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Italia-Africa, firmata l’intesa per la governance con l’agenzia Onu

Marina Sereni_Vera Songe
Con la viceministra degli esteri Sereni e la segretaria Uneca Songwe
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ROMA – Un memorandum d’intesa in materia di “capacity building” e “buona governance” è stato sottoscritto oggi dall’Italia con Uneca, la Commissione economica delle Nazioni Unite per l’Africa (Uneca). A firmare il documento a Roma la viceministra degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Marina Sereni e Vera Songe, segretaria esecutiva dell’organismo con sede ad Addis Abeba, in Etiopia.

Al centro dell’intesa, in prospettiva, c’è il sostegno al miglioramento delle capacità di governance. Uneca collabora strettamente con l’Unione Africana, organismo continentale pure con sede ad Addis Abeba. La firma è stata apposta allo Sheraton Hotel Parco de’ Medici, sede di Incontri con l’Africa 2021, forum con la partecipazione di delegazioni provenienti da 54 Paesi del continente.

SERENI: “ITALIA HA TENUTO L’AFRICA AL CENTRO DELL’AGENDA G20

L’Africa ha “una grande aspettativa” verso l’Italia, per la sua funzione di ponte anche sui temi della transizione energetica e dello sviluppo sostenibile: così la viceministra degli Esteri Marina Sereni, intervistata dall’agenzia Dire a margine di una conferenza a Roma con le delegazioni di 54 Paesi del continente. Secondo Sereni, “oggi il messaggio è che non esiste una distinzione tra iniziative di sviluppo o per la salute e lotta al cambiamento climatico”. “La pandemia ci ha insegnato che serve un approccio complessivo” sottolinea la viceministra. “Dobbiamo aiutare i Paesi africani a vivere la transizione energetica e a scegliere la strada dello sviluppo sostenibile, perché questo supporta la salute e crea opportunità per i giovani e le donne”. Secondo Sereni, la conferenza di oggi, intitolata Incontri con l’Africa 2021, è stata segnata da “una grande partecipazione”. Questo, evidenzia la viceministra, è “il segno di come l’Italia ha tenuto l’Africa dentro l’agenda del G20 anche guardando alla Cop26 di Glasgow”.

ITALIA-AFRICA, DEL RE (UE): “BENE IL G20, ORA RELAZIONI PIÙ FORTI”

“Non una conclusione” ma “un inizio”, con l’occasione di “sviluppare nuove relazioni e nuove opportunità”, anche grazie buona conduzione della presidenza italiana del G20: così oggi all’agenzia Dire Emanuela Claudia Del Re, rappresentante speciale dell’Unione Europea per il Sahel, sugli Incontri con l’Africa in corso a Roma.

La premessa, nell’intervista, è che “l’Italia è un Paese apprezzato ovunque nel continente, percepito come amico e senza un’agenda nascosta”. Secondo Del Re, “questo è un fatto importante che ci siamo guadagnati”. La rappresentante speciale dell’Ue, già viceministra degli Affari esteri e della cooperazione internazionale nel governo italiano, sottolinea: “Siamo credibili come italiani e questo ci distingue da altri attori con cui comunque collaboriamo assiduamente“.

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Del Re sottolinea: “Anche la mia nomina è il risultato di questo; sono la prima italiana e la prima donna a ricoprire il ruolo dell’Ue per il Sahel, con un mandato molto complesso; nei miei confronti, come rappresentante di un grande Paese come l’Italia, c’è una fiducia notevole”. Rispetto agli Incontri, Del Re sottolinea che “conferenze come queste non sono mai conclusioni ma sempre inizi, perché si sviluppano nuove relazioni e nuove opportunità”.

Secondo la rappresentante europea, “in questo momento storico l’Italia è un partner nelle reazioni con l’Africa assolutamente cruciale”. Del Re continua: “La nostra presidenza del G20 è stata molto ben condotta e anche questo ha contribuito a rinsaldare i nostri rapporti, che con il continente erano già forti”. Secondo la rappresentante dell’Ue, “l’Africa è un prolungamento naturale del nostro territorio attraverso il Mediterraneo”. Ancora, poi, sul ruolo e le responsabilità dell’Italia: “I nostri legami si andranno stringendo sempre più e avremo sempre più vantaggio anche per nostra crescita, non solo per quella dell’Africa, perché oggi non possiamo non dirci interconnessi”

ITALIA-AFRICA, DESCALZI (ENI): “INVESTIRE PER ESSERE CREDIBILI

“Investire, fare guadagnare di piu’ ai Paesi, creare lavoro”: questa, secondo l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, la ricetta perché l’Italia possa essere ancora più credibile in Africa. “Non si può fare toccata e fuga” ha detto il manager, incontrando i giornalisti a margine di una conferenza ministeriale che ha portato a Roma i delegati dei 54 Paesi del continente.

La premessa è che Eni considera l’Africa il “suo” continente, sulla base da una presenza cominciata nel 1952. Un tema, questo dell’impegno nel tempo e della credibilità, toccato da Descalzi anche durante un panel della conferenza. “Il grosso problema nell’Africa subsahariana è che manca energia” ha sottolineato l’amministratore delegato. “Circa 600 milioni di persone non hanno accesso all’elettricità e questo è un paradosso perché l’Africa possiede il 7 per cento delle risorse mondiali di gas e il 39 per cento del potenziale rinnovabile”. Secondo Descalzi, “questo deficit energetico crea problemi per l’accesso alla salute, all’istruzione e allo sviluppo“.

L’amministratore delegato si è soffermato poi sulle caratteristiche della presenza di Eni a sud del Sahara. “Da tempo abbiamo iniziato a diversificare per integrarci sempre più nel contesto locale” ha detto. “In Nigeria e Congo sviluppiamo le infrastrutture energetiche, costruiamo centrali elettriche e linee di distribuzione; abbiamo investito tre miliardi nella costruzione di centrali elettriche in Nigeria e in Congo, garantiamo l’accesso all’energia a 20 milioni di persone”. Descalzi ha aggiunto: “Il 100 per cento del gas che produciamo in Ghana, in Congo e in Egitto è destinato al mercato domestico e grandi quantità anche in Angola e Algeria”. Secondo l’amministratore delegato, “è un trend che ci caratterizza e ci rende credibili, perché prendiamo dei rischi”.

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