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Reggio Calabria, Oliverio: “Tendopoli San Ferdinando è un lager”

Questa mattina si è tenuto il tavolo sull’emergenza tendopoli di San Ferdinando
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REGGIO CALABRIA – “E’ un lager, è disumano oggi mantenere quell’area nel nostro Paese e nella nostra regione. Siamo disponibili a mettere in campo risorse per accompagnare i processi di integrazione e accoglienza diversa da quella praticata nel lager di San Ferdinando”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, oggi a Reggio Calabria per il tavolo sull’emergenza tendopoli di San Ferdinando, istituito in Prefettura. Si torna a parlare della tendopoli di Rosarno a seguito di un nuovo incendio che ha provocato la morte di una giovane donna nigeriana e il ferimento di altre due.

“Occorre determinare maggiori sinergie e specificare le competenze che vanno esercitate – ha aggiunto Oliverio – c’è una competenza dello Stato sui temi dell’immigrazione, da parte nostra abbiamo attivato un cordone sanitario con le Aziende sanitarie provinciali, le Asp. Siamo pronti anche ad altri interventi, ognuno per la propria parte, ma sotto il coordinamento dello Stato e delle prefetture”.

Siamo di fronte ad un paradosso, siamo in presenza di un modello, come quello di Riace, che rischia di essere soffocato dalle impostazioni burocratiche, mentre poi cresce il campo di San Ferdinando. Burocrazia che va superata. Il sindaco di Riace – ha ricordato il governatore – mi ha confermato che la ragazza morta tragicamente qualche giorno fa a San Ferdinando, fino al cinque gennaio era a Riace. La spirale burocratica ha determinato la condizione per cui quella donna da Riace è finita a San Ferdinando. Non sarà stata questa la ragione della sua morte, però il dato di fondo è questo: praticare l’accoglienza significa avere una visione di sostegno alle realtà che l’accoglienza la praticano”.

IL PREFETTO: MESSO AL SICURO 700 PERSONE

“Tutti chiedono dignitosa accoglienza per gli extracomunitari e noi non possiamo che concordare su questa linea. Voglio però fare una piccola premessa, noi non partiamo dall’anno zero. Nell’ultimo anno abbiamo posto in sicurezza circa 700 persone nella nuova tendopoli e in un capannone. Certamente si dirà che non è il massimo ma c’è anche la possibilità di altre iniziative”. Lo ha affermato il prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, intervenendo oggi al tavolo sull’emergenza della tendopoli di San Ferdinando.

Dobbiamo togliere dalla mente quell’area– ha aggiunto Bari- che è diventata il simbolo negletto di un’accoglienza che non deve avvenire. Gli sforzi sono tanti, ancora non adeguatamente sufficienti per dare dignità a tutti. Il progetto che stiamo portando avanti – ha concluso – riguarda la messa a punto di un sistema di accoglienza capace di dare dignità”.

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