noi assolutamente nulla perché sono 30 anni che ogni governo fa esattamente come quello attuale: annuncia il si all’opera e aumenta il debito degli italiani facendo leva su un fantomatico interesse nazionale che non c’è e che nessuno dimostrerà mai. Noi faremo quello che abbiamo sempre fatto, convinti di essere dalla parte del giusto, e dalla parte di quella maggioranza del Paese che dalla Torino Lione non trarrà nessun vantaggio, ma un danno economico e ambientale, che pagheremo tutti. Conte e il governo che presiede saranno gli ennesimi responsabili di questo scempio economico, politico ed ambientale“.

“Ora chissà cosa faranno i 5 stelle No Tav”

“Ci chiediamo ora cosa faranno tutti quelli del Movimento 5 stelle che al parlamento si sono detti notav- continuano-, ci chiediamo se avranno coraggio e coerenza o, come per altri punti politici tanto cari, che non si sono rivelati tali, faranno finta di niente tirando a campare. Ma per coraggio e coerenza non intendiamo la sceneggiata già pronta da tempo, e che la mossa di Conte conferma, di portare il voto in un parlamento dove il voto è già scontato e dove il Movimento 5 stelle voterebbe contro, tentando di salvarsi la faccia dicendo ‘siamo coerenti, abbiamo fatto tutto il possibile'”.

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