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Grillo parlante… ma non decidente: occhi puntati sul M5S

L'editoriale del direttore Nicola Perrone

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ROMA – Beppe Grillo, il Garante supremo del M5S, è arrivato a Roma e sta incontrando tutti i big del Movimento 5 Stelle. Si cerca la soluzione dopo la tempesta scatenata dal Tribunale di Napoli che ha azzerato il vertice politico del Movimento a partire dal presidente Giuseppe Conte ora congelato. Che fare? In molti temono che tornino a galla le vecchie frizioni tra Grillo e Conte, con il Garante deciso ora a trovare nuove figure da mettere alla guida del Movimento. Addirittura qualcuno ha parlato dell’ex sindaca di Roma, Virginia Raggi, che seppur uscita strabattuta alle elezioni, ha comunque portato a casa il 20% di consensi, un gruzzolo di tutto rispetto rispetto alle cifre più basse che i sondaggi certificano al momento.

Sarebbe un cambio di rotta clamoroso, il tentativo di ritornare alle origini, magari col rientro di Alessandro Di Battista e squillo di trombe, con la speranza che il popolo dei ‘grillini’ delusi metta da parte quello che è accaduto in questi anni di Governo. Per altri, al contrario, Beppe Grillo si è convinto del valore di Giuseppe Conte e si sforzerà di trovare una soluzione adeguata. “Purtroppo – spiega una fonte ‘grillina’ – sappiamo che questa vicenda andrà molto per le lunghe, e questo per Conte non va bene perché rischia il logoramento”. A maggio poi c’è una importante tornata di elezioni amministrative, e si capisce subito che una situazione del genere rischia di schiacciare ancora più in basso il M5S che già di suo non brilla a livello locale. Se ne saprà qualcosa stasera al termine del faccia a faccia tra Grillo e Conte. Dall’area dei ‘contiani’ giurano che l’incontro andrà bene “perché i rapporti tra i due sono ottimi e il garante si è convinto del valore dell’ex premier”.

Per quanto riguarda il dibattito politico, c’è preoccupazione che le tante fibrillazioni dentro tutti i partiti possano ‘inceppare’ l’azione del Governo alle prese con grossi guai come quello dell’aumento spropositato delle bollette. I sondaggi delle ultime ore poi gettano altra benzina sul fuoco delle polemiche. Il Pd è al primo posto col 21,1%, seguito da Giorgia Meloni e i suoi Fratelli d’Italia al 20,2% che stacca Matteo Salvini e la sua Lega ferma al 17%. Giorgia balla da sola e i consensi arrivano, anche se dovesse rimanere l’attuale sistema elettorale che costringe alla ‘coalizione’, nel Centrodestra sarebbero i Fratelli d’Italia al primo posto e dunque quelli a cui spetterebbe di indicare il… in questo caso la premier.

Sul versante del Centrosinistra il segretario del Pd, Enrico Letta, pur contento di vedere i Dem al primo posto, segue con attenzione quanto sta accadendo dentro il M5S, pezzo importante della futura alleanza del Campo largo. Il confronto interno è già iniziato e si registrano già i primi divorzi, ad esempio tra Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, e Giorgio Gori, sindaco di Bergamo. Un tempo molto vicini come azione politica, oggi i due sembrano prendere strade diverse. Per Bonaccini, infatti, “tra Pd e M5S è ancora campo largo… Bravo Letta”, mentre Gori continua a diffidare e a non considerare affidabile il Movimento e spinge i Dem per costruire “una coalizione riformista (con dentro pezzi del Centro e di Forza Italia, ndr) per avere Draghi premier anche dopo le politiche del 2023”.

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2022-02-10T18:50:02+02:00