Coronavirus, rabbia medici e infermieri: “Vogliamo protezioni adeguate”

I sindacati di medi e infermieri scrivono al governo: "Garantire protezioni adeguate o risponderanno di danni fisici al presonale"
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BOLOGNA – Le mascherine e le altre misure di protezione non bastano, e non vengono utilizzate a sufficienza. Medici e infermieri non si sentono sicuri e a lanciare l’allarme, in questo giorni di psicosi da coronavirus, sono i loro sindacati,. che alzano la voce per mandare un messaggio al governo: “Le protezioni vanno garantite” E, si spinge a dire l’Anaao dell’Emilia-Romagna: “Vi riterremo responsabili dei danni fisici al personale”.

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ANAAO: INADEGUATA PROTEZIONE PER SANITARI

Negli ospedali dell’Emilia-Romagna è “inadeguata” la dotazione dei dispositivi di protezione per gli operatori sanitari, “in assenza dei quali ci troviamo nella impossibilità di operare in sicurezza”. A denunciarlo è Ester Pasetti, segretario regionale del sindacato Anaao-Assomed, che punta il dito contro la Regione.

Vi riterremo responsabili dei danni fisici al personale, se non messo nelle condizioni ottimali di lavoro in protezione, così come previsto dalle direttive- avverte Pasetti- pretendiamo la puntuale applicazione delle direttive emanate dal ministero della Salute e recepite dalle direttive regionali”. Il sindacato dichiara comunque la sua “completa e piena disponibilità per la gestione dell’emergenza” legata al coronavirus. “Consideriamo prioritario il lavoro volto alla tutela della salute dei cittadini, ma questo non sospende in alcun modo la nostra posizione in difesa dei diritti dei lavoratori”.

Per questo, manda a dire Pasetti, “chiediamo di essere informati correttamente e tempestivamente sull’evolversi della situazione“. L’Anaao chiede anche “l’apertura di un canale diretto con le direzioni generali nei confronti dei nostri rappresentanti sindacali, per facilitare la diffusione di notizie certe volte a garantire il miglior clima di lavoro possibile in questa complessa situazione sanitaria”.

In conclusione, Pasetti ci tiene comunque a sottolineare che in Emilia-Romagna “siamo capaci. La salute di tutti è nelle migliori mani possibili. Nonostante i danni provocati in questo decennio, il nostro resta un ottimo servizio sanitario. Non ce lo scordiamo. Rimaniamo in attesa di azioni concrete”, conclude la numero uno dell’Anaao.

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INFERMIERI ‘NURSING UP’: ESIGIAMO DISPOSITIVI PROTEZIONE INDIVIDUALE

“Ci giungono segnalazioni allarmanti da territori colpiti dalla diffusione del Coronavirus circa l’assenza e/o la carenza dei dispositivi di protezione individuale (gel disinfettante, guanti, maschere, tute, camici e calzari): stiamo approfondendo la situazione con i nostri rappresentanti locali in quanto si parla dell’’abc’ delle dotazioni previste nei casi di alto contenimento“. Così in un comunicato Nursing Up, il sindacato degli infermieri. “Non avrebbe dovuto esserci alcuna ‘sorpresa’, dal momento che l’allarme è stato lanciato da gennaio e dunque c’è stato il tempo di predisporre l’approvvigionamento dei materiali. Pertanto esigiamo che, al di là delle parole di gratitudine verso una categoria che si sta dimostrando esemplare, si approntino immediatamente tali dispositivi a garanzia dell’incolumità degli infermieri e degli altri professionisti sanitari coinvolti nell’opera di assistenza non solo ai pazienti infetti, ma anche ai casi sospetti, onde ovviare alla diffusione del contagio e alla messa in quarantena di altre unità operative intere”.

“Siamo molto preoccupati- proseguono- per lo stato di salute dei professionisti sanitari che operano nelle strutture delle regioni italiane colpite dal fenomeno. Ringraziamo il Presidente del Consiglio per l’impegno e la costante operosità profusa nel contrastare la diffusione del Coronavirus nel nostro Paese, attraverso l’adozione di misure che a nostro avviso andrebbero aggiornate soprattutto per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori della sanità, dai quali, lo sottolineiamo qualora servisse, dipende la tenuta del Sistema sanitario nazionale”.

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“Gli infermieri si stanno distinguendo per abnegazione e professionalità nella condivisa lotta di tutto il Paese e delle istituzioni a fronteggiare e scongiurare rischi di diffusione del Coronavirus. Continueranno a svolgere i propri compiti con altrettanta abnegazione e responsabilità, ma si rende necessaria, tuttavia, l’adozione di misure ulteriori altrettanto indispensabili per il bene della collettività”.

