Report del Consiglio grande e generale del 28 aprile – mattina

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Durante la mattinata prosegue il dibattito sugli emendamenti al “Decreto – Legge 17 aprile 2020 n.62 – Misure urgenti di contenimento e gestione dell’emergenza da COVID-19” con il botta e risposta tra maggioranza e opposizione. Non passa l’emendamento di Libera per l’introduzione di “misure straordinarie a sostegno delle famiglie”. Con questo emendamento, spiega Vladimiro Selva (Libera), “proponiamo di dare la possibilità ai lavoratori di usufruire, per comprovate esigenze legate alle condizioni familiari, della Cassa integrazione guadagni fino a quando i servizi socio – educativi non saranno nuovamente aperti”. Inoltre “prevediamo una delega al Congresso di Stato che regolamenti il rapporti in una maniera più semplificata per l’assunzione di baby – sitter. Si stabilisce inoltre che non costituisce assembramento la presenza contemporanea in luoghi pubblici di persone facenti parte del medesimo nucleo famigliare”. Dal Segretario di Stato Roberto Ciavatta arriva uno stop.“Riguardo la baby sitter, è problematico il principio che non è necessario il contratto di lavoro per motivi ad esempio assicurativi. La maggior parte dei contagi avviene in ambito familiare, non dobbiamo dimenticarlo”. “E’ un ragionare tra sordi – osserva Pasquale Valentini (Pdcs) -. Qui stiamo parlando della ratifica di un decreto che tra alcuni giorni non sarà più in vigore”. La questione dei test sierologici ai membri del Consiglio riaccende per un attimo lo scontro andato in scena nella giornata di ieri. “Come possiamo garantire che una baby sitter rispetti il distanziamento sociale all’interno di una abitazione? La proposta arriva da un’opposizione che ha chiesto di rendere obbligatori i test sierologici ai consiglieri” dice il Segretario di Stato Andrea Belluzzi. “Siete rimasti solo voi a ritenere non necessari presidi e controlli: chiedetevi perché abbiamo queste percentuali di persone positive al virus” ribatte Rossano Fabbbri (Libera). Bocciato poi un altro emendamento di Libera, relativo agli incentivi per il lavoro a domicilio.

Toni accesi anche sugli emendamenti di Repubblica Futura relativi alla Cassa integrazione. “La proposta – spiega Andrea Zafferani (Rf) – è quella di portare la misura di integrazione salariale al 75 per cento. Siamo contro la politica dei tagli salariali”. “Intervento non sostenibile – premette il Segretario di Stato Marco Gatti – perché non abbiamo le capienze. Inutile dire che bisogna reperire le risorse quando abbiamo avuto un Governo che negli ultimi tre anni ha fatto uscire risorse dal Paese”. Alessandro Bevitori (Libera) propone di “attivare lo strumento dell’Ice per rivedere i contributi che oggi vengono distribuiti a tutti indistintamente”. Il Segretario di Stato Roberto Ciavatta apre a questa opzione ma frena sulla proposta di Rf. “Al momento circa 8mila persone si trovano in Cassa integrazione guadagni: stiamo parlando di 13/14 milioni di euro al mese, che però non abbiamo. Al momento ci troviamo a discutere con il sindacato di soglie inferiori a queste”. “Una vergogna sentire questo tipo di interventi fatti esclusivamente a scopo demagogico” attacca Alberto Spagni Reffi (Rete). Replica Michele Muratori (Libera): “Lei, consigliere Reffi, fa parte di un Movimento che arringava le folle quando si parlava di togliere 50 euro ai dipendenti pubblici. Noi invochiamo una linea, che è quella di dire di no all’austerità”. Gian Nicola Berti (Npr) chiede di rompere gli indugi e di accellerare il dibattito. “Teniamo impegnato l’esecutivo per discutere di cose già superate e sottraiamo risorse alla ripartenza”. Propone quindi di interrompere i lavori per trovare un quadra sugli “emendamenti sostenibili” per arrivare rapidamente alla ratifica.

