Agli Oscar 2018 vincono i ‘diversi’

ROMA – Oscar 2018 nel segno degli outsider. Da “La forma dell’acqua” a “Chiamami col tuo nome”, passando per “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” è la diversità a farla da padrone. In un mondo che sempre più tende ad alzare muri e barriere, l’Academy sembra schierarsi e gridare “Time’s up”. Tempo scaduto, e non solo per ciò che riguarda le molestie sulle donne, ma anche per qualsiasi altro tipo di discriminazione. Un manifesto, proprio come quelli appesi in Missouri per chiedere giustizia da Mildred Hayes.

Le donne forti degli Oscar 2018

E proprio Mildred Hayes, interpretata da una magnifica Frances McDormand, (Oscar 2018 come migliore attrice protagonista per “Tre manifesti a Ebbing, Missouri”), è l’emblema di quel desiderio di riscatto femminile che sta infiammando Hollywood. Un’eroina sui generis che si fa largo a colpi di molotov e parolacce, che non ha bisogno di essere difesa ma si fa giustizia da sola. A temerla anche l’agente razzista Dixon, personaggio controverso almeno quanto quello della protagonista, per il quale Sam Rockwell ha vinto la statuetta di Miglior attore non protagonista.

Ma Mildred non è l’unica donna fuori dagli schemi degli Oscar 2018, ci sono anche Marion McPherson (Laurie Metcalf) e sua figlia Christine (Saoirse Ronan) di Lady Bird e la pattinatrice Tonya Harding (Margot Robbie) con la sua cattivissima madre Lavona Golden, Allison Janney, a cui è andata la statuetta per la migliore attrice non protagonista. E non dimentichiamoci Katharine Graham (Meryl Streep), la prima donna alla guida del The Washington Post.

“La forma dell’acqua” capolavoro indiscusso di diversità

Più pacata ma anche lei decisamente risoluta e capace di atti sovversivi è Elisa (Sally Hawkins), protagonista de “La forma dell’acqua”, diversa per eccellenza di questa edizione degli Oscar. La sua storia d’amore con la creatura anfibia del film di Guillermo Del Toro ha conquistato il cuore di pubblico e critica e ha portato la pellicola ad aggiudicarsi 4 premi Oscar tra cui Miglior film e Miglior regia. Che “La forma dell’acqua” sia il miglior film dell’anno non è così facile stabilirlo, visti gli altri meritevoli titoli in gara, certo è che è questo il film che meglio incara lo spirito della Hollywood di oggi. Indiscutibile invece il riconoscimento al regista, che ha diretto magistralmente la sua favola dark. Regista la cui nazionalità messicana ha rappresentato un ulteriore fattore di diversità a sostegno della pellicola.

Infatti, mentre il presidente degli Stati Uniti prosegue la sua battaglia per la costruzione del muro che dividerà gli Stati Uniti dal Messico, Hollywood ogni anno si diverte a tirare una picconata per distruggere questa barriera, per fortuna ancora immaginaria. E quest’anno di colpi inferti a quel muro ce n’è stato più di uno, grazie anche al film d’animazione Disney “Coco”, pellicola con protagonisti lo spirito e i colori del popolo messicano. Al film è andato il riconoscimento per il Miglior film d’animazione e la Miglior canzone originale.

L’amore universale

Last but not least in termini di diversità l’emozionante “Chiamami col tuo nome”. Il film, candidato a 4 premi Oscar, storia d’amore di un ragazzo omossessuale,  ha conquistato la statuetta per la Miglior sceneggiatura non originale, andata a James Ivory. Riconoscimento più che dovuto, visto che la vera forza di questa pellicola risiede proprio nella storia, portata egregiamente sul grande schermo da Luca Guadagnino. Una storia che racconta un’emozione universale, quella del primo amore, che, senza distinzioni e con le stesse dinamiche, altera i sensi e annebbia le menti di tutti.

5 Marzo 2018
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