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Travaglio M5S, l’Italia rischia lo stallo in attesa del parto

consiglio ministri
L'editoriale di Nico Perrone per DireOggi
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ROMA – Da una parte i problemi e le urgenze del Paese; dall’altra, il travaglio del M5S che deve decidere la nuova linea politica e chi comanderà il Movimento. Molti parlamentari, a livello trasversale, vedono il rischio di uno stallo sostanziale, a partire dallo svolgimento dei lavori parlamentari. «Soprattutto al Senato bisogna vedere chi resterà nel gruppo M5S e chi invece se ne andrà con Di Battista», spiega un Dem. A Palazzo Madama la situazione è delicata, perché la maggioranza ha pochi voti di scarto. Al momento quelli del M5S dati in uscita sono 3-4, numeri che si possono gestire con l’aiuto dei cosiddetti ‘responsabili’, parlamentari pronti a sostenere il Paese e… il posto fino all’ultimo. Nessuno vede elezioni anticipate, dopo la partita delle regionali e del referendum adesso tutte le forze politiche, anche quelle di opposizione, sono concentrate sulle prossime comunali di primavera. Si decideranno i nuovi sindaci delle maggiori città italiane, a partire da Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli. Ed è proprio questa la partita che sarà al centro della decisione che dovrà prendere il M5S. Alleanza strutturale col Pd, principale alleato di Governo; oppure, come si è visto alle regionali, decideranno i ‘locali’? Altra grana, in caso di alleanza col Pd, come rimuovere la ri-candidatura della sindaca di Roma, Virginia Raggi, sostenuta da un pezzo del M5S e che i Dem proprio non considerano, giudicandola il primo problema di Roma. Sottotraccia si parla di accordi, magari con Torino e Napoli (qui si fa il nome di Roberto Fico, ora presidente della Camera) che resterebbero nell’orbita M5S, le altre ai Dem o a personalità di area. Per quanto riguarda il centrosinistra a Roma, nonostante il suo ‘no’, si continua a puntare su David Sassoli, presidente del Parlamento europeo. Per molti in casa Dem sarebbe il candidato perfetto per gestire non soltanto il rilancio della Capitale, con le risorse che già il Governo sta preparando, ma soprattutto il Giubileo del 2025. Un appuntamento mondiale, che un sindaco con forti legami dentro il Vaticano saprebbe gestire al meglio. In attesa che il M5S decida.

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