Recovery fund, Fortuna: “No a drammatizzazioni sul debito pubblico, sfruttare l’opportunità”

Intervista a Fabio Fortuna, economista e rettore dell’Università Niccolò Cusano
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ROMA – “L’Europa ci sta offrendo delle opportunità uniche, attraverso strumenti come il Recovery Fund, il fondo Sure e il Mes. Complessivamente potremmo risparmiare molto in termini di interessi utilizzando queste risorse. E’ evidente che si tratta di operazioni vantaggiose, bisogna coglierle, non dobbiamo avere paura e drammatizzare sul dato record del nostro debito pubblico“. Così Fabio Fortuna, economista e rettore dell’Università Niccolò Cusano, intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus.

“Il debito è sempre aumentato- ha spiegato- figuriamoci adesso con le difficoltà che stiamo vivendo. E’ vero che lasceremo il peso del debito ai giovani, ma se non facessimo investimenti adesso, non potremmo offrire ai giovani alcuna prospettiva per il futuro. E’ un momento di svolta. O si fa una programmazione sana di come investire le risorse oppure per i giovani il futuro non sarà roseo. Il problema del debito pubblico non è che esploda adesso, l’elevatezza del nostro debito è stata uno dei fattori più preoccupanti che ha caratterizzato l’analisi da parte di tutti gli organismi internazionali a proposito della situazione italiana. Bisogna pensare a come investire le risorse a disposizione, bisogna fare un bel Recovery plan perché l’Europa vorrà vedere come spenderemo questi soldi. E’ stato detto che non si possono utilizzare le risorse europee per abbassare le tasse, invece dall’Europa è arrivata una dichiarazione differente: si possono utilizzare quelle risorse per ridurre imposte e tasse, quando questa diminuzione si correla strettamente a piani di riforma. Quindi è possibile attuare una riduzione delle tasse con i fondi europei, se combinata con dei programmi di riforma che vanno nella direzione tracciata dall’Europa. Bisogna redigere piani concreti attraverso una sistematizzazione e razionalizzazione delle idee. Ovviamente non dobbiamo rimanere fermi finché non arriveranno le risorse europee, adesso ci sarà la nota di aggiornamento al Def che siamo curiosi di vedere. Vedremo lì come si snoderanno le scelte del governo per quanto riguarda la politica economica e tutte le problematiche connesse. E’ evidente che ogni giorno che si parla e non si fa, è un giorno in più che compromette le possibilità di sopravvivenza delle imprese e delle famiglie più povere. Bisogna agire tempestivamente e programmare il futuro in modo opportuno”.

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16 Settembre 2020
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