VIDEO | A Venezia 77 ‘Paolo Conte, Via con me’, Verdelli: “È come un pezzo jazz”

Il regista realizza un documentario sulll”avvocato di Asti’ attraverso le voce del protagonista e di tanti personaggi del mondo dello spettacolo che lo hanno conosciuto e apprezzato
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VENEZIA –  Dopo aver raccontato Pino Daniele, Mia Martini e tanti altri artisti italiani, Giorgio Verdelli porta sul grande schermo uno dei piu’ conosciuti e apprezzati cantautori del Bel Paese. In ‘Paolo Conte, via con me’, presentato oggi alla Mostra del Cinema di Venezia, il regista realizza un ritratto dell”avvocato di Asti’ attraverso le voce del protagonista, e di tanti personaggi del mondo dello spettacolo che lo hanno conosciuto e apprezzato, e con i quali ha collaborato nel corso di oltre cinquant’anni di carriera: da Roberto Benigni a Francesco De Gregorio, passando per Pupi Avati, Paolo Jannacci e Renzo Arbore. A bordo di una ‘topolino amaranto’ lo spettatore intraprende un viaggio nella memoria, fatto di racconti e tanto materiale d’archivio messo a disposizione da Conte, condotto dalla voce narrante di Luca Zingaretti. Dalla passione per la musica, nata da piccolo, agli esordi come autore di canzoni che hanno segnato la storia della musica italiana (‘Azzurro’, ‘Insieme a te non ci sto piu”, ‘Messico e nuvole’), al primo ingresso in scena, nel 1974, con quella voce profonda e unica che su testi poetici e esotici disegna immagini. Una lunga strada che portera’ a un successo nazionale e internazionale. “L’idea e’ nata da Rita Levato, manager di Paolo Conte, che ha lavorato per anni con Renzo Fantini, lei mi ha suggerito questa opportunita’. Abbiamo iniziato a lavorare ancora prima che le carte fossero sul tavolo perche’ Conte e’ un gentleman, come i suoi collaboratori”, ha raccontato Verdelli oggi al Lido durante la presentazione della pellicola. “Questo film e’ come una partitura di jazz, come fosse un evergreen, un tema che e’ stato scritto praticamente dalle canzoni di Paolo Conte sulle quali io ho inventato un inizio e una fine il resto sono variazioni e improvvisazioni”.  “Gli spettatori si devono aspettare di entrare in un mondo magico– ha proseguito- che e’ il mondo di Paolo Conte. Un mondo affascinante, per certi versi misterioso, che ti porta via con se’ perche’ e’ fatto di grande capacita’ di seduzione, perche’ Paolo Conte e’ un grande seduttore dell’anima e soprattutto un grande musicista un grandissimo autore, forse, l’autore piu’ cinematografico che abbia l’Italia”. Cio’ vale sia per i testi evocativi, che lavorano per immagini, quanto per la presenza delle canzoni di Conte in tantissime pellicole internazionali: “Solo ‘Via con me'”, ha spiegato Verdelli in conferenza stampa, “la troviamo in quasi 50 film, di cui molti americani”.

Protagonista del documentario  e’ quindi la musica del cantautore (trentacinque i brani inseriti) piuttosto che il suo privato: “Il film e’ molto sulla musica, poco sulla sue vicende personali. Io non cerco lo scoop, cerco l’espressivita’- ha dichiarato Verdelli in conferenza stampa- Lui non mi ha imposto limiti, ma il film ha preso da solo una sua strada. Non mi sono proprio posto questo problema, perche’ a me non me ne frega di sapere della sua vita. A me interessavano le sue canzoni che sono opere d’arte. Sentire parlare lui di musica e’ come avere di fronte Raffaello che ti spiega un dipinto”. ‘Paolo Conte, via con me’ prodotto da Sudovest Produzioni e Indigo Film in collaborazione con Rai Cinema, sara’ nelle sale solo il 28, 29 e 30 settembre, con Nexo Digital, mentre all’estero sono in corso trattative per essere distribuito in circa 40 Paesi.

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11 Settembre 2020
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