Etiopia, il Governo: “Contro il Tigray nessun aiuto dall’Eritrea”

ROMA- L'Eritrea non sta aiutando l'Etiopia nell'offensiva contro il gruppo
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ROMA- L’Eritrea non sta aiutando l’Etiopia nell’offensiva contro il gruppo armato ribelle del Tigray: lo ha detto il ministro della difesa etiopico, Kenea Yadeta, smentendo le accuse mosse dal presidente del Tigray people liberation front (Tplf), Debretsion Gebremichael. Da ormai una settimana il Tigray, regione settentrionale dell’Etiopia che confina con Eritrea e Sudan, subisce l’offensiva delle forze regolari etiopiche. Il primo ministro, Abiy Ahmed Ali, ha confermato che “l’operazione di polizia” continuera’ finche’ non sara’ smantellato il Tplf, partito politico al governo della regione e la cui ala armata e’ impegnata a contrastare l’offensiva dell’esercito federale. Il premier premio Nobel per la pace ha anche respinto ogni possibile “negoziato” con i leader tigrini.

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A pagare i costi del braccio di ferro tra Addis Abeba e il governo locale pero’, e’ la popolazione: gli organi di stampa africani hanno avvertito ieri che gia’ 6mila profughi etiopici hanno superato la frontiera col Sudan per sfuggire alle violenze, e che in totale potrebbero arrivarne 200mila. La regione risulta ancora tagliata fuori dal momento che le linee telefoniche e di internet sono state bloccate.

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