Politica

Pd, faccia a faccia tra Renzi e Martina. Chiesto il rinvio dell’Assemblea nazionale

ROMA –  “Ho chiesto al Presidente Matteo Orfini di posticipare l’Assemblea nazionale prevista per il 21 aprile, stante la nuova fase istituzionale determinata dall’incapacita’ delle forze che hanno prevalso il 4 marzo di dare al Paese una concreta ipotesi di Governo. A questo punto il PD deve continuare a concentrare unitariamente tutte le proprie energie su questa situazione, nell’interesse generale del Paese, seguendo l’impegnativo lavoro del Presidente Mattarella”. Cosi’ il Segretario reggente del Pd Maurizio Martina.

MARTINA A FAVORE RINVIO DELL’ASSEMBLEA, CON LUI ANCHE AREADEM

 Lo spettro del voto torna a incunearsi nel Pd alla vigilia dell’assemblea del 21 aprile. Giorni di incontri, parallelamente alle consultazioni al Colle. Ma al termine di una convulsa fase di incontri e riunioni, il Pd decide per il rinvio dell’assemblea nazionale. D’accordo, a quanto apprende l’agenzia Dire, anche il reggente Maurizio Martina. L’esito delle trattative al Quirinale condiziona anche la vita del Pd. Ieri Dario Franceschini e Lorenzo Guerini si sono riuniti a lungo alla Camera. Stamattina il faccia a faccia tra Maurizio Martina e Matteo Renzi. Si lavora per una ricomposizione, in vista di una chiamata in causa quando il presidente della Repubblica conferira’ l’incarico per la formazione del governo. “A questo punto che senso ha dividersi in assemblea? Chiedere il congresso, procedere all’elezione di un segretario che sia Martina o un altro? Stoppiamo tutto fino a quando non sara’ chiaro se ci sara’ un governo e che tipo di governo”, e’ la richiesta di parte renziana. In termini pratici l’assemblea potrebbe slittare dal 21 aprile a maggio inoltrato, se non a giugno. 

Per le opposizioni di sinistra, tuttavia, la richiesta dei renziani nasconde il timore che alla fine non si riesca a formare un governo e che si proceda invece verso un nuovo turno elettorale, in autunno o in primavera con le europee. “Renzi non vuole la riconferma di Maurizio Martina perche’ teme che sara’ lui a fare le liste- spiegano fonti orlandiane- la verita’ e’ che vede gia’ il voto”. Chiarezza e nessuno slittamento e’ la richiesta che arriva anche da Campo democratico e dall’area Emiliano, che vogliono mantenere l’appuntamento del 21 aprile. Nel pomeriggio, spiegano fonti di minoranza all’agenzia Dire, il reggente Maurizio Martina ha sentito gli esponenti delle minoranze interne, il cosiddetto ‘correntone’, per confrontarsi con loro in vista dell’assemblea. A quanto si apprende, Areadem a differenza della sinistra interna, non sarebbe contraria al rinvio dell’assemblea. Sarebbe anzi questo un modo per svelenire il clima e arrivare con piu’ serenita’ all’appuntamento delle trattative per il governo. Un modo per tenere fede all’impegno preso al Quirinale, di sostenere lo sforzo del presidente Sergio Mattarella. E cosi’, a quanto apprende la Dire, la pensa anche il segretario reggente Maurizio Martina che condivide l’afflato unitario di chi chiede di non enfatizzare le divisioni del Pd in una fase tanto delicata per il Paese.

Incontro chiarificatore tra Matteo Renzi e Maurizio Martina in vista delle trattative sul governo e dell’assemblea nazionale dem del prossimo 21 aprile

A quanto apprende l’agenzia Dire il segretario reggente e l’ex segretario del Pd si sono incontrati stamattina a Roma.

Un lungo faccia a faccia che arriva dopo giorni di tensione in casa dem e in particolare dopo la riunione dei renziani della scorsa settimana.

A quanto si è appreso si è alla ricerca di una intesa sullo svolgimento dell’assemblea che dovrebbe confermare Maurizio Martina segretario fino al prossimo congresso.

“Sarebbe la soluzione più logica, altre sarebbero una bomba nucleare su un partito già messo male”, spiega un dirigente Dem. Il punto è quando si svolgerà il Congresso. Non tra sei mesi come vorrebbero i ‘renziani’, nemmeno fino alla scadenza (3 anni) visto che il segretario uscente era stato appena riconfermato. Possibile una convergenza sulla durata di un anno, con un congresso a ridosso delle prossime elezioni europee di fine maggio 2019, una scadenza in grado di galvanizzare il popolo e gli elettori Dem.

VERSO RINVIO ASSEMBLEA A DOPO FORMAZIONE GOVERNO

Il Pd sceglie di non dividersi. A quanto apprende l’agenzia Dire sta maturando in larghi settori del partito la richiesta di un rinvio dell’assemblea nazionale prevista per il 21 aprile.

Le discussioni di questi giorni hanno portato alla comune determinazione di rinviare il confronto interno, e il possibile avvio della fase congressuale, a quando sara’ terminata la partita del governo.

ZAMPA: RINVIO ASSEMBLEA? NON CREDO SIA UTILE

Sinceramente penso che i rinvii non sono utili a nessuno. Ma soprattutto che non sono necessari”. Lo dice Sandra Zampa, intervistata dall’Agenzia Dire, commentando le ipotesi di un probabile rinvio dell’Assemblea Pd del 21 aprile.

“Non credo che si possa rinviare- osserva l’ex vice presidente dell’Assemblea del partito – e non credo che l’Assemblea confligga con il percorso di formazione del nuovo Governo. L’Assemblea nazionale è un luogo dove si deve discutere di che cosa è successo al Partito democratico, del perchè le cose sono andate cosi’ male da risultare una Caporetto e tentare di avviare un percorso che porti al rinnovamento dei vertici”.

Per Zampa le strade da percorrere sono due: “O decidiamo se vogliamo avviare un percorso congressuale subito, oppure decidiamo di confermare Martina, per tempi che ovviamente non sono gli anni previsti per la durata del segretario. Una terza ipotesi da verificare sempre in assemblea, e’ se ci sono quelli che vogliono avanzare una propria candidatura. Una cosa e’ certa, l’assemblea e’ il luogo più importante che noi abbiamo“.

PARRINI: RINVIARE ASSEMBLEA, FUORI LUOGO FARLA ORA

“In un contesto politico come quello che stiamo vivendo, la discussione se fare o no il congresso del Pd, e se si quando, è del tutto fuori luogo. Per questo penso che dobbiamo rinviare l’assemblea nazionale del 21. E che non farlo sarebbe poco responsabile”. Lo afferma il senatore dem Dario Parrini.

“Il Paese è in stallo- sottolinea il parlamentare vicinissimo a Matteo Renzi- a causa dei poco decorosi balletti messi in atto dai vincitori dalle elezioni. All’orizzonte si stagliano complicate sfide internazionali. Il Capo dello Stato al termine del secondo giro di consultazioni ha sottolineato accoratamente la delicatezza di questo momento politico. In una situazione come quella attuale, tenere comunque l’assemblea del Pd sarebbe davvero fuori luogo”

 

13 aprile 2018
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