Di seguito una sintesi degli interventi

Comma 21 – b) Ratifica Decreti-Legge relativi a Covid-19

RATIFICA Decreto – Legge 17 aprile 2020 n.62 – Misure urgenti di contenimento e gestione dell’emergenza da COVID-19 (Coronavirus)

Emendamento Aggiuntivo dell’Art 2 septies

Vladimiro Selva (Libera): In questo periodo in cui centri estivi e scuole saranno chiuse, il supporto di nonni e anziani è difficile da immaginare in quanto una delle categorie più a rischio per evitare il contagio. Noi abbiamo fatto una serie di proposte. Ci sono delle opzioni che proviamo a mettere in campo per quei genitori che dimostrano di non poter lasciare i figli e quindi essere costretti a rimanere a casa con loro. Per comprovate esigenze famigliari proponiamo di dare la possibilità al lavoratori di usufruire della Cassa integrazione guadagni fino a quando i servizi socio – educativi non saranno nuovamente aperti. Prevediamo inoltre una delega al Congresso di Stato che regolamenti il rapporti in una maniera più semplificata per l’assunzione di baby – sitter. Si stabilisce inoltre che non costituisce assembramento la presenza contemporanea in luoghi pubblici di persone facenti parte del medesimo nucleo famigliare. Si chiede poi la suddivisione fisica delle aree a parco in appezzamenti di 150/200mq circa, distanziati l’uno dall’altro di almeno 3 m, in cui le famiglie possono usufruire di spazi all’aria aperta sulla base di una programmazio oraria gestita dalle Giunte di Castello, con il coordinamento e la sorveglianza in loco di volontari della protezione civile o di membri delle Giunte di Castello;

Segretario di Stato Roberto Ciavatta: E’ attivato un fondo per le famiglie che va a integrare i redditi nel momento in cui non si arrivino a delle soglie o via sia un affitto da pagare. Lo ritengo superato come emendamento. Riguardo la baby sitter: problematico il principio che non è necessario il contratto di lavoro per motivi ad esempio assicurativi. La maggior parte dei contagi avviene in ambito familiare. Il comma 3 è diseducativo e pericolossimo. Anche nelle famiglie c’è l’assembramento e il distanziamento sociale. Lo stesso vale per le baby sitter. Comprendo le ragioni dell’emendamento, ma ci sono vincoli precisi. Sbagliata l’impostazione per quanto riguarda invece l’utilizzo dei parchi pubblici.

Guerrino Zanotti (Libera): Mi lascia diversi dubbi l’intervento del Segretario. La proposta che ha cercato di elaborare e ha presentato Libera è piuttosto elaborata. Ad oggi chi risulta positivo al Covid comunque deve trascorrere il tempo dell’isolamento in casa per quanto con i dovuti riguardi. A maggior ragione se c’è un nulceo familiare che non ha positivi non vedo perché non possa in questo caso uscire e frequentare luoghi pubblici.

Marika Montemaggi (Libera): E’ vero che nel nuovo decreto ci sono indicazioni sui cogedi parentali ma questo non può essere sufficiente. In questo modo diamo una sicurezza ai genitori che davvero non sanno come organizzarsi.

Pasquale Valentini (Pdcs): Stiamo lavorando due piani che non si possono incontrare. Stiamo parlando della ratifica di un decreto che tra alcuni giorni non sarà più in vigore. Si fanno emendamenti sul ‘dopo’ che in parte viene ripreso dal decreto uscita ma non in ratifica e in parte dovrà essere nel nuovo decreto. E’ un ragionare tra sordi.

Segretario di Stato Marco Gatti: Abbiamo demandato alla possibilità di intervenire con delle circolari perché questo ci permette di essere flessibili. Non sarei per andare a restringere normativamente il decreto andando a mettere condizioni che diventano insuperabili.

Alessandro Bevitori (Libera): Ci auguriamo che questo sia uno stimolo anche per il decreto che deve uscire non solo per quello in ratifica. Lo stimolo che vogliamo dare è il fatto di poter dare alle famiglie in difficoltà un credito anticipato sulla Smac Card non credo che sia una cosa campata per aria: ragionate su questo aspetto.

Alessandro Cardelli (Pdcs): E’ importante tenere in considerazione i suggerimenti che arrivano da parte dell’opposizione, corretta la ricostruzione del collega Bevitori.

