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Tg Riabilitazione, edizione del 23 marzo 2022

Si parla di Aifi, frattura omero prossimale e danni da padel

FISIOTERAPISTI AIFI: CHIARIRE NOSTRO RUOLO PERCORSI CURA

Due strutture complesse di Direzione aziendale al posto di una, la prima dedicata all’ambito ospedaliero e la seconda a quello territoriale. In più, affiancare al direttore sanitario un direttore assistenziale per dare ‘un segnale tangibile per la valorizzazione delle professioni sociosanitarie’. Sono queste le richieste presentate in commissione Sanità della Lombardia da Aifi e Opi (fisioterapisti e infermieri). Le due associazioni sono state audite per esprimere le proprie visioni sulle linee guida sui piani sanitari impostati dalla Regione Lombardia. Come sottolinea Aifi, “deve essere valutata con attenzione la scelta di mettere in campo i singoli direttori generali e tutte quelle funzioni che non sono di esclusiva pertinenza della Direzione sanitaria e sociosanitaria”, e in particolar modo questo riguarda “la Direzione aziendale delle professioni sociosanitarie che secondo quello che abbiamo intuito delle linee guida viene ricondotto all’interno della governance delle singole Direzioni generali”. “Come fisioterapisti ci piacerebbe che venisse chiarito il nostro ruolo nel percorso di cura che- precisano- deve tenere conto dell’autonomia e del recupero del paziente nell’ambito del suo domicilio”.

FRATTURA OMERO PROSSIMALE, CORRIERO: RIABILITAZIONE IMPORTANTE

La frattura dell’omero prossimale è molto comune e solitamente è provocata da un trauma diretto alla spalla oppure da un trauma indiretto che si verifica in seguito a incidenti stradali o sportivi. Nei pazienti anziani con osteoporosi, poi, basta una banale caduta a terra per dare origine a danni anche importanti. Tali fratture possono essere molto dolorose e rendere difficile anche spostare semplicemente il braccio. Viene solitamente trattata con l’impianto di fissatori esterni a cui segue un periodo di riabilitazione personalizzato sulle esigenze del paziente. Per approfondire il tema l’agenzia di stampa Dire ha parlato con Andrea Corriero, ortopedico dell’equipe di Ortopedia e Traumatologia II dell’Asst Gaetano Pini-Cto di Milano.

PADEL, SIOT: CON FISIOTERAPIA RISULTATI DIVERSI ORTOPEDIA

Dal servizio al pallonetto, dal diritto e rovescio all’uscita di parete, dalla volèe alla bandeja fino alla vibora e allo smash. Senza dimenticare la chiquita e il contro-parete. Sono i colpi principali del padel, sport del momento che sta appassionando moltissime persone, dai dilettanti ai professionisti di tutto il mondo, italiani compresi. Uno sport a metà tra il tennis e i racchettoni, nato in Messico negli Anni 70 e che in poco tempo ha fatto innamorare donne e uomini, grandi e piccoli, attratti dall’immediatezza e dalla facilità del suo gioco. Pur non essendo uno sport di contatto, anche nel padel esiste il rischio di infortunarsi. A quel punto se il danno è fatto che ruolo svolge la riabilitazione post infortunio? La Dire ne ha parlato con Antonio Delcogliano, professore associato di Ortopedia e Traumatologia all’Università Cattolica di Roma e socio della Società italiana di ortopedia e traumatologia (Siot).

ALLUNGAMENTO ARTO, TECNICA DEL ‘LIMB LENGTHENING’ AIUTA 22ENNE

Un ragazzo di 22 anni affetto da una malformazione congenita potrà di nuovo camminare e muoversi correttamente grazie a un intervento chirurgico di allungamento d’arto. Si tratta della tecnica ‘limb lengthening’, eseguita dall’équipe di Ortopedia dell’ospedale San Giacomo di Monopoli (Bari). L’intervento ha previsto l’impiego di un chiodo endomidollare telescopico realizzato in materiale biocompatibile che permette l’allungamento progressivo del femore di un millimetro al giorno e viene adoperato dal paziente stesso, in maniera del tutto autonoma, attraverso un sistema elettronico esterno che genera un segnale elettromagnetico inviato a un sensore impiantato sottocute. “L’innovativa metodica- spiega Oronzo De Carolis, direttore di Ortopedia- rappresenta un’evoluzione chirurgica e tecnologica in grado di migliorare la qualità della vita e impedire l’evoluzione di patologie di altri distretti ossei che sarebbero eccessivamente sollecitati e quindi potrebbero provocare il conseguente deterioramento e la necessità di interventi demolitivi precoci delle altre articolazioni”.

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2022-03-23T14:55:25+02:00