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Beccaglia: “Continuo a ricevere insulti e minacce, voglio solo tornare alla normalità”

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Le parole della giornalista molestata dopo la partita Empoli-Fiorentina. I principali organismi di categoria si costituiranno parte civile al processo
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FIRENZE – “Vorrei ringraziare tutti per la solidarietà dell’associazione stampa toscana, e di tutti gli organi competenti, la federazione stampa e gli ordini tutti. Come ho detto più volte, vorrei far capire che ho denunciato il fatto, quello che comunque le persone pagheranno non lo deciderò io ma la giustizia. Voglio tornare alla normalità, purtroppo in questi giorni ed in queste ore sto ricevendo messaggi molto tristi, parolacce o comunque anche minacce”. Così Greta Beccaglia, la giornalista di Toscana Tv molestata da alcuni tifosi al termine di Empoli-Fiorentina di sabato scorso commenta a fianco dei vertici di Fnsi, Ast e ordine dei giornalisti la decisione dei principali organismi di categoria di costituirsi parte civile al processo.

“Non ho fatto niente di male- aggiunge- ho denunciato quello che hanno visto tutti, stavo lavorando normalmente. Sono stata fortunata che mi sia successo a telecamere accese, perché ho avuto la possibilità di testimoniare. Ci sono tante donne che ogni giorno subiscono violenze, molestie. Sono qui quindi per queste persone, perché per me è giusto denunciare”.

Beccaglia ribadisce il punto: “Voglio tornare alla normalità, non voglio essere ricordata come la giornalista molestata bensì come la ragazza che se un giorno arriverà al suo obiettivo lo dovrà alla sua professionalità e non a quello che è accaduto”. La cronista di Toscana Tv torna inoltre a difendere il conduttore Giorgio Micheletti: “Per me è un padre lavorativo, può avere sbagliato una parola in quell’istante in diretta, se si può dire sbagliato, comunque ha tentato di difendermi. Il video in realtà dura più minuti e non 20 secondi”. 

GIULIETTI (FNSI): “DA ORA IN POI PARTE CIVILE SEMPRE CON ODG

Da oggi in poi tutte le costituzioni di parte civile saranno effettuate insieme. Basta, non c’è una rincorsa quando un cronista viene minacciato. La federazione nazionale della stampa, l’ordine nazionale con l’associazione della stampa e l’ordine regionale dei giornalisti si costituiranno assieme dalla parte di qualunque cronista, donna o uomo, minacciato per diverse ragioni”, annuncia il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, durante la dichiarazione alla stampa sul caso delle molestie contro Beccaglia.

GIULIETTI (FNSI): “AGGRESSORI BECCAGLIA FINISCANO NEI CAV

“Non sono né forcaiolo né giustizialista, per usare espressioni correnti, non mi importa niente se qualcuno verrà messo in galera. Non ho il problema di sapere quanti mesi di carcere prenderà una persona, questo lo decidono i giudici. Mi auguro che applichino le norme della repubblica. Però ricordo la figura del contrappasso dantesco, mi auguro dunque che gli squadristi che hanno aggredito i colleghi dell’Espresso siano inviati alle Fosse Ardeatine a fare un anno di servizio sociale, e a me piacerebbe che chi si è manifestato con molestie palesi contro Greta Beccaglia venisse mandato un anno nei centri antiviolenza a studiare cos’è la violenza, cos’è squarciare la personalità di una donna”, prosegue Giulietti. “Vorrei- aggiunge- che oltre a pagare la sanzione venissero rieducati civilmente alla frequentazione della comunità. Mi piacerebbe che i no vax che hanno picchiato i colleghi in giro per l’Italia venissero destinati al più vicino centro ospedaliero per dare assistenza a coloro che sono stati ricoverati”.

FNSI: “SU BECCAGLIA VOMITEVOLE SENSO DI IMPUNITÀ

Il presidente della federazione nazionale della stampa si è detto “particolarmente indignato” per le reazioni al caso di Greta Beccaglia. “Mi ricorda un processo della mia infanzia e della mia adolescenza- ha dichiarato- prima ti colpiscono e poi ti diffamano, fino al punto in cui sei tu che devi giustificarti. Mi fa ribrezzo questa cosa”. Il presidente del sindacato dei giornalisti si pone anche un altro interrogativo legato al comportamento di chi ha aggredito Beccaglia: “Quando una persona viene colpita davanti alle telecamere c’è chiedersi quale sia il grado di impunità che oggi consente a un signore, che non voglio neanche chiamare tifoso o sportivo, di minacciare, di fare quel gesto e poi di andarsene ridendo, dicendo poi nell’antico linguaggio che è stato un atto di goliardia. Trovo tutto questo vomitevole”.

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Allargando la riflessione Giulietti menziona i numerosi casi di aggressioni a cronisti e videomaker, non ultimo contro Selvaggia Lucarelli presa a testate durante una manifestazione di no-vax. Anche nel processo all’aggressore della giornalista di Domani, il numero uno del sindacato conferma l’intenzione di costituirsi parte civile. Procedendo insieme agli altri organismi di categoria, come da proposta lanciata proprio a Firenze da Giulietti. Più in generale il presidente della Fnsi riflette su un’insidia: “Non tutti denunciano, conosco colleghe e colleghi che non lo fanno per paura, perché il precariato li intimorisce o perché non c’è l’equo compenso”. Proprio per questo il sindacato ha un messaggio da rivolgere agli editori: “Farebbero bene a mettere in regola le persone- aggiunge- e non a fare comunicati usando i cronisti come bandiere”. 

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