Giuseppe Maria Morganti (Libera): Forse il Governo è in forte ritardo rispetto ai provvedimenti e quindi non c’è la possibilità oggettiva di sistemarli. La minoranza non è chiamata a discutere in altre sedi le proposte, ma mi risulta che pure la maggioranza abbia difficoltà.

Manuel Ciavatta (Pdcs): Rispetto alla questione delle baby sitter: va fatta la considerazione relativa alla possibilità di entrare in casa che oggi i decreti non danno neppure per altre attività. Si può lavorare nei cantieri fuori dalle abitazioni ma non all’interno. Ci sono delle difficoltà applicative a questa tipologia di proposta, per quanto si riconosca la necessità oggettiva.

Segretario di Stato Andrea Belluzzi: Qui parliamo di due piani diversi. Io credo che avevamo un dibattito per guardare avanti: molti hanno preferito guardare nello specchietto retrovisore. Voglio essere costruttivo. La costruzione da fare su determinati percorsi deve essere leggibile anche all’esterno. Come faccio a garantire che una baby sitter rispetti il distanziamento all’interno di una abitazione? Detto da un’opposizione che ha chiesto di rendere obbligatori i test sierologici ai consiglieri. Vanno trovate risposte sostenibili ai problemi.

Rossano Fabbri (Libera): Ci rivedremo qua tra circa un mese quando il decreto avrà avuto piena esecuzione. Si insiste sulla inutilità dei test sierologici dei consiglieri. Non avere ancora capito che in Aula non si poteva venire con il rischio di contagiare le famiglie: questo lo dice il Governo. Siete rimasti voi a ritenere non necessari presidi e controlli: chiedetevi perché abbiamo queste percentuali di persone positive al virus. Ragionate. Libera chiese i test per la cittadinanza per i primi, e siamo stati scherniti.

Nicola Renzi (Rf): Un emendamento che rappresenta quelle che sono le esigenze della nostra popolazione. Un consiglio gratuito al Segretario Belluzzi: quando si sentono interventi come quelli di Valentini, credo sia opportuno che il Governo li ascoltasse molto bene. Opportuno che chi è in quest’Aula e ha una voce sia ascoltato. Sfido i consiglieri di maggioranza: avete una idea di cosa accadrà nella fase 2? In Italia si sa già cosa accadrà, noi dal 4 maggio non lo sappiamo minimamente.

Segretario di Stato Federico Pedini Amati: Dal 15 marzo ad oggi abbiamo dovuto prevedere moltissime fasi. Abbiamo lavorato giorno e notte per prevedere tempistiche e modalità di gestione del periodo che stavamo vivendo. Non si può venire in Aula a dire che non stiamo prevedendo la ripartenza. Oggi non stiamo parlando di ripartenza: c’è un decreto valido che scade il 4 marzo.

Michele Muratori (Libera): Con questo emendamento non chiediamo assolutamente la riapertura della scuola. Libera si è sempre chiamata fuori da questa tematica. Noi con questo emendamento proponiamo umilmente delle proposte

Andrea Zafferani (Rf): L’argomento che mi lascia perplesso è la sostanza. La sostanza è che non mi sembra di percepire da nessuno degli interventi del Governo che l’argomento decisivo per la fase in cui i genitori torneranno a lavorare sia centrato in termini di soluzioni. Questo mi preoccupa molto sopratutto per quanto riguarda le baby-sitter. Non vogliamo capire cosa accadrà oggi ma tra una settimana.

Vladimiro Selva (Libera) – replica: Una curiosità per il Segretario Ciavatta: cosa intende per distanziamento all’interno delle famiglie? Moglie e marito non si devono avvicinare più di un metro? Sono cose importanti. Questione parchi: ci viene detto che non è gestibile, ma noi abbiamo un problema serio, la salute dei bambini che sono in casa da due mesi. Noi proponiamo un contributo a fondo perduto, Cardelli mischia le questioni perché forse non le ha lette. Ci auguriamo che ci sia la dispomibilità a una futura valutazione di questi temi.

