Teen immigration, nuova generazione pronta a costruirsi un futuro

La casa editrice Vita e Pensiero pubblica un libro di Anna Granata ed Elena Granata che racconta un'Italia diversa
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ROMA – Adolescenti allo stesso tempo piccoli e grandi, attaccati agli smartphone e ai social network proprio come tutti i giovani contemporanei. Poi, però, se raccontano la loro storia, costellata da un contatto precoce con la violenza e la morte, si scopre che la loro infanzia si è consumata troppo rapidamente. Sono questi i minori non accompagnati che arrivano in Italia, un esercito che nel 2017 era di 18.303 anime e nel 60% dei casi aveva 17 anni. ‘Teen immigration. La grande migrazione dei ragazzini’ (casa editrice ‘Vita e Pensiero’) è il libro di Anna Granata, ricercatrice in Pedagogia interculturale presso il dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università degli studi di Torino, ed Elena Granata, professore associato di Urbanistica al Politecnico di Milano, che punta a far conoscere questa generazione sconosciuta di ragazzi, che partono in massa per arrivare in Europa e costruire un futuro con energie e competenze straordinarie.

“In tempi in cui l’immagine dell’immigrato in Italia viene deformata e strumentalizzata- spiega Anna Granata alla Dire- noi vogliamo far conoscere il volto ‘altro’ di questa esperienza, contribuendo a modificare l’immaginario collettivo. Andiamo nelle scuole con il nostro testo per raccontare un’Italia diversa”. Un libro, che a detta dell’autrice, nasce all’incontrario: “Solitamente si ha in mente un tema, lo si studia e ci si attrezza con strumenti classici per approfondirlo. Invece noi, senza rifletterci troppo, abbiamo aperto le nostre case ad uno, due, tre poi quaranta ragazzi minori non accompagnati- ricorda la ricercatrice- e trovandoceli per casa attraverso un progetto di accoglienza in famiglia, abbiamo cambiato il nostro sguardo di studiose delle migrazioni”.

Le due sorelle hanno aderito nel 2017 a un progetto di accoglienza breve di minori non accompagnati provenienti da un comunità in Sicilia, finanziato dal Ministero dell’Interno. “Si tratta perlopiù di piccole vacanze in famiglia per far conoscere a questi adolescenti la società italiana dall’interno- continua- attraverso la vita in famiglia. Un’esperienza breve ma molto intensa che ci ha aperto un mondo sconosciuto”. Bakary, Alpha, Ousman, Madi. “Ad oggi sono passati 40 ragazzi per la nostra casa e in quelle degli amici che abbiamo intorno. Abbiamo scoperto una generazione del tutto sconosciuta- aggiunge Anna Granata- il fenomeno è attualmente in leggera flessione, ma parliamo sempre di un movimento di migliaia e migliaia di adolescenti in marcia verso l’Europa. Per la maggiore provengono dai paesi dell’Africa subsahariana, dall’Egitto e dal Corno d’Africa, dall’Asia e da alcuni paesi dell’est europeo, come il Kosovo e l’Albania”.

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24 Gennaio 2020
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