Coronavirus, in Somalia il ‘De Martino’ è “attrezzato” per essere l’ospedale di riferimento

La struttura, restaurata con gli aiuti dell’Italia, adesso dispone di letti per la terapia intensiva e specialisti preparati all'emergenza
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ROMA – Con la consegna di 20 letti dotati di ossigeno e respiratori per il reparto di terapia intensiva e l’entrata in servizio di altri dieci medici e altrettanti assistenti, l’Ospedale Giacomo De Martino di Mogadiscio ha cominciato ad assistere i primi pazienti affetti da coronavirus in Somalia.

L’OSPEDALE SPECIALIZZATO PER I MALATI DI COVID

“Questa struttura è stata restaurata e quasi interamente attrezzata con gli aiuti italiani” ricorda all’agenzia Dire Nuredin Hagi Scikei, ingegnere, in passato studi anche all’Università di Bologna. I letti sono stati consegnati dal locale ministero della Sanità, che ha pure coordinato l’arrivo dei medici, trasferendoli dall’Ospedale Erdogan, il più grande della Somalia, costruito dalla Turchia.

“Il personale – sottolinea Hagi Scikei – è stato preparato specificamente per questa missione”. In un servizio trasmesso dalla tv somala si riferisce che al De Martino sono passati oltre 200 pazienti, dei quali 21 ricoverati e quattro guariti e dimessi. Secondo un giovane positivo al Covid-19, ora in fase di miglioramento, nell’Ospedale sono offerte cure all’altezza “in modo professionale”. Il De Martino fu costruito in Somalia negli anni Trenta del secolo scorso, al tempo del dominio coloniale italiano.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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