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Tg Riabilitazione, edizione del 4 maggio 2022

Si parla di Oncowellness, instabilita' caviglia e demenza

– RIABILITAZIONE AIUTA SU DISABILITA’ DA TUMORE

“La riabilitazione è indicata ogni volta che esiste una disabilità causata dalla patologia oncologica. Il paziente può beneficiare della riabilitazione sia per il dolore sia per il movimento e la coordinazione. Inoltre viene utilizzata anche per il trattamento della ‘fatigue’, che riconosce diverse cause, tra cui la chemioterapia. A seconda delle fasi di malattia gli interventi cambiano. Lo scopo è ottenere una qualità di vita accettabile per la persona affetta da tumore. I protocolli fisioterapici perciò devono essere personalizzati sulle esigenze del singolo paziente e messi a punto da specialisti che lavorano in sinergia”. Lo ha detto Isabella Springhetti, direttore Divisione di Recupero e Rieducazione Funzionale, Sezione Riabilitazione Oncologica, Neuromotoria, Ics Maugeri spa Società Benefit Irccs Pavia, componente del Gruppo di esperti di Oncowellness, la piattaforma dedicata al benessere del paziente oncologico voluta da Pfizer.

– PER INSTABILITA’ CAVIGLIA RIGENERAZIONE ARTROSCOPICA

Al primo congresso post pandemia dell’International Federation of Foot and Ankle Society, Federico Usuelli, responsabile di Ortopedia della caviglia e del piede di Humanitas San Pio X, è stato invitato a presentare le nuove tecniche chirurgiche nell’instabilità di caviglia, una patologia che può provocare artrosi giovanile. “L’instabilità di caviglia è la principale causa di artrosi e un fattore predisponente la distorsione e la frattura di caviglia- ha spiegato Usuelli- Dalla scelta del trattamento chirurgico per riparare il danno cartilagineo e osseo dipendono la risoluzione del dolore, il recupero della mobilità del piede, la qualità di vita del paziente e la prevenzione dell’artrosi, ma anche rapidità di ritorno alle attività della vita quotidiana, incluso lo sport”.

– IA ALLEATA MEDICI: PREVEDERE CHI SI AMMALERA’ DEMENZA

In Italia ci sono quasi 400 mila persone che nel giro di 3-5 anni andranno certamente a ingrossare le fila dei pazienti con demenza; si tratta di soggetti di fatto già ammalati di una forma molto iniziale di malattia: con l’aiuto dell’intelligenza artificiale (Ia) i medici potranno scovare per tempo questi individui, prima cioè che manifestino i sintomi irreversibili e progressivi della patologia. Questo potrebbe cambiare il corso delle cure, una volta che si rendessero disponibili dei nuovi farmaci contro l’Alzheimer, la forma più diffusa di demenza e anche permettere un intervento mirato e precocissimo con i farmaci attualmente disponibili e sui fattori di rischio/protezione che sono già noti. È proprio a tale scopo che è in corso uno studio europeo su intelligenza artificiale e demenze, al centro di una due giorni presso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma e Università Cattolica, con l’Irccs San Raffaele. Titolo: ‘Strumenti di intelligenza digitale per lo screening della connettività cerebrale e la stima del rischio di demenza nelle persone affette da Disturbo cognitivo lieve’.

– RIABILITAZIONE MIGNOLO, BERRETTINI: PROCEDE COME PROGRAMMI, TORNERO’ PIU’ FORTE DI PRIMA

“Non ho ancora deciso se parteciperò al Roland Garros. Al momento è più no che sì”. Lo ha spiegato Matteo Berrettini durante un evento nella sede milanese della Red Bull. Il tennista è alle prese con un protocollo di riabilitazione al mignolo della mano destra operata a fine marzo che – dice – “procede secondo i programmi”. L’intervento è stato necessario per la lesione di una piccola particella sopra il mignolo che serve a tenere fermo il tendine. Quindi ogni volta che giocava il rovescio il tendine si spostava, provocando fitte dolorose. Solo a guarigione completa Berrettini potrà iniziare a impugnare la racchetta. Tolto il gessetto alla mano, adesso la riabilitazione è fondamentale.

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2022-05-04T14:04:22+02:00