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Roma, a San Lorenzo nasce l’assemblea delle donne del consultorio Frentani

È nata con il primo incontro pubblico dello scorso 1 marzo. Ad animarla donne di ogni età mosse da una comune volontà
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ROMA – È nata, con il primo incontro pubblico dello scorso 1 marzo, l’assemblea delle donne del consultorio Frentani nel quartiere San Lorenzo a Roma. Ad animarla lavoratrici e studentesse dell’università La Sapienza (e non solo), donne di ogni età mosse dalla comune volontà di trasformare un “presidio invisibile” in uno spazio conosciuto, attivo sul territorio non solo dal punto di vista medico, e aperto alle soggettività lgbt e alle persone con disabilità. Un percorso accompagnato, guidato e sostenuto dal Coordinamento delle Donne dei Consultori, in cui, spiega Claudia Grasso, lavoratrice tra le promotrici dell’assemblea Frentani, “abbiamo inizialmente cercato di capire cosa funzionava e cosa no”, trovando “piena disponibilità dell’equipe del consultorio”. 

“La prima assemblea è stata molto proficua- racconta- hanno partecipato più di 30 persone, l’intera equipe del consultorio, e alcuni rappresentanti della dirigenza della Asl Roma 1 e del municipio”. Punto di partenza della discussione, sottolinea Claudia, “la chiusura dei tre presidi di via Boemondo, via Garigliano e via Salaria, i cui servizi sono stati dislocati nelle sedi di via Tagliamento e via dei Frentani, che ad oggi sono poliambulatori e non presidi ad uso esclusivo dei servizi di consultorio”.

Accorpamenti che “se da un lato hanno migliorato la qualità del servizio nei presidi esistenti dall’altro ne hanno ridotto la diffusione sul territorio”. L’assemblea partirà, quindi, dai dati, che le donne raccoglieranno nell’ambito della controinchiesta sui fabbisogni lanciata dal coordinamento delle assemblee dei consultori per arrivare pronte al tavolo in Regione Lazio dove è in corso un confronto sul numero di posti da mettere a bando per potenziare le equipe e rilanciare i consultori.

La promozione di “una maggiore visibilità, con attività informative sui territori”, tra le proposte emerse dalla prima assemblea, da cui si è affermata anche la “volontà di attivare servizi per soggettività lgbt e persone con disabilità e uno sportello antiviolenza”, come dichiarato anche sul volantino di lancio della prima assemblea: “Sarebbe bello vivere in un quartiere con un consultorio che sia: strumento di formazione e informazione su sessualità e contraccezione nelle scuole di zona; presidio permanente contro la violenza di genere; luogo in cui accedere a contraccezione e prevenzione gratuita; punto di riferimento per i tanti e le tante giovani che vivono nel quartiere; spazio aperto e adeguato ai bisogni e alle necessità delle soggettività lgbtqi+”.

L’assemblea si riunirà nuovamente a metà marzo.

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