Continua il duello tra Di Maio e Salvini per la testa di Siri

Nel M5S tutti si dicono sicuri che la partita, stavolta, la vincerà il vicepremier Luigi Di Maio
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ROMA – Alla fine il sottosegretario della Lega, Armando Siri, si dimetterà e uscirà dal Governo. Nel M5S tutti si dicono sicuri che la partita, stavolta, la vincerà il vicepremier Luigi Di Maio. Toccherà al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sbrogliare la matassa, trovare le parole giuste per convincere Capitan Salvini, che fino all’ultimo si batterà per difendere la testa, e la poltrona, del suo uomo. Ma la questione va risolta in tempi rapidi, perché le elezioni Europee del 26 maggio si avvicinano e la Lega non può ritrovarsi ogni giorno con tutti i media che parlano del caso Siri, indagato per corruzione e affari con uomini della mafia. Nel Movimento sono certi, il presidente del Consiglio ha già deciso e sicuramente terrà conto della richiesta che viene dal M5S, socio di maggioranza, che non vuole vie di mezzo ma le dimissioni. La tensione tra Lega e M5S è destinata a salire ancora. Sul tappeto, tra le tante, la questione dell’Autonomia rafforzata chiesta dal Veneto e dalla Lombardia, che a suo tempo hanno chiamato pure i cittadini ad esprimersi con un referendum. Su questo la Lega non può tornare indietro ed è decisa a stanare l’alleato di Governo. Oggi il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha parlato in modo chiaro: se il M5S non vota la riforma allora il contratto è sciolto e… addio Governo. Posizione sostenuta anche dal collega della Lombardia. Questione spinosa e piena di insidie anche per il leader Matteo Salvini, che mai e poi mai potrebbe mettersi contro i popoli del Nord.

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30 Aprile 2019
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