Nuova fiammata al Centro Oli di Viggiano in Basilicata, Eni: “Nessun pericolo”

Il direttore generale dell'Arpab, Antonio Tisci, rispetto agli ultimi episodi ha dichiarato: "Necessario che Total fornisca tutte le informazioni e le misurazioni"
La compagnia petrolifera sostiene che "si sono correttamente attivati tutti i sistemi automatici di sicurezza preventiva"
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POTENZA – Nuova fiammata al Centro Oli di Viggiano dell’Eni nella mattinata di oggi. A denunciarlo, l’Osservatorio popolare della Val d’Agri che sui social ha pubblicato gli scatti dei fumi neri fuoriusciti dai camini, descrivendo odori nauseabondi in tutta l’area circostante all’impianto. Sull’incidente e sul conseguente blocco dell’impianto e attivazione del piano di emergenza interno, interviene l’assessore regionale all’Ambiente Gianni Rosa rendendo noto che “la Regione Basilicata e l’Arpab, ognuna per le proprie competenze, sono gia’ intervenute per effettuare i dovuti controlli”. Rosa precisa che “la Regione ha integrato, riportando quanto accaduto oggi, la nota gia’ inviata all’Unmig, nella quale sono stati segnalati gli accadimenti verificatisi nei giorni scorsi. Tutte le risultanze dei controlli – conclude l’assessore – saranno tempestivamente rese pubbliche”.

ENI: “NESSUN PERICOLO, DATI QUALITÀ DELL’ARIA NELLA NORMA”

Non c’e’ stato alcun pericolo per la salute delle persone e dell’ambiente e dall’analisi dei dati di qualita’ dell’aria registrati dalla centralina di monitoraggio di proprieta’ Eni, si evince il rispetto dei limiti fissati dalla normativa di settore”. Cosi’ l’Eni in una nota stampa in merito “all’evento di visibilita’ discontinua della fiaccola conseguente a un’interruzione elettrica” che si e’ verificato oggi al Centro Oli di Viggiano. La compagnia petrolifera sostiene che “si sono correttamente attivati tutti i sistemi automatici di sicurezza preventiva con la chiusura dei pozzi di produzione ed evacuazione temporanea del personale dell’impianto” e che “sono state completate le operazioni per il ripristino del normale assetto operativo del Cova”.

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