Ora il Giappone teme una seconda emergenza Coronavirus

Aumentano i contagi a Tokyo, l'università di Hokkaido: "Esiste concreta possibilità che il Covid-19 possa mutare e diventare altamente patogeno"
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ROMA – “Dobbiamo restare vigili per prevenire una ulteriore diffusione del virus., bilanciando la necessità di riattivare completamente l’economia con l’adozione di misure sanitarie adeguate, a tutela della salute pubblica. Nessuno di noi, dopo averlo sperimentato una volta, vorrebbe di nuovo trovarsi limitato da uno stato di emergenza”. Le affermazioni provengono dalla governatrice di Tokyo Yuriko Koike che, a due giorni dalle elezioni per la carica di governatore della capitale, in conferenza stampa ha commentato la nuova ondata di infezioni che sta investendo Tokyo negli ultimi giorni. Gli ultimi dati confermati evidenziano 107 nuovi casi di Covid-19 nella popolazione della città, il più forte aumento da oltre due mesi e il settimo consecutivo superiore alla soglia di sicurezza di contagi giornalieri fissata dalle autorità sanitarie. Il rapido aumento dei nuovi contagi arriva proprio nel pieno del ripristino della normalità dopo il mese di sospensione di ogni attività sotto lo stato di emergenza dichiarato dal governo, terminato lo scorso 31 maggio, e investe in particolare i giovani tra i 20 e i 30 anni di età. Il portavoce del governo Yoshihide Suga ha dichiarato in proposito: “Il governo sta monitorando attentamente l’evoluzione della situazione a Tokyo in collaborazione con il governo locale. Al momento non ci sono ragioni per emanare a breve una nuova dichiarazione dello stato di emergenza”.

UNIV. HOKKAIDO: “POSSIBILE SECONDA ONDATA DI CONTAGI”

Hiroshi Kida, professore presso il Centro di ricerca per il controllo della zoonosi dell’Università di Hokkaido, ritenuto uno dei maggiori esperti al mondo sull’influenza, mette in guardia le autorità invitando a non sottovalutare la possibilità che possa verificarsi una nuova ondata di infezioni letali.

“La continua trasmissione da uomo a uomo permette la sopravvivenza di virus che possono facilmente rafforzarsi all’interno dei corpi umani. Esiste dunque la concreta possibilità che il Covid-19 possa mutare e diventare altamente patogeno“, ha dichiarato Kida, che aggiunge: “È ormai condiviso nella comunità scientifica che i virus influenzali che causano pandemie, come fu la cosiddetta “spagnola”, diventino più virulenti nella seconda e terza ondata di infezioni o dopo essere divenuti stagionali”.

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3 Luglio 2020
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