Fortuna (Unicusano): “L’accordo dell’Eurogruppo è una logica conclusione”

"Se l'accordo non si fosse trovato, l'Europa avrebbe visto l'inizio della propria fine", ragiona il Rettore di Unicusano
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ROMA – “L’accordo di ieri sera è una logica conclusione. Se l’accordo non si fosse trovato, l’Europa avrebbe visto l’inizio della propria fine“. Così Fabio Fortuna, economista e rettore dell’UniCusano, intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus per commentare l’intesa sul Mes.

L’accordo non è ancora perfettamente comprensibile e manca di dettagli numerici certi– spiega – però si parla genericamente di un accordo da mille miliardi. L’ago della bilancia è stato il comportamento della Francia, che prima aveva espresso la sua volontà di appoggiare l’Italia e gli altri Stati favorevoli agli Eurobond. Poi aveva avuto un riavvicinamento con la Germania. Alla fine Parigi si è riportata su una posizione non in linea con Berlino. Bisognerebbe verificare cosa si siano detti negli incontri a latere dell’Eurogruppo”.

Fortuna aggiunge che “il dato di fatto è che almeno momentaneamente l’Europa continuerà ad esistere e speriamo sia il prologo per un rafforzamento del progetto europeo. Non era importante che ci si orientasse in modo assoluto verso uno strumento come gli Eurobond, ma la cosa fondamentale è che si riuscissero a reperire risorse importanti per gli Stati membri. Il Mes sembra avere condizionalità leggerissime, poi c’è l’intervento della Banca europea degli investimenti per il sostegno alle piccole medie imprese, poi il fondo destinato a coprire la cassa integrazione dei singoli Paesi e infine un fondo da 500 miliardi che si realizzerà in un modo che ancora non è stato definito. Tutto ciò che deriverà dal Mes obbligatoriamente dovrà essere destinato a fronteggiare le spese sanitarie per l’emergenza Coronavirus”.

Sul decreto liquidità del governo italiano, il rettore di Unicusano spiega che “la sensazione è che questa liquidità immediata non ci sarà nemmeno per i 25mila euro garantiti. Dipenderà anche dalle banche come riusciranno ad organizzarsi, non dimentichiamoci che molte filiali sono chiuse e queste concessioni di linee di credito non possono essere formalizzate a distanza, servirà quantomeno una firma delle parti. C’è un po’ di collisione tra quanto annunciato: liquidità immediata, e ciò che invece si verificherà”, conclude Fortuna.

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10 Aprile 2020
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