Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Papa Francesco: “L’eutanasia è un segno della cultura ‘usa e getta’ occidentale”

papa francesco
Il Pontefice: "I vecchi sono visti come una seccatura". Poi parla di "sicari" riferendosi all'aborto e nega di aver pensato alle dimissioni
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Quello che la Chiesa chiede è di aiutare le persone a morire con dignità. Ha sempre fatto così”. Così Papa Francesco, nell’intervista concessa a Radio Cope, l’emittente della Conferenza episcopale spagnola, affronta la questione dell’eutanasia, tornata alla ribalta delle cronache grazie alle recenti leggi emanate in Spagna e al referendum promosso in Italia.


La legalizzazione dell’eutanasia, per il Pontefice, è segno di quella “cultura dell’usa e getta” che domina in Occidente: “Ciò che è inutile viene scartato. I vecchi sono materiale usa e getta: sono una seccatura. Anche i malati più terminali; anche i bambini indesiderati e vengono mandati al mittente prima di nascere“. Ed è proprio questa “cultura dello scarto”, stigmatizzata a più riprese dal Papa, che provoca l’”inverno demografico” dell’Occidente e colpisce in particolare Paesi come l’Italia, dove l’età media è 47 anni. “La piramide si è invertita”, è il commento di Francesco. “La cultura demografica è in perdita perché guarda al profitto. Guarda a quello davanti… e a volte usando la compassione!”.

SULL’ABORTO: “È GIUSTO ASSUMERE UN SICARIO PER RISOLVERE UN PROBLEMA?”

E sul tema dell’aborto, Papa Francesco spiega: “Di fronte a una vita umana mi pongo due domande: è lecito eliminare una vita umana per risolvere un problema? È giusto assumere un sicario per risolvere un problema?”. Infine la salvaguardia del creato: il Papa rivela che spera di essere presente alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Cop 26) che si terrà dall’1 al 12 novembre a Glasgow: “In linea di principio, il programma è che io vada. Tutto dipende da come mi sento in quel momento. Ma, in realtà, il mio discorso è già in fase di preparazione, e il programma deve essere presente”.

“UN INFERMIERE MI HA SALVATO LA VITA”

Un tema che si lega a quello delle sue condizioni di salute, dopo l’intervento al colon dello scorso luglio. “Sono ancora vivo”, ha dichiarato il Pontefice, svelando che a “salvargli la vita” è stato un infermiere del servizio sanitario della Santa Sede, “un uomo con oltre trenta anni esperienza”, che ha insistito perché si operasse: “Mi ha salvato la vita! Mi ha detto: ‘Deve fare un’operazione'”. E questo, nonostante il parere contrario di alcuni che suggerivano invece una cura “con gli antibiotici”. Ora, proprio grazie all’intervento, il Santo Padre può fare una vita “totalmente normale”, mantenendo i ritmi fitti della sua agenda, compreso l’imminente viaggio in Ungheria e Slovacchia. “Posso mangiare tutto”, ha chiarito Francesco, prendendo “i medicinali adeguati”.

“MAI PENSATO ALLE DIMISSIONI”

Nel corso dell’intervista a Radio Cope, il Papa ha anche smentito le voci sulle sue dimissioni che si erano diffuse nelle scorse settimane. “Non mi è mai passato per la testa… Non so da dove abbiano preso l’idea che mi sarei dimesso! Mi hanno anche detto che la settimana scorsa era di moda”, ha ironizzato Francesco. “Io non ne avevo idea perché qui leggo solo un giornale al mattino, il quotidiano di Roma. Non guardo la televisione. E ricevo, sì, più o meno il resoconto delle notizie del giorno, ma ho scoperto molto più tardi, qualche giorno dopo, che c’era qualcosa sulle mie dimissioni. Ogni volta che un Papa è malato c’è sempre una brezza o un uragano di Conclave“.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»