FOTO | VIDEO | Al via l’abbattimento della Vela verde a Scampia, de Magistris esulta: “Abitanti 3, camorra 0”

Ci vorranno circa 200 giorni per buttarla giù: "Sono queste le ruspe che ci piacciono"
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Foto di Giovanni Gambini

NAPOLI – Sono partiti oggi i lavori di abbattimento della Vela verde, a Scampia.

“Queste sono le ruspe che ci piacciono”, ha commentato Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, in occasione dell’avvio dei lavori.

 

L’ex pm rimarca “la voglia di abbattere quell’immagine che qui era Gomorra e camorra” perché a Scampia “c’è l’umanità che ha resistito nonostante il degrado”.

La demolizione “ha una potenza forte, anche se c’è ancora tanto da fare”. Il percorso è durato anni e il primo cittadino lo sottolinea quando dice “solo io avrò fatto, con il Comitato, 40-50 incontri. Pensate quanti altri ne hanno fatto gli assessori e i consiglieri”. Questa, conclude, “è la dimostrazione che a Napoli si vince”.

“Abitanti delle Vele 3, camorra 0”, ha poi aggiunto de Magistris. “Oltre a dedicarlo – spiega – a tutti i bambini della città e in particolare a Noemi, vorrei che, almeno oggi, questo facesse più rumore di un colpo di pistola. È un passo che porterà alla rigenerazione totale. L’abbattimento è un pezzo: l’obiettivo strategico è la riqualificazione”.

Ci sono già “le ruspe che stanno alzando i primi cespugli: da oggi, ufficialmente, inizia la demolizione”, commenta, con l’Agenzia Dire, Monica Buonanno, assessora al Diritto all’abitare del Comune di Napoli.

“Per noi – prosegue Buonanno – è un grande giorno, così come lo è per la città, per i cittadini, per il popolo di Scampia e per il Comitato Vele. Abbiamo dimostrato di potercela fare contro tutto e contro tutti, contro lo stigma e contro chi ci ha messo i pali. Processi amministrativi innovativi, volontà degli abitanti di Scampia e del Comitato, hanno fatto – conclude – la vittoria di questa giornata”.

 

“L’abbattimento della Vela verde porterà alloggi dignitosi ai residenti e sfida la criminalità: da domani comincia un percorso ambizioso, il cantiere ha massimo 180 giorni per abbattere tutto l’edificio. Poi passeremo alla Vela gialla e alla rossa”,  ha dichiarato alla Dire il consigliere del Comune di Napoli Eleonora de Majo (demA) a margine dell’avvio dei lavori di abbattimento della Vela verde di Scampia.

“Per la Vela celeste c’è già un finanziamento cospicuo: la ristruttureremo per farne la sede della Città metropolitana”, continua de Majo, “ma c’è bisogno che tutti i livelli istituzionali lavorino insieme perché frizioni e disinteresse rallentano i tempi”.

“Sono contenta dell’abbattimento, ormai si è capito che il degrado esterno di queste case rovina anche le famiglie e gli individui”. Così parla alla Dire nel giorno dell’avvio del cantiere per l’abbattimento della Vela verde suor Michelina delle suore della Provvidenza, congregazione da anni presente a Scampia con attività di supporto educativo e sociale.

La congrega lavora con i minori del territorio grazie a un centro polivalente che accoglie bambini da tre mesi a tre anni, sia napoletani che rom. Michelina, trentina di Mezzano del Primiero, è a Scampia da poco più di un anno la sua esperienza di condizioni di disagio sociale e povertà l’ha avuta essendo stata venti anni fra Romania e Moldavia. “Mi trovo benissimo, qui a Napoli si entra subito in sintonia con la gente. Tante famiglie sono brave e integrate, ma altre non riescono a sollevarsi da questa assoluta povertà. La mia permanenza qui non dipende da me, ma potendo scegliere starei qua sempre”, conclude la religiosa.

“I tempi contrattuali per eseguire l’intervento sono circa 200 giorni“. Così Nicola Salzano De Luna, ingegnere della società di progettazione Servizi integrati, a margine della conferenza stampa per l’avvio dei lavori di abbattimento della Vela verde di Scampia. “Ci saranno delle attività propedeutiche – spiega – come lo sgombero dei rifiuti impropri (arredi, elettrodomestici) che toglieremo insieme ad Asìa. Poi ci sarà un’attività di bonifica dall’amianto, ci sono alcuni pannelli che furono messi nell’edificio quando fu realizzato. Dopo aver tolto i materiali non riciclabili, inizierà la vera fase di demolizione ‘controllata’: grazie alle esperienze ‘negative’ del passato, verrà usato un grosso macchinario, che ha uno sbraccio fino a 50 metri, all’estremità del quale c’è una pinza demolitrice in grado di frantumare, con grande disinvoltura, il materiale di cui è composta la vela. Tutto il materiale, poi, verrà usato per colmare i vuoti dei due livelli interrati”. “L’area recuperata – aggiunge – verrà destinata a parcheggio e area per attrezzature sportive, fino a quando poi non sarà bandito un concorso internazionale di progettazione che prevede il rinsediamento delle stesse cubature, ma con destinazioni – conclude – non solo abitative”.

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13 Maggio 2019
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