Egitto, il direttore dell’ong di Zaki accusato di terrorismo

Due testate locali attaccano 'Eipr': "Scredita il Paese all'estero"
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ROMA – La procura per la sicurezza dello Stato – responsabile delle indagini sulle minacce alla sicurezza nazionale – ha confermato la detenzione cautelare di 15 giorni per il direttore generale dell’Egyptian initiative for personal rights (Eipr), Gasser Abdel Razek, arrestato ieri al Cairo. Lo riporta l’ong in un tweet, aggiungendo che contro Abdel Razek sono stati contestati i reati di “adesione a gruppo terrorista”, “diffusione di false dichiarazioni atte a danneggiare la sicurezza pubblica” e “uso di internet per divulgare fake news”. Il caso rientra nell’inchiesta 855, aperta a giugno scorso e che al momento coinvolge vari esponenti di spicco della società civile egiziana, tra cui l’avvocato e direttore del Adalah Center for Rights and Freedoms, Mohammed El-Baqer, l’avvocata Mahinour El-Masry, la blogger Esraa Abdel Fattah e Mohamed Ibrahim, meglio noto come Mmohamed Oxigen. Coinvolto più di recente anche il direttore amministrativo dell’Eipr, Mohamed Basheer, arrestato sabato scorso.

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Egitto, Patrick Zaki dovrà restare in carcere altri 45 giorni

L’Eipr è l’ong con cui collaborava il ricercatore e attivista per i diritti di genere Patrick Zaki, arrestato al Cairo nove mesi fa, e di cui domani è prevista l’udienza per il rinnovo della detenzione cautelare di 45 giorni. Zaki, che prima dell’arresto frequentava un master alla Alma Mater di Bologna, è ancora in attesa del processo. L’Eipr, oltre a farsi portavoce con i media internazionali del suo caso e di altre violazioni dei diritti umani in Egitto, sta fornendo anche supporto legale allo studente. Da sabato scorso, anche un terzo esponente dell’Eipr, Karim Ennarah, è finito agli arresti. Secondo la testata Al-Monitor, sull’ondata di arresti all’interno della ong avrebbero scritto anche due testate egiziane, Youm7 e Sawt Al-Umma, accusando l’Eipr di stare danneggiando la reputazione dell’Egitto all’estero. Youm7 e Sawt Al-Umma sono definiti portali di informazione che vanterebbero “legami con gli apparati dell’intelligence egiziana”.

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