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Boric è il nuovo presidente del Cile: “Ora seppelliamo il ‘neoliberismo’”

Al secondo turno delle presidenziali il candidato di sinistra ha staccato di ben dieci punti l'avversario di estrema destra del Partido Republicano (Pr), Antonio Kast

Pubblicato:20-12-2021 12:37
Ultimo aggiornamento:20-12-2021 19:24

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ROMA – Gabriel Boric è il nuovo presidente del Cile. Il conteggio dei voti espressi al secondo turno delle presidenziali di ieri ha rivelato che il candidato di sinistra ha staccato di ben dieci punti l’avversario di estrema destra del Partido Republicano (Pr), Antonio Kast. Sebbene quest’ultimo abbia vinto al primo turno, Boric lo ha battuto aggiudicandosi il 56% delle preferenze. Boric ha 35 anni e diventa così l’inquilino più giovane della Moneda.

A rendere tanto popolare il leader del partito progressista Convergencia Social (Cs) è stato il suo attivismo politico degli ultimi dieci anni, e poi il ruolo nelle proteste popolari che hanno agitato il Paese a partire dal 2019. I cortei, innescati dal malcontento per la crisi economica, si sono presto trasformati in manifestazioni contro il governo dell’allora presidente Sebastian Pinera. Nella serata di ieri, dopo l’annuncio della vittoria, Boric ha raggiunto una folla di sostenitori in festa tra le vie del centro di Santiago dove ha tenuto il suo primo discorso da capo dello Stato.

Boric ha ribadito il suo programma di riforme economiche e democratiche, assicurando che lavorerà con “enorme senso di responsabilità” e che sarà pronto “ad ascoltare, più che parlare”. “Nei prossimi anni- ha continuato- sappiamo tutti che è in gioco il futuro del Cile”. Si è quindi impegnato per “soddisfare i bisogni di tutti” e “lottare strenuamente contro i privilegi di pochi”. Poi ha aggiunto: “Il Cile è stata la culla del neoliberismo. Ora dovrà essere la sua tomba”.

Tale modello economico è stato tra i capisaldi della dittatura del generale Augusto Pinochet, tra il 1973 e il 1990, e come evidenzia stamani la stampa internazionale, Boric fa parte di quel movimento di giovani che negli ultimi anni hanno lavorato per lasciarsi definitivamente alle spalle quegli anni bui. Anche la sconfitta di Kast, aperto sostenitore di Pinochet, sarebbe espressione di questa volontà. Al secondo turno si è registrata un’affluenza molto più alta, che ha superato il 50% degli aventi diritto, pari a oltre 8 milioni di elettori.

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