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Bologna, attacchi a Liliana Segre dalla piazza no green pass. La solidarietà della politica

liliana segre
Uno dei portavoce del movimento no green pass si scaglia contro la senatrice a vita dal palco di piazza Maggiore: "Una donna vergognosa, dovrebbe sparire da dov'è"
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ROMA – “Una donna vergognosa, che occupa un seggio che non dovrebbe avere perché porta vergogna alla sua storia e dovrebbe sparire da dov’è“. Queste le parole usate da Gian Marco Capitani, uno dei portavoce del movimento no green pass ‘Primum non nocere’, per riferirsi a Liliana Segre nel corso della manifestazione di ieri a Bologna. Dal palco di piazza Maggiore, Capitani si è scagliato contro la senatrice a vita, ricevendo l’applauso di molti dei 2.000 manifestanti presenti. Le parole contro Segre hanno suscitato la reazione della politica, che si è mobilitata per manifestare solidarietà alla senatrice, sopravvissuta all’Olocausto.

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LA CONDANNA DI FICO E CASELLATI

“Le parole d’odio su Liliana Segre sono una orribile macchia che segna questa giornata. A lei la vicinanza mia e di Montecitorio”, scrive su Twitter il presidente della Camera, Roberto Fico. Condanna anche da parte della presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che sempre su Twitter parla di “inaccettabili e vergognosi insulti alla senatrice Liliana Segre, una donna straordinaria che con coraggio, attraverso tutta la sua vita, ha testimoniato la necessità di opporsi alla discriminazione e alla violenza, a tutela dei diritti di tutti”.

PD: “PAROLE AGGHIACCIANTI”

“Dal palco di una manifestazione contro il Green pass a Bologna un individuo, sostenuto da altri, ha definito Liliana Segre una ‘donna vergognosa’ che ‘dovrebbe sparire’. È agghiacciante sentire gridare parole come queste. È atroce e pericoloso. Loro sono vergognosi. Un abbraccio, Liliana. Siamo con te”. Lo scrive su Facebook la presidente del Pd e sindaca di Marzabotto, Valentina Cuppi.

Il responsabile Comunicazione dei dem, Marco Furfaro, scrive invece, sempre su Facebook: “Alcuni, troppi imbecilli della piazza no Green pass di Bologna a questo si sono abbassati: a insultare Liliana Segre. Incitati dal palco, addirittura. Da lì è partito tutto, l’incitamento alla folla. Che l’ha messa alla gogna, rivolgendole i peggiori insulti e le peggiori calunnie. Con il classico odio che contraddistingue questa gente e a cui siamo ormai purtroppo abituati. Alla senatrice Segre tutta la nostra solidarietà e un grande, immenso abbraccio. Alle persone che l’hanno insultata non rivolgiamo niente, perché non meritano neanche quel minimo di attenzione che servirebbe per qualificarli per ciò che sono“.

ITALIA VIVA: “EPISODIO ALLUCINANTE”

Da Italia Viva, il parlamentare romagnolo Marco Di Maio definisce “allucinante” quello che è successo a Bologna: “L’unica vergogna è che ci siano persone come queste che pretendono di bloccare l’Italia perché non vogliono vaccinarsi e non vogliono il green pass. Massima solidarietà a Segre e avanti sulla strada tracciata, senza cedimenti”.

Sotto le Due torri “è andata in scena la vergogna. L’oltraggio alla Memoria. L’insulto alla storia“, scrive il presidente dei senatori di Iv, Davide Faraone: “Perché dalla bocca di questo tizio, che si chiama Gian Marco Capitani, che è leader di un fantomatico e delirante movimento che si chiama No Green pass, Primum non nocere – scrive il renziano sul social network – solo odio si è riversato nella piazza contro la testimone dell’Olocausto. E chi ha applaudito deve solo vergognarsi“.

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