Coni, Malagò: “Mi ricandido, ma sono stati quattro anni complicati”

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Giovanni Malagò si ricandiderà alla presidenza del Coni: "Il mondo dello sport me lo chiede"
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ROMA – “Sono stati quattro anni molti complicati, con energie fisiche e mentali spese pazzesche. Mi sono scoperto una persona molto più paziente: i pochi che in Giunta – soprattutto negli ultimi due anni – non mi hanno certo regalato qualcosa sotto il profilo del consenso e della fiducia, mi hanno aiutato a rappresentarmi meglio e mi hanno dato una lezione di vita sulla conoscenza delle persone, soprattutto per avere avuto a che fare con certi soggetti e certe prese di posizione, legittime dal loro punto di vista”. Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, nella conferenza stampa al termine della Giunta di oggi al Foro Italico, l’ultima prima delle elezioni del 13 maggio a Milano.

Malagò ha poi affrontato le ragioni alla base della sua ricandidatura alla presidenza del Coni, per il terzo mandato. “Onestamente penso che il mondo che rappresento ne sia contento e me lo ha anche chiesto. In questi quattro anni, anche quando c’è stato il momento più complicato di tutti per me e per il Coni, in un Consiglio nazionale eravamo 66 presenti ho preso 8 voti contrari. Credo che il modo in cui ho difeso il Coni sia stato apprezzato”, ha voluto sottolineare Malagò. Tracciando un bilancio della sua gestione al Coni, prima del voto del 13 maggio a Milano, il presidente ha voluto ricordare il momento più bello – “sicuramente il 24 giugno del 2019, giorno in cui abbiamo ottenuto i Giochi di Milano Cortina” – e il momento più difficile e brutto: “La sera che abbiamo scoperto alle 11.30 di sera che con 5 righe inserite in una finanziaria sarebbe stato cambiato il nostro mondo”. Infine, un commento alla decisione di Franco Chimenti, attuale presidente della Federgolf e suo fedelissimo, di candidarsi proprio a suo sostegno. “E’ stata condivisa e supportata al 100%. Lo ha fatto perché non essendo candidato in Giunta, nel Consiglio nazionale del 12 maggio a Milano non avrebbe potuto parlare e raccontare la sua esperienza e quanto ha fatto in questi anni”.

NEL 2020 IL BILANCIO CHIUDE CON UN UTILE DI 4 MILIONI

La Giunta Nazionale del Coni ha proceduto a deliberare il bilancio consuntivo 2020, per la successiva approvazione da parte del Consiglio Nazionale prevista per il 12 maggio a Milano. Il bilancio chiude con un utile di 4,1 milioni di euro, sostanzialmente ascrivibile alla riduzione del corrispettivo del contratto di servizio emersa in sede di rendicontazione finale ed al risultato dei Comitati Regionali CONI, migliorativo rispetto ai dati previsionali. La Giunta delibera di destinare in modo vincolato 3,9 milioni dell’utile per la copertura degli oneri di spesa futuri legati agli interventi sugli impianti sportivi e/o sulle strutture dei Centri di preparazione olimpica di Roma, Formia e Tirrenia, trasferiti nella proprietà del CONI dal 2021 in base al D.L. 5/2021.

In applicazione dell’art. 110 del D.L. 104/2020, la Giunta ha deliberato altresì la rivalutazione dei marchi CONI, sulla base delle risultanze di una perizia affidata ad un esperto esterno all’uopo precedentemente incaricato dalla stessa, determinando un saldo di rivalutazione (al netto dell’imposta sostitutiva) di 22,3 milioni, incrementando pertanto il patrimonio netto del CONI per tale importo (in particolare la quota relativa al fondo di dotazione) da 51,7 a 78 milioni di euro.

Per il resto del bilancio, si registra la riduzione del valore per diverse componenti economiche positive e negative – il valore della produzione e il costo della produzione decrementano rispetto al 2019 per 67,5 milioni e per 61,4 milioni, a completamento del processo, già avviato nel 2019, introdotto dalla Legge di bilancio dello Stato 2019 che ha disposto il passaggio delle competenze di spesa in materia di finanziamento agli Organismi Sportivi (unitamente a parte del contributo statale) dal CONI a Sport e salute.

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