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Report del Consiglio Grande e Generale, seduta del 20 dicembre

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Si riprende con l’esame della legge di Bilancio 2022: prima dell’avvio della seduta, si è tenuto un vertice dei rappresentanti dei gruppi con il governo per verificare la possibilità di accelerare l’esame dell’articolato, e l’eventuale ritiro di emendamenti, alla luce dei casi di contagio covid emersi venerdì scorso, che hanno imposto la sospensione anticipata dei lavori. Si comincia così dall’articolo 20, “Delega adozione decreto delegato – modifica delle norme in tutela delle acque dall’inquinamento e gestione delle risorse idriche e si prosegue con una serie di articoli privi di emendamenti”. A presentare il progetto di legge, al posto del Segretario di Stato per le Finanze, è il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Luca Beccari.

Viene quindi approvata, con l’Emendamento governo integrativo di un articolo 25bis, la proroga dei termini per la domanda di concessione edilizia in Sanatoria Straordinaria al 30 settembre 2022. Matteo Ciacci, Libera, sostiene che la proroga sia “necessaria, alla luce anche del contesto economico e della pandemia”. Ma “per noi- puntualizza- serve intervenire con uno strumento più complessivo, come il Prg”. Per Nicola Renzi, Rf, l’emendamento del governo è “la prova provata che all’allora segretario di Stato Michelotti sono state buttate addosso croci che non meritava”. Probabilmente “le responsabilità non erano tutte in capo alla Segreteria al territorio di allora- motiva- ma il processo necessitava tempi maggiori”. Dalla maggioranza, Matteo Zeppa di Rete, concorda con la necessità di superare il sistema delle proroghe, “speriamo sia l’ultima- chiosa- e che arrivi quanto prima il nuovo Prg”.

Respinto l’emendamento di Repubblica futura 29 ter “Aumento delle entrate- lavoro dei pensionati” che proponeva un decreto delegato per consentire ai titolari di pensione attività lavorative per un massimo di 18 ore settimanali. “Doveva arrivare la riforma delle pensioni- illustra l’emendamento all’Aula Andrea Zafferani- ma non abbiamo visto neanche una proposta, il tempo passa e la questione non ha soluzione. Di qui l’invito a cogliere l’argomento e a trattarlo prima possibile”. Replica il Segretario di Stato con delega al Lavoro, Teodoro Lonfernini: “Un lavoro così complesso come l’introduzione di una disciplina dei contratti atipici, come possono essere individuati per i lavoratori pensionati- spiega- non può di certo passare per un emendamento della legge di bilancio, né per un decreto delegato previsto dal bilancio, ma deve passare per una regolamentazione precisa”.

Con l’approvazione dell’Articolo 30, viene istituita l’imposta di soggiorno a partire dal 31 marzo 2022. Critica l’opposizione che evidenzia piuttosto il momento di difficoltà e le chiusure del comparto alberghiero in territorio. “Più che mettere una tassa per fare cassa- manda a dire Matteo Ciacci, Libera- ci piacerebbe individuare un progetto preciso per un settore, quello dell’accoglienza alberghiera, in forte crisi”. Mentre Miriam Farinelli, Rf, esprime preoccupazione “per il fenomeno della desertificazione alberghiera”, in particolare in centro storico, contro il quale “questo intervento non rappresenta di sicuro un incentivo”.

Seguono una serie di emendamenti aggiuntivi di Libera, alcuni ritirati, alcuni mantenuti in votazione, ma che finiscono respinti. Tra questi il 30 quinquies, per l’istituzione di un fondo per la sicurezza stradale, il 30 sexies, per introdurre misure a sostegno del reperimento di professionalità sanitarie ovvero per superare la mancata cumulabilità per le professioni pubbliche, infine il 30 nonies che richiedeva, entro il 30 giugno 2022, l’emissione di un decreto delegato per riformare la normativa in materia di accesso agli assegni familiari. A riguardo, il Segretario di Stato Beccari motiva la preferenza di posticipare il tema al 2022, nell’ambito di un intervento più ampio sul sistema complessivo degli ammortizzatori sociali.

