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Tg Ambiente, edizione del 2 novembre 2021

Si parla di G20 e clima, Cop26 a Glasgow e cicloni
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– G20, A ROMA LUCI E OMBRE SUL CLIMA MA C’È SPERANZA

Sul clima il G20 di Roma si è chiuso con un risultato sintetizzato dalle parole del Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres: le “speranze non sono state soddisfatte, per quanto non siano state neanche sepolte“. La Cina e l’India non hanno assunto impegni netti sullo stop all’uso del carbone ma il presidente del Consiglio Mario Draghi, che ha presieduto il summit, segnala il cambio di posizione su alcuni passaggi chiave operato da Pechino, il cui presidente Xi Jinping non si è però recato a Roma. Emergono contrapposizioni o quantomeno divergenze, come sulla data soglia del 2050 per il raggiungimento della neutralità carbonica: la Russia punta al 2060, così come la Cina, mentre l’India addirittura al 2070, e infatti nel documento finale c’è un riferimento più vago con un “attorno a metà secolo”. Da parte di Pechino, però, “c’è stata la volontà di cogliere un linguaggio più rivolto al futuro che al passato“, ha evidenziato Draghi, e “la Cina, e la Russia, hanno accettato l’evidenza scientifica degli 1,5 gradi”, limite massimo accettabile di aumento della temperatura media globale indicato dalla scienza, una soglia “che comporta notevolissimi sacrifici”. Lo sguardo del presidente del Consiglio e di tutta la comunità internazionale è ora rivolto alla Conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici, la COP26 di Glasgow in corso fino al 12 novembre. “Auguro ogni successo alla COP26 e al primo ministro Boris Johnson”, ha detto Draghi, “c’è ancora margine per progredire, sicuramente, e avremo notizie sul fronte del contributo che potrà dare anche il settore privato”.

– AL VIA COP26 GLASGOW, AGIRE O RISCHIO CATASTROFICO

Al via a Glasgow la 26ma Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite, la COP26. Oltre 30mila tra Capi di Stato da oltre 180 paesi, esperti climatici e attivisti per concordare un piano d’azione coordinato per affrontare il cambiamento climatico. Gli obiettivi principali sono: Trovare un accordo per azzerare le emissioni nette a livello globale entro il 2050 e puntare a limitare l’aumento medio globale delle temperature entro +1,5 gradi; Adattarsi per la salvaguardia delle comunità e degli habitat naturali perché il clima sta già cambiando e continuerà a cambiare provocando effetti devastanti anche riducendo le emissioni; Mobilitare i finanziamenti, con i Paesi sviluppati che devono mantenere la loro promessa di mettere a disposizione almeno 100 miliardi di dollari l’anno in finanziamenti per il clima; Definire il ‘Libro delle Regole’ per rendere pienamente operativo l’Accordo di Parigi. Siamo “a un minuto a mezzanotte sull’orologio dell’apocalisse e dobbiamo agire ora”, avverte aprendo i lavori il primo ministro britannico Boris Johnson, “è come quando James Bond si trova legato a una bomba e l’orologio ticchetta, ma questo sfortunatamente non è un film, la bomba da giorno del giudizio è reale e l’orologio corre al ritmo furioso di miliardi di motori che emettono anidride carbonica”, aggiunge Johnson. “I sei anni passati dalla COP21 di Parigi sono stati i più caldi mai registrati e siamo sull’orlo della catastrofe”, avverte Antonio Guterres, Segretario generale delle Nazioni unite, “è il momento di fare qualcosa per approfondire il nostro lavoro” perché “ci stiamo scavando la fossa”. La COP26 “deve essere l’inizio di un nuovo slancio, un salto quantico nella nostra lotta contro il cambiamento climatico”, auspica il presidente del Consiglio, Mario Draghi, intervenendo all’apertura dei lavori, “dobbiamo andare oltre, molto più di quanto abbiamo fatto al G20. Dobbiamo accelerare il nostro impegno per contenere l’aumento della temperatura al di sotto di 1,5 gradi” perché “il cambiamento climatico ha anche gravi ripercussioni sulla pace e la sicurezza globali” e “può dividerci”.

– ONU: EMISSIONI RECORD, METEO ESTREMO NUOVA NORMALITÀ

Le concentrazioni record di gas serra nell’atmosfera e l’associato calore accumulato hanno spinto il pianeta “in un territorio inesplorato, con ripercussioni di vasta portata per le generazioni attuali e future”. All’attuale tasso di aumento delle concentrazioni di gas serra “entro la fine di questo secolo assisteremo a un aumento della temperatura di gran lunga superiore agli obiettivi dell’Accordo di Parigi, che andavano da +1,5 a +2 gradi rispetto ai livelli preindustriali”, puntando a stare “ben al di sotto” dei +2 gradi. La COP26 quindi “è un’opportunità decisiva per rimetterci in carreggiata”. Questo l’avvertimento di Petteri Taalas, segretario generale dell’Organizzazione meteorologica mondiale, presentando il rapporto State of the Global Climate 2021, pubblicato dall’agenzia meteorologica delle Nazioni unite alla COP26 di Glasgow. Gli ultimi sette anni è molto probabile possano risultare i sette più caldi mai registrati, spiega il rapporto, “gli eventi meteorologici estremi sono la nuova norma” e hanno portato a un aumento della fame minando decenni di progressi verso il miglioramento della sicurezza alimentare. “La COP26 deve essere un punto di svolta per le persone e il pianeta”, auspica Antonio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, “dobbiamo agire ora, con ambizione e solidarietà, per salvaguardare il nostro futuro e salvare l’umanità”.

– SU SICILIA UN ‘MEDICANE’, SIMIL CICLONE TROPICALE

Un ‘Medicane’ sulla Sicilia, altro segno di come gli eventi meteorologici estremi siano ormai la nuova normalità nel Mediterraneo. La perturbazione che si è originata sul Mediterraneo centro-meridionale diversi giorni fa, portando devastazione sulla Sicilia, si è avvicinata alle caratteristiche di Tropical Like Cyclone o Medicane – cioè un Simil Ciclone Tropicale o Mediterranean Hurricane. Lo precisa il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, che ha battezzato la perturbazione ciclonica con il nome di ‘Apollo’. E’ la prima a ricevere un nome, come si usa a livello internazionale, un cambiamento nell’ambito di una standardizzazione che ha lo scopo di fare chiarezza. La decisione del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare è parte di un’iniziativa di EUMETNET, consorzio dei servizi meteorologici europei, che ha lanciato il progetto ‘Storm Naming’ per una denominazione coordinata delle perturbazioni cicloniche più rilevanti che interessano l’Europa.

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