Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Terrorismo, Amri con la sua rete progettava un attentato alla Metro B di Roma

Il piano progettato nel Centro Islamico di via Caschio a Latina durante il Ramadan
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Anis Amri l’autore della strage di Natale ai mercatini di Berlino voleva colpire anche l’Italia. Nel mirino del tunisino e della sua rete terroristica la Capitale, con un attentato da mettere in atto nella stazione della metropolitana B Laurentina. A rivelarlo La Repubblica. Del piano da attuare Amri e i suoi connazionali discussero più volte nel giugno del 2015, nel Centro Islamico di via Caschio a Latina. Nel mirino “gli infedeli” da punire. A raccontare degli incontri tra i sei tunisini e Amri alla procura di Roma e la Digos Montassa Yaakoubi, un connazionale dell’attentatore ucciso a Sesto San Giovanni (Milano) nel 2016. La rivelazione è avvenuta nel luglio del 2017 quando Yaakoubi, arrestato per spaccio, decise di raccontare cosa avveniva nel Centro Islamico di via Caschio durante il Ramadan. L’indagine durata otto mesi è terminata con i cinque arresti di ieri avvenuti tra Roma e Latina. Yaakoubi ha dichiarato di non sapere per quale ragione l’attentato che avrebbe dovuto avere luogo a Roma non fu mai realizzato.

Leggi anche Terrorismo, arresti tra Roma e Latina: colpita la rete dell’attentatore di Berlino

 

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»