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ROMA - Le tre punte funzionano, perchè cambiarle? E c'è anche la "quarta gamba", riserva utile per un po' di
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ROMA – Le tre punte funzionano, perchè cambiarle? E c’è anche la “quarta gamba”, riserva utile per un po’ di tourn over e- chissà- per una grande coalizione.

Salvini, Meloni e Berlusconi sono comunque convinti di poter avere la maggioranza in parlamento e di poter formare un governo. Poco contano le proiezioni che li danno intorno ai 260 – 280 seggi, quota ben lontana dai 316 seggi necessari per dominare la Camera: Berlusconi ha già saputo stupire in campagna elettorale e il duo Salvini-Meloni sembra viaggare con il vento in poppa.

Silvio Berlusconi è tornato a vestire i panni dello statista liberale, con annessa promessa di un drastico taglio delle tasse. Il vocabolario antico viene rispolverato, con i grillini che prendono il posto del vecchio nemico di sempre: “i comunisti”. L’Europa può stare tranquilla, l’avversario da battere sono loro: l’exit strategy di un governo tecnico è già pronta.

Uguale a se stesso dal 1994, il centrodestra deve però fare i conti con una novità: il leader della Lega (ex ‘Nord’) non ci sta a fare la semplice spalla dell’alleato di sempre, alza la voce rivendicando il “prima gli italiani” e tallona Forza Italia nei sondaggi. Se prendesse un voto in più, minaccia, fare il governo spetterebbe a lui.

Dalla legge Fornero all’Euro fino alla lite sui vaccini, le differenze tra l’ex cavaliere e il ‘duo sovranista’ Salvini-Meloni sembrerebbero insormontabili. L’unica cosa che li mette d’accordo è che, uniti, la possibilità di vittoria è concreta: il centrodestra unito ha già governato, e a lungo, questo Paese. In caso contrario, tana libera tutti.

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