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Sileri: “100mila contagi al giorno? È uno scenario verosimile”

sileri sottosegretario salute
Il sottosegretario alla Salute apre a una riduzione della quarantena, ma non da subito
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ROMA – Sebbene quasi tutte le classi abbiano almeno un alunno positivo, “dal 10 gennaio si conferma la presenza in classe. È verosimile che si arriverà a 100mila contagi al giorno come nel Regno Unito, ma la scuola non va ritardata se i positivi non vanno in ospedale”. Così Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, intervenuto in diretta su Skytg24. “Il problema sarà quello delle quarantene e dei vari isolamenti – continua – Se i contagiati dovessero invece essere ricoverati allora ci troveremo con cambi di colore oltre l’arancione e chiusure più importanti, ma non anticipo chiusure”.

“In ogni caso – aggiunge il sottosegretario alla Salute – il comportamento di questa variante Omicron sembra più benigno della Delta, che ha determinato un maggior numero di morti. Non anticipo problemi se non che per ogni persona che va in isolamento ce ne sono alcune che vanno in quarantena e su questo dobbiamo agire”. Intanto “chi ha più di 12 anni ha avuto il tempo di vaccinarsi, ma il green pass lo vedo come una carta vincente fin dalla sua introduzione, con una progressiva estensione a scuola e a lavoro, tuttavia lascerei le cose così e lavorerei sulle quarantene”.

Infine, pensando ai bambini 5-11 anni non vaccinati “si può parlare di serbatoio di replicazione virale perché la non vaccinazione determina un passaggio di virus e la possibilità che si generino varianti. Il Sars-COV2 è meno aggressivo nei bambini, ma esiste il long covid fino al 10-12% dei positivi. Inoltre con la Delta, su 10mila bimbi infettati 65 vanno in ospedale e c’è il rischio che uno muoia. È certo che il virus sta conquistando, sia Omicron che Delta la fascia di popolazione con una minore percentuale di vaccinati”.

“IN ITALIA VARIANTE OMICRON AL 50-60%”

“Oltre il 50-60% di tutto il virus che circola attualmente in Italia è dato dalla variante Omicron che, per modalità di diffusione, contagia cinque volte di più delle varianti Delta e Delta plus. In massimo due settimane la Omicron avrà preso il sopravvento sulla popolazione positiva e sarà il virus con cui saremo chiamati a confrontarci”, ha spiegato Sileri.

Sulla necessità di rivedere le regole delle quarantene, il sottosegretario ha precisato: “È auspicabile arrivare a una riduzione, ma non è questo il momento, inoltre dobbiamo attendere il parere del Cts. Attualmente la Delta è la variante responsabile di ricoveri e invii in terapia intensiva, per questo motivo è auspicabile una variazione della quarantena tra dieci giorni, non oggi. Una revisione della quarantena dovrà essere fatta, quindi, quando la variante Omicron avrà preso il sopravvento sulla delta e i rischi saranno minori. Questo perché Omicron è una variante meno cattiva, forse perché agisce su una popolazione di vaccinati. Su tempistica e immediatezza, allora, aspetterei dati più conclusivi e il parere del Cts”.

Sileri conferma, inoltre, che la “stragrande maggioranza delle persone in terapia intensiva sono non vaccinate“. La quarantena potrebbe essere ridotta a “chi ha fatto la seconda dose entro sei mesi e a chi ha fatto la terza dose. Aspettiamo di capire come si comporta la variante Omicron, riduciamo la quarantena – come già è – per i vaccinati e vediamo ancora quanto ridurla e a chi ridurla. Liberiamo poi le persone con il test diagnostico e tra il test molecolare e quello rapido, io consiglierei più il test molecolare”.

Il sottosegretario è sicuro: “La prima regola da seguire è la sicurezza, non si riduce la quarantena per mandare avanti un sistema lavorativo che va andare in giro un positivo. Dobbiamo agire con una base scientifica: virus meno aggressivo; virus con tempo di incubazione più breve; persona vaccinata con due dosi entro 6 mesi o terza dose; uso spregiudicato di diagnostica affidabile (vedi tampone molecolare). La riduzione della quarantena, in questo senso, è la conseguenza di una base scientifica solida che mette in sicurezza il Paese. Sarà definita tra massimo due settimane, perché aspettiamo i dati mutuati anche dall’esperienza del Regno Unito. Il fatto che la omicron si sia diffusa tanto negli altri paesi ci consente di mutuare la loro esperienza. Per la Befana, o subito dopo, dovremo riuscirci- aggiunge- certamente prima che inizi la scuola”.

Infine sul richiamo dopo quattro mesi annunciato oggi dal generale Figliuolo, Sileri lo definisce una “opportunità che determina un miglioramento della reattività” immunitaria. “La terza dose protegge dalla variante Omicron e spero che gli italiani corrano a fare il richiamo da dose booster”.

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