“Sollecitiamo tutte le istituzioni, che sino a questo momento si sono prodigate nel ringraziare gli infermieri e gli altri professionisti sanitari per la preziosa opera che stanno svolgendo, a ricordare che è proprio sul personale sanitario che si fonda l’intera impalcatura del sistema di emergenza e che la mera gratitudine deve integrarsi, nella sostanza, con un piano pragmatico, coerente e condiviso con le rappresentanze degli stessi, tale da garantire loro la possibilità di continuare ad operare. Invitiamo il ministro della Salute e le amministrazioni regionali, in primis, a convocarci per concordare:

1. Piani specifici legati a turnazioni, pronta disponibilità e gestione del lavoro straordinario che, se da un lato garantiscono la presenza dei professionisti nelle strutture sanitarie, a seconda del bisogno in questo delicato momento di emergenza, dall’altro lato ne tutelino il diritto di poter operare nel rispetto della sicurezza psico-fisica individuale e di evitare il soggiacere a turni stremanti di lavoro che arrecherebbero pregiudizio al sistema immunitario degli operatori sanitari, sino a poterne favorire il potenziale rischio di diffusione del Coronavirus;

2. Interventi da parte delle Aziende del Ssn coinvolte nelle misure di contenimento del Coronavirus, affinché adottino, con la massima responsabilità, efficacia e tempestività, adeguate, valide e proporzionali misure finalizzate a limitare i danni dovuti allo stress psico-fisico del personale operante al loro interno, con particolare attenzione verso quegli operatori che ormai da lungo tempo sono stati di fatto precettati per garantire l’assistenza nelle strutture ospedaliere interessate dalle misure di contenimento recentemente adottate;

3. Costituzione in disponibilità di fondi necessari a realizzare le condizioni, in tema di fabbisogno assistenziale durante lo stato di emergenza, per una efficace risposta alle correnti situazioni ed evoluzione della problematica;

4. Modalità di integrazione di tutto il personale sanitario operante nelle aree territoriali interessate dalle misure di contenimento adottate, che, lo ribadiamo, è ormai allo stremo e rischia di ammalarsi anche per l’enorme stress psico-fisico cui è sottoposto;

5. Definizione di necessarie disposizioni atte a garantire ai numerosi colleghi che sono risultati infetti, in virtù dello svolgimento della loro attività professionale, il riconoscimento di un insieme di tutele e prerogative, altresì doveroso nei confronti di tutti coloro che mettono quotidianamente a repentaglio la propria incolumità a difesa del bene costituzionalmente tutelato della salute della collettività”.

“Le notizie che si susseguono di ora in ora innalzano ulteriormente il livello di guardia su tutto il territorio nazionale ed il Nursing Up, sindacato della categoria infermieristica, chiede agli organi a ciò preposti di tutelare e sostenere con ogni mezzo possibile gli operatori sanitari impegnati nell’assistenza in prima linea h24.

Pertanto gli infermieri chiedono al Ministro della Salute ed ai Presidenti delle Regioni:

– di ricevere indicazioni chiare e immediate su ciò che, in particolare le Regioni, stanno predisponendo in termini di approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale, per consentire agli infermieri ed agli altri operatori della salute di operare nel pieno e imprescindibile rispetto delle previste misure di sicurezza personale;

– di ricevere le dovute rassicurazioni, affinché sia le amministrazioni regionali, sia le aziende del Sistema sanitario nazionale si adoperino nel fornire agli infermieri comunicazioni chiare e coerenti riguardanti i protocolli operativi all’interno dei vari setting ospedalieri e territoriali;

– che le Aziende del sistema sanitario, interessate dalle misure di contenimento adottate il 22 febbraio per il contrasto del Covid-19, garantiscano task force di specialisti pronti ad intervenire a sostegno del grave disagio in cui versano i colleghi che già operano in tali strutture in condizioni di emergenza. 

Consapevoli dei propri doveri, a Ministro della Salute e Regioni gli infermieri ricordano che il datore di lavoro è tenuto, tra l’altro, a: garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori in tutti gli aspetti e gli ambiti connessi alla prestazione di un’attività professionale; disporre una valutazione di rischi per la salute e la sicurezza durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, inclusi i rischi riguardanti l’esposizione di singoli gruppi di lavoratori a situazioni potenziali di contagio; adottare misure appropriate affinché i lavoratori ricevano, in ottemperanza alle legislazioni e/o prassi nazionali, tutte le informazioni necessarie correlate agli eventi da fronteggiare; consultare i lavoratori e/o i loro rappresentanti, permettendo la loro partecipazione alla discussione di le problematiche che riguardano sicurezza e protezione della salute durante l’esercizio del proprio lavoro; individuare ed adottare adeguate e indispensabili misure di protezione, incluse le specifiche attrezzature, nel rispetto dei principi generali in materia di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro. Sottolineiamo che la diffusione conclamata in Italia del nuovo Covid-19 esige l’aggiornamento del documento di valutazione dei rischi da parte di ogni azienda sanitaria, tenuto conto del nuovo rischio biologico di cui si parla e, di conseguenza, garantendo preventivamente i dispositivi di protezione individuale. Ricordiamo, infatti, che, ai sensi del D.L.vo 81/2008 (DUVRI), al datore di lavoro competono anche le eventuali e conseguenti responsabilità in caso di inadempienze”.

“Siamo a disposizione dei colleghi di tutte le professioni sanitarie e monitoriamo costantemente l’evoluzione del fenomeno. Al fine di un’ottimale collaborazione, rinnoviamo l’invito ai professionisti sanitari sia alla massima disponibilità con le autorità preposte, sia a continuare a vigilare in prima persona sull’approntamento di ogni misura prevista per fronteggiare l’emergenza, atta a scongiurare la possibilità di contagio nei reparti ospedalieri, nonché a fornire segnalazioni tempestive laddove si profilassero delle possibili criticità”.

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24 Febbraio 2020
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