Emendamento Aggiuntivo dell’Art. 4 bis in subordine ai punti f, g, ed h dell’emendamento aggiuntivo del!’ Art. 2 sexies

Vladimiro Selva (Libera): Cosa rimarchiamo? L’esigenza di coinvolgere anche i proprietari di immobili che danno in affitti e quindi percepiscono un canone, per come si stanno mettendo le cose: a fine anno avranno lo stesso introito dell’anno precedente. Si chiede di istituire a carico dei locatori l’imposta straordinaria di solidarietà sui canoni di locazione. L’imposta è pari al 30% del canone di locazione e si applica sui canoni relativi alle mensilità di vigenza dell’emergenza sanitaria Covid-19. Siamo orientati a ritirare questo emendamento visto l’impegno del Governo a valutare e prendere in considerazione l’altra soluzione da noi prospettata con precedente emendamento

Segretario di Stato Marco Gatti: Ne ragioneremo nell’impegno che ci siamo presi per quanto riguarda il registro dei locatari.

Emendamento aggiuntivo dell’articolo Art.6 bis

Vladimiro Selva (Libera): C’è una completa assenza di contributi e agevolazioni per le aziende che favoriscono il lavoro a domicilio. Non andando a lavoro si riducono i rischi di contagio, si può rimanere a casa con minori e anziani da accudire e per le aziende può diventare un vantaggio perché comporta qualche beneficio. Semplifichiamo le modalità con cui l’azienda è tenuta a comunicare il lavoro a domicilio. C’è una prima rilevanza sul piano dei diritti. Previste detrazioni su eventuali investimenti che l’azienda deve fare per il telelavoro. Può capitare che il dipendente non abbia il computer a casa: potrebbe essere l’azienda a farsi carico del costo se ci fosse una soluzione definitiva.

Segretario di Stato Marco Gatti: Già queste spese sono completamente deducibili nell’ambito dei 5 anni. Come facciamo a determinare se effettivamente quel bene è stato acquisto per il lavoro o meno? Quando è il datore di lavoro che richiede al proprio dipendente di lavorare dal proprio domicilio c’è la necessità di poter avere determinati presidi.

Guerrino Zanotti (Libera): Abbiamo già discusso in questa Aula di come si uscirà da questa emergenza, di come dovremo ripensare anche il modo di lavorare con nuove possibilità, crediamo che questo possa essere uno spunto interessante anche per il post.

Eva Guidi (Libera): Può essere un primo banco di prova per riuscire a normare al meglio questa modalità di lavoro. Sappiamo di quanta flessibilità abbia bisogno oggi il mondo del lavoro. Stiamo parlando di flessibilità in termini di orario e di modalità di svolgimento del lavoro. Fornire lo strumento del telelavoro significa consentire a una azienda di continuare ad operare anche nel caso di eventuali nuovi emergenze.

Segretario di Stato Roberto Ciavatta: Ribadisco che questo emendamento è condivisibile nella sua logica: necessità di prevedere modalità per il telelavoro. Si parla di una riduzione degli oneri contributivi: dobbiamo porci anche il tema di come arrivano i contributi all’ISS. Non stanno entrando i contributi perché l’economia è ferma. Difficile accogliere un emendamento complesso che nella realtà sarebbe difficilmente applicabile.

Vladimiro Selva (Libera): Spesso le emergenze ci costringono a fare dei passi che erano necessari anche prima. A mio avviso sarebbe necessario farlo anche con questo tipo di problematica. E’ un argomento difficile, che si presta a distorsioni. Noi qui diamo un termine temporale legato all’emergenza Covid. Abbiamo fatto una cosa ragionevole e ponderata.

Emendamento modificativo articolo 7, comma 4 e comma 5

Andrea Zafferani (Rf): Questo emendamento riguarda la Cassa integrazione. Noi abbiamo contestato la politica di tagli salariali: i Paesi stanno cercando di mantenere alta la capacità di spesa delle persone. Crediamo che il problema si debba risolvere con politiche di reperimento dei finanziamenti. Noi proponiamo di portare la Cassa integrazione al 75 per cento per il minimo contributivo. Il secondo emendamento prevede la possibilità per le attività chiuse la possibilità che sia l’ISS a pagare la Cassa integrazione ai dipendenti senza la penalità del 15% per quelle aziende che non ottemperano. Procedura che funziona in tempi normali, ma oggi le aziende non hanno entrate da almeno due mesi. La logica è piuttosto chiara: da un lato cercare di evitare tagli e sostenere aziende e lavoratori.

