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Bologna “inclusiva” e “senza paura”: a #mandaloaDiRE la visione di Nunzia Vannuccini e Porpora Marcasciano

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L'imprenditrice sociale de L'Altro Spazio e la scrittrice, attivista Lgbtqia e presidente del Mit sono le ospiti del format Dire sulla città in previsione delle amministrative
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Montaggio video di Davide Landi

BOLOGNA – La città descritta in tre parole e altre tre per indicare come dovrebbe essere o come la si vorrebbe, una cosa da salvare e una da cambiare nei prossimi cinque anni. Infine, una proposta per rilanciare la città dopo il Covid e, immancabilmente, il pronostico su chi sarà il prossimo sindaco di Bologna. Cinque domande in tutto: cinque domande per “#mandaloaDiRE, la rubrica-format che l’Agenzia Dire avvia in vista del voto nel capoluogo dell’Emilia-Romagna.

Gli ospiti di questo appuntamento sono Nunzia Vannuccini, imprenditrice sociale de L’Altro Spazio e presidente dell’associazione Farm, e Porpora Marcasciano, scrittrice e storica attivista Lgbtqia, presidente del Mit, Movimento identità trans.

VANNUCCINI: “BOLOGNA? ACCOGLIENTE LO È, ORA DIVENTI ACCESSIBILE”

Parola a Nunzia Vannuccini per #mandaloaDiRE, la rubrica-format dell’Agenzia Dire per raccontare la città attraverso i suoi protagonisti in vista delle prossime amministrative. Vannuccini è un’imprenditrice sociale de “L’Altro Spazio”, presiede l’associazione Farm, che, tra le altre cose, ha creato l’osteria Senzanome in via Belvedere.

Le tre parole per raccontare la Bologna di oggi sono “accogliente, aperta a tutte le persone”, “libera”, una città in cui essere se stessi, e “futura, aperta alle prospettive europee e al futuro”. Pensando al futuro, la giovane imprenditrice immagina una Bologna “accessibile”, che non significa solo senza per le barriere architettoniche, “prossima”, cioè vicina alle persone, “uguale per tutti”.

Proprio guardando alla propria esperienza, del recente passato della città salverebbe i progetti di riqualificazione urbana “importanti”, che hanno inciso sul tessuto sociale. “Io ho partecipato al progetto di riqualificazione dell’area esterna del Mercato delle erbe e al progetto del Parco 11 Settembre. Questi processi sono stati positivi anche in chiave turistica ed economica“, sottolinea.

Da cambiare assolutamente? Di sicuro serve più accessibilità e meno barriere architettoniche, da aggirare anche con percorsi alternativi che facciano percepire l’attenzione dell’amministrazione verso specifiche situazioni” di difficoltà, propone Vannuccini, che chiede anche “progetti di indipendenza di vita per le persone con disabilità, in modo che possano sviluppare percorsi indipendenti per il proprio futuro”.

Per rilanciare la città dopo la pandemia, l’imprenditrice valorizzerebbe un effetto positivo dell’emergenza, quello di aver fatto riscoprire i rapporti di vicinato. “Ci siamo avvicinati, magari nel giardino sotto casa o nei luoghi vicino a casa. In questo momento è importante dare valore e una visione a questo tipo di realtà, con giardini urbani, condomini condivisi, progetti di collaborazione, che sono fondamentali in questo momento storico”, spiega.

Per questo vorrebbe un sindaco “capace di guardare attraverso gli occhi di tutte le persone, un sindaco che abbia la capacità di trasformare questa città con una visione dell’altro e abbia il welfare tra i suoi obiettivi primari“. Intanto, il centrosinistra schiererà Matteo Lepore, “con il quale abbiamo avuto una buona interlocuzione in questi anni, che sarebbe importante continuare”, conclude.

MARCASCIANO (MIT): “BOLOGNA È IMPAURITA, LA POLITICA SE NE OCCUPI”

Una Bologna “gioiosa” e “solidale”, in cui i cittadini, tutti, si sentano “sostenuti”, protetti dall’amministrazione. Una Bologna capace di usare la sua arma più importante la “cultura” per sconfiggere il sentimento di paura che rende le persone aggressive le une contro le altre. Magari, in futuro, guidata da una “sindaca o una sindachessa”, anche se Matteo Lepore “è la scelta giusta” per le prossime amministrative. Ospite della rubrica-format #mandaloaDiRE, questa settimana c’è Porpora Marcasciano, scrittrice e storica attivista Lgbtqia, una delle figure più importanti del Movimento trans italiano, presidente del Mit, il Movimento identità trans fondato a Bologna negli anni ’90.

Per descrivere la città oggi in tre parole, Marcasciano dice: “impaurita”, “disincantata o disillusa” e “invecchiata”, ma vorrebbe Bologna “coraggiosa”, “capace di valorizzare le sue tante eccellenze” e “inclusiva”, perché “una città inclusiva è una città pacifica, più ricca, più bella, più colorata”. La grande ricchezza culturale è senz’altro la cosa da salvare. “Non voglio essere retorica, Bologna è famosa nel mondo per una serie di cose, ma ha l’Università più antica del mondo, sicuramente è molto attenta alla cultura, cultura che produce bellezza, che è quello di cui oggi abbiamo bisogno in un mondo imbruttito e inferocito“, spiega.

Da salvare anche “le reti solidali, di gruppi, associazioni, collettivi, che fanno la differenza e contribuiscono a far sentire le persone meno sole”, aggiunge. Da cambiare, invece, “la paura, che ha colto anche i bolognesi. Una paura che non ci fa andare avanti”, per cui all’amministrazione serve il “coraggio di portare avanti politiche contro la paura, coraggio nel riconoscere i luoghi e le esperienze che nascono” in questa città-laboratorio.

Per uscire dalla crisi pandemica servirebbe “una sferzata di gioia, perché ne abbiamo bisogno, ma soprattutto di incoraggiamento, che non dovrà riguardare una categoria di cittadini, ma tutte le persone, che hanno bisogno di sentirsi l’amministrazione a fianco”.

Chi sarà il prossimo sindaco? “Un identikit c’è già”, osserva Marcasciano, facendo riferimento alla vittoria alle primarie del centrosinistra di Matteo Lepore. “A me piacerebbe in futuro una sindachessa o una sindaca, perché questa città ha ruoli importanti gestiti da donne”, spiega la presidente del Mit, che non nasconde la sua predilezione per la vicepresidente della Regione, Elly Schlein. “Sicuramente la candidatura c’è e va benissimo, investiamo molto su di lui”, conclude.

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