Crac Dentix, a migliaia in Emilia-Romagna stanno pagando le cure ma restano senza denti

La catena di cliniche sparita nel nulla ha creato un "quadro drammatico" in Emilia-Romagna: Federconsumatori è al lavoro per aiutare le vittime, spesso persone "in difficoltà, prive dei denti"
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BOLOGNA – Ci sono “migliaia di persone in tutta l’Emilia-Romagna che pagano ogni mese una finanziaria” senza che le promesse cure dentali “abbiano inizio o che continuino”. E si tratta “spesso” di persone “in condizioni drammatiche, prive dei denti e quindi bisognose di cure urgenti che (anche se dovute) sono state negate durante il lockdown”. Sono le vittime di Dentix, la catena di cliniche dentali fallita e sparita, che a molti dei suoi clienti non neanche “fornito la necessaria documentazione, le ricevute degli interventi fatti, ad altri ancora ha negato le cartelle cliniche oppure ha richiesto pagamenti in nero”. A mettere in fila tutti questi problemi è Federconsumatori dell’Emilia-Romagna parlando di “quadro drammatico” e confidando quindi “nell’interesse e in una tempestiva risposta del Governo e dei parlamentari eletti in Emilia-Romagna, affinché possano fornire le risposte adeguate a tutte queste persone che chiedono semplicemente giustizia“.

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Sulla vicenda Dentix, nei giorni scorsi Federconsumatori ha infatti sollecitato un incontro con il ministro della Salute Roberto Speranza, “che diventa ancora più urgente con la richiesta di fallimento avanzata dalla società che complica ulteriormente la situazione”. E ieri è partita la lettera ai parlamentari eletti in Emilia-Romagna.

Dentix è nata in Spagna (con un socio unico, Dentix Healt Netherlands BV, con sede in Olanda) e ha otto sedi in Emilia-Romagna (su un totale di 57 in tutta Italia, a fronte di oltre 500 dipendenti): chi si è avvalso dei suoi servizi si ritrova ora con “l’ennesima catena dentistica che ha sospeso improvvisamente l’attività per problemi pre-lockdown, legati a una crescita eccessivamente impetuosa, a un avventurismo imprenditoriale e alla inconsistenza della compagine societaria”.

“LA LOGICA ERA ESCLUSIVAMENTE SPECULATIVA”

Federconsumatori dice di essere sommersa da richieste di intervento dei clienti rimasti con un pugno di mosche. “E il quadro che queste richieste ci restituisce è impressionante: la logica imprenditoriale di Dentix Italia era esclusivamente speculativa, così come le tecniche di vendita delle cure odontoiatriche erano quelle del più spregiudicato marketing (fino ad adombrare l’ipotesi di overtreatment, vale a dire cure non necessarie)”. Nella strategia di marketing, specifica Federconsumatori, “era centrale l’accensione di un prestito con delle finanziarie, in modo da garantire l’immediato pagamento all’azienda. E infatti molti hanno acceso un prestito per poi trovarsi nei mesi precedenti il lockdown con continui rinvii delle cure”.

Per l’associazione di difesa dei consumatori della Cgil è dunque “importante che su una vicenda così drammatica il Governo e i parlamentari dell’Emilia-Romagna facciano sentire la loro voce. Consentirebbe alle tante persone coinvolte di recuperare la speranza per arrivare a raggiungere una soluzione positiva, e aiuterebbe anche a ricostruire le regole necessarie a tutelare sia i pazienti che gli operatori del settore che rispettano il codice di deontologia medica”.

UIL E ADOC EMILIA-R. IN PRESSING: RIDATE SOLDI AI CLIENTI

La mancata riapertura, dopo il lockdown, dei centri Dentix, sta danneggiando molti pazienti che si stanno rivolgendo anche all’Adoc “perché, avendo già sostenuto gran parte dei costi delle terapie attraverso finanziarie, si trovano con cure dentistiche sospese o interrotte e le rate del finanziamento che, invece, corrono. Lo stesso personale medico e paramedico impiegato in quei centri non ha notizie dei propri salari”. Anche la Uil dell’Emilia-Romagna e di Bologna, con il segretario organizzativo Roberto Rinaldi e il presidente regionale Adoc, Giorgio Casadei, richiama l’attenzione sul caso Dentix. L’Adoc ha dunque inviato numerose lettere di contestazione a Dentix e alle finanziarie per richiedere informazioni certe sulla riapertura delle sedi “e anche per contestare la carente o mancata consegna ai clienti della documentazione contrattuale e soprattutto l’annullamento o l’invalidità del finanziamento e la relativa sospensione con la restituzione delle somme versate senza titolo”. L’Adoc invita anche “i cittadini coinvolti a presentarsi presso le sue sedi per segnalare i fatti”.

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