Segretario di Stato Marco Gatti: Inutile continuare a proporre provvedimenti dicendo bisogna reperire le risorse quando abbiamo avuto tre anni di Governo che hanno fatto uscire risorse da questo Paese. Questo tipo di interventi non è sostenibile perché non abbiamo le capienze. Fare un intervento di demagogia, sapendo che non è sostenibile, vuol dire non essere responsabili. Vendersi al miglior offerente vuol dire non costruire più uno Stato libero. Questo Paese per svilupparsi deve vivere dentro l’Europa. Quello è l’asse portanta che ci consentirà di sviluppare una economia un domani.

Nicola Renzi (Rf): Ringrazio il Segretario Gatti perché finalmente ci ha chiarito – e purtroppo siamo ancora più preoccupati – la sua visione della politica estera. Il deflusso delle risorse dal nostro Paese c’è stato almeno a partire dal 2008. Oggi voi vi ritrovate a fare i conti con una situazione ingenerata quando si è deciso di portare le banche di San Marino da 4 a 12 volendo creare una piazza finanziaria. Ripicche veramente ridicole. Se ci fossimo mossi tempestivamente e per tempo, quelle cose che l’Italia ha ottenuto.

Alessandro Bevitori (Libera): Cerchiamo con senso di attaccamento al Paese di mettere in campo ciò che ognuno di noi può portare. Dovete attivare lo strumento dell’Ice per rivedere i contributi che oggi vengono distribuiti a tutti indistintamente e su cui invece andrebbe fatto un lavoro profondo. Un esempio banalissimo: il rimborso scolastico.

Segretario di Stato Roberto Ciavatta: Concordo sull’Ise. E’ uno strumento da mettere in campo e che vogliamo mettere in campo. E’ sostenibile un intervento di questo tipo? Non è sostenibile. Siamo a circa 8mila persone in Cassa integrazione guadagni: stiamo parlando di 13, 14 milioni di euro al mese, che però non abbiamo. Ci troviamo a discutere con il sindacato di soglie inferiori a queste, perché il sindacato si rende conto che la situazione non è sostenibile. Un intervento di questa natura non è sostenibile e ne sono consapevoli sia le parti economiche che le parti sociali.

Alberto Spagni Reffi (Rete): Una vergogna sentire questo tipo di interventi fatti esclusivamente a scopo demagogico. Alle banche è stata data una mazzata devastante che comporterà un incremento di debito pubblico. Vogliamo ricordarci quello che è successo in Cassa di Risparmio? Continuate a dire che siete qui per il dialogo, e poi arrivano questi emendamenti?

Rossano Fabbri (Libera): I chiarimenti dei Segretari ci dicono che a livello di immissioni di liquidità siamo purtroppo fermi al palo. Ricordiamo benissimo chi fomentava le piazze per un minimo taglio che era stato proposto e riempiva il Pianello. Capisco che la prospettiva sia cambiata quando si vanno a ricoprire ruoli di responsabilità.

Sara Conti (Rf): E’ da febbraio che noi suggeriamo di mettersi al lavoro attraverso i rapporti esteri per il reperimento di fonti di liquidità. Non si tratta di demagogia, ma di un intervento che permettere ai cittadini di incrementare la propria capacità di spesa.

Michele Muratori (Libera): Lei, consigliere Reffi, fa parte di un Movimento che arringava le folle quando si parlava di togliere 50 euro ai dipendenti pubblici. Noi invochiamo una linea, che è quella di dire di no all’austerità. Si innesca un meccanismo che impedirà alle imprese di rialzarsi. E’ chiaro che c’è stato un problema sulla liquidità ma da cosa è derivato? Dalla questione Delta e da tante altre problematiche: scaricare tutti su di noi mi pare davvero fuori luogo.

