1 Maggio, Rizzetto (Fdi): “Smart working non diventi schiavitù”

Walter Rizzetto, deputato di Fdi: "Il mercato sta cambiando perché un virus così piccolo ma insidioso ha distrutto"
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ROMA – Il coronavirus porterà “inevitabilmente” una maggiore precarietà nel mondo del lavoro. Per affrontarla bisogna aumentare i diritti dei lavoratori e dei datori di lavoro, per esempio modificando il jobs act e il decreto ‘dignità’ o correremo il rishio che una “grande opportunità” come lo smart working si trasformi ina una “nuova schiavitù”. Per Walter Rizzetto, deputato Fdi, “il mercato del lavoro cambierà notevolmente, perché era cambiato già prima della crisi dovuta al covid-19”.

Interpellato dall’agenzia Dire, Rizzetto osserva: “Attualmente il mercato sta cambiando perché un virus così piccolo ma insidioso ha distrutto, per esempio, l’architrave della globalizzazione nel mondo. Sarà inevitabile purtroppo una maggiore precarietà, perché già prima della crisi del covid-19 c’era ampia precarietà: pensiamo per esempio quello che stava succedendo rispetto alla robotizzazione stessa dei posti di lavoro”.

Quindi? “Dobbiamo essere assolutamente in linea con i tempi– ragiona Rizzetto- dobbiamo modificare le discipline vigenti, aumentando i diritti ancora una volta dei lavoratori e anche e soprattutto i diritti dei datori di lavoro, cui pochi pensano. Dobbiamo modificare discipline quali il Jobs Act che di fatto comprimevano i diritti; dobbiamo modificare il decreto dignità che ha messo soltanto i bastoni fra le ruote delle aziende e al lavoro che vogliono portare avanti”.

Per Rizzetto “dovremo quindi essere bravi a rendere più agile, concreto e sviluppabile sia il mercato del lavoro sia la formazione sia l’incontro fra la domanda e l’offerta, evitando insidie che permettono per esempio al cosiddetto smart working, che è una grande opportunità, di diventare semplicemente un lavoro a chiamata, una nuova schiavitù. Dovremo essere bravi, in una cornice europea sempre più matrigna, ridisegnare anche il welfare, in una cornice del mercato del lavoro sempre più aggressiva. Penso per esempio alla parità salariale tra uomo e donna che ancora non è raggiunta”.

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30 Aprile 2020
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