Droga, maxisequestro di 8 milioni di dosi di hashish a Napoli

NAPOLI – “E’ il più grosso quantitativo di droga mai sequestrato in una sola città“. Così Gianluigi D’Alfonso, comandante provinciale della guardia di finanza di Napoli, illustrando i dettagli di un’operazione antidroga delle Fiamme gialle, che ha portato al sequestro di 8 tonnellate di hashish. La droga sarebbe stata confezionata in oltre 8 milioni di dosi che avrebbero fruttato alle organizzazioni criminali oltre 80 milioni di euro dopo la vendita al dettaglio. 

Probabilmente, era riservata al mercato napoletano dei quartieri dell’area nord, Scampia e Secondigliano, come a Pianura e al Rione Traiano 

“Questo tipo di droga è destinato a una clientela di giovanissimi. E’ un’operazione importante anche perché siamo riusciti a sottrarre tanti giovani all’arrivo di un fiume di droga”, sottolinea D’Alfonso. L’operazione è stata condotta in via Santa Maria Della Pietà, una zona centrale della città, nella quale si trova il cimitero di Poggioreale. In quella strada, gli uomini delle fiamme gialle sono intervenuti in un capannone dove, in 12 bancali di legno, era stata custodita la sostanza stupefacente. Oltre alla droga, è stato sequestrato anche l’intero capannone ed è stato arrestato un uomo di 47 anni, il titolare dell’impresa. Per la guardia di finanza, quest’operazione “infligge anche un colpo durissimo al traffico di droga – continua il comandante provinciale -. Sono in corso indagini coordinate con la Dda per verificare a quali organizzazioni apparteneva la droga”. 

Probabilmente, visto il quantitativo così ingente, si tratta di più clan

“Napoli è una piazza di snodo dello spaccio: la camorra investe in stupefacenti ma poi diversifica anche l’attività criminale, reinvestendo i proventi dello spaccio in altre attività illegali”. L’hashish proveniva dal Marocco e aveva raggiunto la Spagna via nave. Poi, era stata trasportata via terra, su dei tir, fino a Napoli. Si indaga, quindi, anche su una rete internazionale che gestiva il mercato della droga. “Le organizzazioni criminali si avvalgono anche di contatti con l’estero. E’ l’area sotto controllo, in questo caso, è quella spagnola. La guardia di finanza – precisa D’Alfondo -, attraverso indagini internazionali, potrà ricostruire anche la rotta internazionale della droga”.

9 Aprile 2018
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