Presentati poi due emendamenti sullo stesso tema, la possibilità di ripresa dell’attività lavorativa da parte dei professionisti sanitari sammarinesi in pensione, con “l’articolo 34 ter” del governo e il “13 bis” di Repubblica futura. La proposta del governo prevede questa possibilità non oltre il 2022 e “ in ragione della temporanea e straordinaria difficoltà di reperimento dei professionisti sanitari”. Andrea Zafferani spiega che l’emendamento del governo ha delle mancanze rispetto quello di Repubblica futura: 1) la necessità di equiparare il trattamento del medico pensionato sammarinese a quello del medico pensionato italiano che opera all’Iss; 2) l’introduzione di forme di lavoro flessibili – consulenze, part -time, per un massimo di ore settimanali che consentano un allontanamento progressivo per il personale medico ‘pensionando’. Matteo Ciacci, di Libera, riconosce l’utilità delle proposte, ma mette in guardia da possibili storture: “Diciamo ‘no’ ad allargare troppo il raggio di azione”, riferendosi al settore sanitario privato. Gaetano Troina, Dml, lo ritiene, al contrario, proprio un intervento volto ad eliminare l’attuale distorsione del ricorso a professionalità esterne piuttosto che interne: “Auspichiamo sia un primo passo e che dia buoni frutti per ottenere poi una proroga per il futuro”. Miriam Farinelli, Rf, riconosce che la mancanza di professionisti sanitari non è limitata ai medici, c’è carenza anche di infermieri. Il Segretario di Stato Beccari riconosce che le finalità dei due emendamenti, governo ed Rf, sono le medesime, ovvero quella di “cercare di evitare il ricorso a professionisti esterni che magari non hanno mai avuto contatti con la nostra realtà e già pensionati che vanno a sostituire magari professionisti formati, introdotti del nostro territorio, che invece vanno in pensione. E’ un paradosso”. Con le proposte si cerca rimedio, “tenuto conto della straordinarietà del momento”. Rispetto la proposta di Rf però “l’emendamento del governo è già operativo e non rimanda ad altro decreto delegato ed è immediatamente applicabile”. Il segretario di Stato, alla luce delle osservazioni ascoltate, propone quindi una mediazione sul testo, eliminando il riferimento alle strutture sanitarie private, in cui il lavoro dei medici pensionati resta escluso. Gli emendamenti sono messi entrambi al voto dell’Aula e quello del governo, con la nuova formulazione, viene approvato, respinto invece quello di Repubblica futura.

Il governo presenta una nuova formulazione anche per l’emendamento integrativo Art. 35 ter “Modalità di superamento del precariato ed inquadramento del personale nel Settore Pubblico Allargato”. Il Segretario Beccari spiega infatti che l’articolo ha trovato condivisione tra i tutti i gruppi “rimettendo a una delega la trattazione di tutti gli aspetti della stabilizzazione e della riduzione del precariato nella Pa”. Nicola Renzi, Rf, chiarisce che il nuovo articolo del governo è stato depositato “perché abbiamo acconsentito, ritirando i nostri tre emendamenti”. Invece “con la delega riusciamo a scongiurare quanto stabilito nel 35 ter del governo che fissava tutti i parametri della stabilizzazione”, bypassando di fatto la contrattazione con le parti sindacali. “Diamo disponibilità al ritiro dei nostri emendamenti -chiarisce- al fine di accogliere la delega prevista dal governo, ma con grande preoccupazione chiederemmo una volta di più un riferimento al governo sullo stato della trattativa”. E ancora, a fronte del ritiro degli emendamenti “non voteremo- chiarisce- quello del governo”. “Avevamo molti dubbi sull’emendamento del governo- conferma anche Vladimiro Selva di Libera- mentre così, come concordato, riteniamo possa essere un presupposto normativo necessario, per dare conclusione alla fase si confronto con le associazioni sindacali”. Libera, anticipa, sosterrà l’emendamento e si unisce alla richiesta di Rf per un aggiornamento sull’andamento del confronto governo-sindacati anche per l’opposizione. Con 25 voti sui 25 votanti l’emendamento viene accolto. I lavori consiliari proseguono senza la pausa prevista alle 19,30 e vanno avanti con l’esame dell’articolato nel corso della serata.

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