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Bologna? Per Villalta serve un sindaco “esperto”, Masotti si candida ma non è abbastanza ‘umarell’

mandaloadire bologna
Il blogger e scrittore e l'ex giocatore di basket sono gli ospiti del format #mandaloaDiRE, che fa raccontare la città ai suoi protagonisti in previsione delle amministrative
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Montaggio video di Davide Landi

BOLOGNA – La città descritta in tre parole e altre tre per indicare come dovrebbe essere o come la si vorrebbe, una cosa da salvare e una da cambiare nei prossimi cinque anni. Infine, una proposta per rilanciare la città dopo il Covid e, immancabilmente, il pronostico su chi sarà il prossimo sindaco di Bologna. Cinque domande in tutto: cinque domande per “#mandaloaDiRE, la rubrica-format che l’Agenzia Dire avvia in vista del voto nel capoluogo dell’Emilia-Romagna.

Gli ospiti di questo appuntamento sono il blogger e scrittore Danilo Masotti e l’ex giocatore di basket e dirigente sportivo Renato Villalta.

MASOTTI: “SALVARE IL BRUCOMELA E PEDONALIZZARE VIA STALINGRADO”

Salvare il People Mover, “detto Brucomela“, trasformandolo “in un divertimento per grandi e piccini”. E pedonalizzare via Stalingrado “24 ore su 24”. Sono queste le idee per la Bologna dei prossimi cinque anni del blogger e scrittore Danilo Masotti, ospite della rubrica ‘#MandaloaDiRE’. Con il suo consueto e pungente umorismo, per descrivere la Bologna di oggi, Masotti sceglie tre parole: “Benessere, ‘patatini’ e troppi eventi”. Per il futuro, invece, “vorrei che fosse una città consapevole, low cost e giovane, pieni di giovani. In giro ci sono troppi vecchi“.

Secondo Masotti, poi, “una cosa assolutamente da cambiare nei prossimi cinque anni è non obbligare tutte le persone che lavorano su Internet, e che possono lavorare comodamente da remoto, ad andare a lavorare in ufficio. Quindi il divieto dell’obbligo di imporre alle persone di andare a lavorare in ufficio, se possono lavorare da casa“.

Al contrario, continua l’inventore degli Umarells,una cosa da salvare assolutamente nei prossimi cinque anni è il People Mover, detto Brucomela. Bisogna salvarlo, bisogna renderlo più ludico: un divertimento per grandi e piccini“.

Per rilanciare Bologna dopo il Covid, invece, “ho un progetto che porto avanti da tempo- spiega Masotti- la pedonalizzazione 24 ore su 24 di via Stalingrado. Un luogo dove si può andare solamente a piedi, ricco di divertimenti ed entertainment, dove si può fare di tutto. Sempre all’interno della legalità…”.

A conti fatti, dunque, chi è il sindaco ideale per Bologna? Lo scrittore non ha dubbi. “Il sindaco dei miei sogni, e credo anche della città, è Danilo Masotti– risponde- purtroppo però adesso Masotti ha solamente 53 anni e non è abbastanza maturo per fare il sindaco. Quindi quando Masotti comincerà ad avere 60 anni, ed essere in odore di pensione, potrebbe candidarsi sindaco. E sarebbe un bene per la città intera“.

VILLALTA: “TRATTENERE GLI STUDENTI E DIVENTARE UNA METROPOLI”

Lavorare con le imprese del territorio per riuscire a trattenere a Bologna i giovani che studiano all’Alma Mater, evitando che siano “dispersi fuori dalla città”. È una delle priorità per il futuro di Bologna secondo Renato Villalta, ex giocatore di basket della Virtus e dirigente sportivo, ospite della rubrica ‘#MandaloaDiRE’ per le prossime elezioni comunali. “Oggi vedo una città caotica e abbastanza sporca– dice Villalta- ma con una voglia e una speranza di cambiare. In futuro vorrei che ci fosse più attenzione su questi punti: che fosse più pulita, meno caotica e con più integrazione coi giovani, non come ora a spot, in particolare con gli studenti universitari”.

In questo senso, afferma Villalta, per i prossimi cinque o dieci anni “vorrei che ci fosse un sindaco molto bravo ad amministrare, che abbia esperienza per amministrare questa città difficile e che riesca a fare integrazioni e migliorie nel rapporto con l’Università, con i giovani, sul welfare e soprattutto con l’aspetto imprenditoriale locale. Perché tutti questi giovani che studiano all’Università possano rimanere sul territorio e non essere dispersi fuori dalla città di Bologna”.

Secondo Villalta, da salvare c’è “questa bolognesità e questa voglia di fare dopo il Covid”. Per rilanciare la città dopo la pandemia, dunque, “occorre sfruttare questa voglia di fare di tutti i bolognesi. C’è grande determinazione e voglia di socializzazione, chi ci amministrerà deve sfruttare questo fatto positivo e naturalmente portare a termine le migliorie per la città”.

Una cosa “assolutamente” da cambiare, invece, è “finire questo processo da città a metropoli– sostiene Villalta- che stiamo attraversando da qualche tempo, vivendone tutti i lati negativi e positivi. Nei prossimi cinque anni Bologna deve diventare una città metropolitana a tutti gli effetti”.

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