Gian Nicola Berti (Npr): L’Aula sta ricadendo nuovamente nei vecchi vizi. I cittadini si stanno facendo un’opinione pessima. Stiamo dibattendo inutilmente di un decreto adottato con urgenza che doveva cercare di sistemare i problemi di quel particolare momento, non dell’attuale momento. Faccio un appello. Abbreviamo i termini di discussione. Spostiamoci di là. Quello che deve succedere in questo momento è la ripartenza. La fase 2 è vitale per il nostro Paese. Teniamo impegnato l’esecutivo per discutere di cose già superate e sottraiamo risorse alla ripartenza. Non possiamo perdere giornate intere. C’è qualcuno di noi che si trova in prima linea. Propongo di fermare i lavori per discutere solo degli emendamenti sostenibili.

Paolo Rondelli (Rete): Mi trovo in linea con il collega Berti. Fermiamoci un attimo. Ragioniamo con calma. Usciamo da questa Aula rapidamente con un decreto. Poi dovremo farne altri. Ben vengano i contributi e mi pare che su alcuni vi siano state delle aperture di ragionamento.

Iro Belluzzi (Npr): Facciamo mio l’intervento del collega Berti andando oltre. Modalità perfetta operare per cercare di trovare la condivisione e innescare nel confronto gli elementi di condivisione che possono essere quelli legati alla ripartenza. Sostengo una modalità di confronto sul decreto che dovrà essere ratificato e propongo di rendere produttivo il decreto stesso andando a diminuire enormemente i tempi di dibattito qaundo dovrà essere ratificato.

Guerrino Zanotti (Libera): Si è detto che questa è una perdita di tempo. Potevamo evitare di spendere i soldi per i gettoni del Consiglio Grande e Generale. Se questa è una perdita di tempo, ditemi voi in che cosa consiste lo svolgimento democratico del confronto. Perché dobbiamo svilire in questo modo il ruolo del Parlamento e la discussione che avviene in questa Aula?

Luca Boschi (Libera): Il tempo passato in questa Aula non è mai tempo perso. C’è uno sfasamento temporale tra l’emissione dei decreti e la ratifica in Aula. Stiamo analizzando il Decreto 62 ma pensiamo già al 63. Sulla sostenibilità degli interventi: la premessa è che il nostro Paese deve riuscire ad accedere a finanziamenti esteri anche ingenti altrimenti non riusciremo a sopportare politiche sociali ed economiche.

Maria Katia Savoretti (Rf): Ci troviamo a discutere sulla ratifica di un decreto che oggi c’è ed è già operativo. Tutti insieme, anche con il contributo dell’opposizione, si possono trovare soluzioni utili per la ripartenza del Paese.

Segretario di Stato Federico Pedini Amati: Capisco che questo poteva essere l’unico momento in cui proporre emendamenti. Gli articoli sono legati all’emergenza, anche economica. Emergenza che è in corso mentre noi siamo qui. Cerchiamo di perdere meno tempo. Fate i vostri ragionamenti. Senza soldi, lo capite da soli, questi interventi non stanno in piedi.

Eva Guidi (Libera): Chiediamo al Governo se c’è la dispoibilità a voler intraprendere un metodo che poi si può valutare insieme per riuscire a superare questo momento di difficoltà che stiamo trovando in questo dibattito. Non vogliamo far perdere tempo a nessuno perché il tempo è prezioso.

Emanuele Santi (Rete): Noi diciamo: ben venga la Cig al 75 per cento, però gli interventi devono essere sostenibili. Non si risolve tutto con un finanziamento estero perché li dobbiamo ridare indietro questi soldi. Non dobbiamo fare interventi a pioggia perché chi ce li presta poi li rivuole indietro. I rapporti di politica estera sono ai minimi termini. Tutto quello che verrà fatto andrà fatto in un’ottica di sostenibilità.

Andrea Zafferani (Rf): Stiamo parlando un intervento che impatta sulla cassa degli ammortizzatori sociali che non è finanziata dallo Stato ma dalle aziende e dai lavoratori. Per effetto delle nostre riforme sono stati risparmiati 2 milioni di euro nel 2018. Non bastano, è evidente. Lo Stato deve immettere risorse aggiuntive straordinarie come fatto in passato. Per questo insistiamo sul fatto che serve iniezione straordinaria. Lato domanda e lato offerta.

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28 Aprile 2020
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