Filippine, la reporter dissidente anti-Duterte condannata per “cyber diffamazione”

L'ex giornalista Cnn, Maria Ressa, fondatrice della testata d’informazione critica verso il governo, denuncia: "È morte della democrazia"
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ROMA – Nelle Filippine Maria Ressa, ex giornalista della Cnn e fondatrice di Rappler, portale di informazione critico nei confronti del governo, è stata condannata per diffamazione e ora rischia una condanna fino a sei anni di reclusione. Insieme alla reporter e co-fondatrice di Rappler è stato processato per le stesse accuse anche Reynaldo Santos Jr., giornalista della testata all’epoca dei fatti. Entrambi sono stati rilasciati su cauzione, ma nel processo d’appello rischiano che la condanna venga confermata.

“CYBER DIFFAMAZIONE” RETROATTIVA

Ressa e Santos sono stati indagati in merito ad un’inchiesta di otto anni fa che metteva al centro il noto uomo d’affari Wilfredo Keng e i suoi presunti rapporti con i trafficanti di droga e di esseri umani. Contro la testata è scattata dunque l’accusa di “cyber diffamazione”, un reato previsto da una nuova legge introdotta quattro mesi dopo la pubblicazione dell’articolo.

“Non siamo finiti sotto processo solo io e Rappler, ma quello a cui stiamo assistendo è la morte lenta e dolorosa della libertà di stampa ma soprattutto della democrazia nelle Filippine”, ha commentato Ressa all’emittente Bbc. La cronista 56enne sin dall’inizio ha sempre affermato che il procedimento sia motivato politicamente per la linea critica che Rappler ha nei confronti del governo del presidente Rodrigo Duterte.

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15 Giugno 2020
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